Rolex Middle Sea Race: che la battaglia navale abbia inizio, aspettando il ventone

Una suggestiva immagine del Comet 45 Libertine immortalato da Kurt Arrigo durante la Middle Sea Race 2015

Vincerla non è facile ed è uno degli obiettivi di chi partecipa ad alto livello alle regate offshore. La Rolex Middle Sea Race, con partenza il 20 ottobre, compie cinquant’anni e lo fa con 149 barche iscritte in rappresentanza di 32 nazioni, con ben 22 italiane al via alcune delle quali partono dichiaratamente per vincere la regata. Il percorso è uno dei più belli al mondo: partenza da Malta, circumnavigazione della Sicilia in senso anti orario lasciando a sinistra Stromboli, Favignana, Pantelleria e Lampedusa, con arrivo ancora a Malta dopo 607 miglia.

Il meteo come sempre non sarà banale, con una partenza sotto un robusto est sui 15-20 nodi con onda formata residua da scirocco. Un regime di levante-grecale che dovrebbe accompagnare la flotta almeno fino allo Stretto di Messina. Poi occorrerà valutare l’evoluzione meteo, perché sembra essere dietro l’angolo una rotazione verso Nord, Nordest, con un rinforzo deciso causato dall’ingresso di un fronte freddo dai Balcani quando la flotta starà percorrendo il lato settentrionale della Sicilia. Quanto forte? Ancora è presto per dirlo, ma scommettiamo che molti equipaggi stanno sperando non arrivino i 30-35 nodi predetti da alcuni modelli, sperando che le previsioni che lo danno fino a 25 siano più attendibili, il dato certo è che ci sarà un drastico calo delle temperature e la vita a bordo diventerà decisamente dura e molto bagnata. La buona notizia è che non sarà una bolina secca, ma larga fin quasi al traverso e oltre, con velocità però molto alte e comfort di bordo ridotto al minimo per usare un eufemismo, dato il moto ondoso previsto oltre i due metri. Il vento forte arriverà, come spesso accade alla Middle Sea Race, nella seconda parte di regata, quella più complessa per la tenuta fisica degli equipaggi e più complessa anche per la zona da attraversare, il temuto Canale di Sicilia con i suoi bassi fondali che causano un onda ripida e corta.

LE ITALIANE IN REGATA

Occhi puntati soprattutto su due barche: il Coockson 50 Endlessgame di Pietro Moschini con a bordo Gabriele Bruni come skipper e Pietro d’Alì in equipaggio. Lo Swan 42 BeWild di Renzo Grottesi con alla tattica Andrea Casale e Andrea Caracci come navigatore. Sono sicuramente le due frecce più pericolose della flotta italiana, e partono per fare il grande risultato.

A provare a vincerla in tempo reale ci sarà il MOD 70 Maserati di Giovanni Soldini, che per l’occasione schiera alla tattica il talento dei Nacra 17 Vittorio Bissaro, per la linea d’onore dovranno vedersela con l’altro MOD 70, Powerplay, e probabilmente anche con il “solito” Rambler 88. Ci saranno poi Duffy, Dufour 34e di Enrico Calvi, il First 44.7 Sciara di Lancellotti, il Comet 50 Carbon Verve Camer di Greco ,  il Neo Zero, Neo 400 Carbon di Paolo Semeraro. Non poteva mancare poi il Sun Fast 3600 Bora Fast di Piercarlo Antonelli che avrà a bordo per l’occasione Ambrogio Beccaria. La flotta italiana continua con il Mylius 15e25 Ars Una di Vittorio Biscarini e il Mylius 60 Fra Diavolo di Vincenzo Addessi, gli Azuree 40 Catty Sark di Buonfantino e Preferisco di Ballerini, l’IMX45 Tetta di Dell’Aria che insieme a Bora Fast è una delle due barche italiane che l’anno scorso hanno concluso la regata; il GS34 Performance Aygilion di Sanguelotta/D’Ubaldo, il Fast Atame di Bisotto, lo Swan 65 Force 9 of London di Giorgio Pitter, il J122 Joy di Giuseppe Cascino, l’open 35 Megaptera di Tellarini, l’X-362 Oxygene di Cerulli Irelli, il GS 40 Renoice di Pellegrini, il Sidney 39 Sir Biss di Perego, il Tripp 40 Striptease di Serrano’, il Dufour 405 Tattoo di Paoletti.


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