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La dinastia JPK che vince alla Middle e la classifica delle italiane

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Il JPK 11.80 Courrier Recommande vincitore della Rolex Middle Sea Race 2018

Tra vinti e vincitori va in archivio la Rolex Middle Sea Race 2018, che ancora una volta si è dimostrata essere la più dura, spettacolare e affascinante regata del Mediterraneo. Basta sentire i tanti racconti degli equipaggi che abbiamo pubblicato (Leggili Qui e Qui) per capire che si tratta di un’avventura impossibile da dimenticare. Una regata non per tutti, è bene dirlo, ma solo per le barche e i velisti più preparati che la affrontano con la consapevolezza di andare incontro a una prova dura, a tratti brutale, dove l’improvvisazione può essere decisamente pericolosa.

Ricordiamo che il vincitore della Middle Sea Race è il primo classificato in IRC overall, anche se parallelamente esiste la classifica ORC che non assegna il prestigioso Middle Sea Trophy pur avendo valore sportivo. Vince, meritatamente, il JPK 11.80 francese Courrier Recommande di Gery Trentesaux, in un podio completato dal Figaro Beneteau II Boemia di Milan Kolacek battente bandiera Ceca, terzo posto per la francese Albator, NMD 43 di Philippe Frantz.

L’equipaggio del JPK 11.80

Tattica perfetta quella di Courrier, che è passato velocemente nelle fasi di transizione, con un equipaggio che ha spinto duro anche nella burrasca. Trentesaux ha infatti raccontato: “Abbiamo tenuto lo spinnaker piccolo a riva anche con 40 nodi nel Canale di Sicilia, lo abbiamo ammainato per un’ora dopo una brutta straorza e poi lo abbiamo rimesso a riva”. Un podio tutto fatto da barche plananti, che fanno assolutamente la differenza in queste condizioni e in una regata come la Middle sono ormai una costante nelle primissime posizioni.

I JPK, dell’omonimo cantiere francese, sono ormai una “dinastia” di progetti che hanno il vizietto della vittoria nelle super classiche dell’altura. I JPK, e l’11.80 in particolare (sorella maggiore del 10.80 che ha già vinto Fastnet e Middle) sono barche espressamente pensate per le regate offshore e la crociera molto sportiva, progetti concepiti per il regolamento IRC, disegnati da Jacques Valer – uno dei grandi interpreti del mondo IRC – ma con caratteristiche generalmente all round. Baglio massimo pronunciato, quello dell’11.80 è di 3,95 mt, e arretrato per avere potenza e stabilità nei laschi con vento forte e onda. Leggero spigolo a poppa, che termina molto prima di mezza nave, per navigare al meglio di bolina con molto vento, ma volumi anteriori fini e rotondi per non essere penalizzati nel vento leggero. L’11.80 non ha una carena sbilanciata in maniera assoluta verso le andature portanti, lo spigolo non è troppo duro, la barca ha comunque forme di carena rotonde, il che gli consente di avere prestazioni “all round” pur privilegiando le andature portanti. Non a caso Courrier era tra le primissime barche anche al passaggio di Favignana e fin li la regata si era corsa con una parte di vento leggero e una di bolina con vento forte, situazioni teoricamente meno favorevoli. L’immersione della chiglia a 2,34 m con un dislocamento di appena di 5900 kg di cui 2650 in chiglia, accoppiati a una superficie di bolina di 89 mq e uno spinnaker di 134 danno la dimensione del rapporto peso/potenza di questa barca e spiegano il perché nella grandi surfate del Canale di Sicilia non ci sia stata storia contro le barche di vecchia generazione più dislocanti.

LE ITALIANE

Il Cookson 50 Endlessgame

Un plauso va alle tante italiane in regata che hanno onorato la causa arrivando quasi tutte al traguardo. La migliore è stata il Cookson 50 Endlessgame di Pietro Moschini, nono in IRC overall, secondo in IRC2, terzo in ORC overall. Il Sun Fast 3600 Bora Fast di Piercarlo Antonelli, in equipaggio anche il minista italiano del momento Ambrogio Beccaria, conquista il terzo posto nella classe 6. Successo per lo Swan 42 BeWild di Renzo Grottesi in ORC 3, in ORC 4 terzo posto per l’IMX 45 Tetta di Giacomo e Cesare dall’Aria.

Così le italiane in IRC overall arrivate al traguardo: 9.Endlessgame; 13.Fra Diavolo; 15.Ars Una; 16.Be Wild; 21.Bora Fast; 22.Verve Camer; 31.Tetta; 43.Joy, J122; 52.Duffy; 80.Catty Sark; 81.Stripptease; 82.Megaptera; 87.Oxygene.

1 Comment

  1. Gian Grasso ha detto:

    Comunque Luz am meer, swan 651 batte bandiera Austriaca , ma l’equipaggio e l’armatore sono tutti Italiani, Alla Tattica Paolo Cian, grande prestazione per una barca non planante che si piazza 4 overall in IRC e 8 in ORC … forse sarebbe doveroso spendere due parole per questa barca e questo gruppo di ragazzi che hanno lottato come Leoni… saluti Gian

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