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Gli inglesi contro Ben Ainslie: “Il tuo sponsor distrugge la nostra terra”

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Sir Ben Ainslie vuole vincere la Coppa America. Dopo 167 anni, che la vecchia Brocca tornasse in Inghilterra lo vorrebbero in molti suoi conterranei. Per farlo, servono soldi e, dicevano i latini, “pecunia non olet”. Il denaro non puzza. Ma ne siamo proprio sicuri? Quello che il baronetto ha preso dal suo sponsor principale INEOS (per la cronaca, 110 milioni di sterline), odora di gas. Di gas di argille, precisamente, quello di cui l’azienda si autodefinisce “più grande produttore in Gran Bretagna”.

Ben Ainslie, a sinistra, sorridente con Jim Ratcliffe, CEO di INEOS, dopo la firma del contratto di sponsorship da 110 milioni di sterline

La partnership ha causato furibonde proteste nel Regno Unito, con tanto di lettera aperta a World Sailing (la federvela mondiale) da parte di un nutrito pool di organizzazioni no-profit e accademiche, inglesi e internazionali. Lettera in cui si chiede di non accettare che uno sport in teoria puro ed ecosostenibile come la vela scenda a compromessi con realtà dannose per l’ambiente, e quindi di escludere la sfida inglese dalla Coppa se continuasse la partnership con INEOS.

Ben Ainslie posa per una bibita ecosostenibile nel 2014 (credit onedition)

La reputazione di Sir Ben, il velista olimpico più titolato della storia, inizia a vacillare. Anche perché nella sua precedente campagna di Coppa, con Land Rover, aveva puntato molto sul tema della sostenibilità ambientale e aveva siglato accordi con tante aziende operanti nel “green”, guadagnandosi la fama di eco-atleta.

I RISCHI AMBIENTALI
Non è il gas in sé il problema, ma il modo in cui viene estratto, ovvero la cosiddetta “fratturazione idraulica”, che comporta l’iniezione sottoterra di grandi quantitativi di sabbia e acqua (diluita con componenti chimici biocidi) per spaccare il suolo e far fuoriuscire il gas.

L’acqua viene recuperata solo al 50/70%, ciò significa che una consistente quantità di acqua addizionata rimane nel sottosuolo, diventando un potenziale inquinante. Poi, nelle prime fasi di estrazione si libera in atmosfera una piccola quantità di gas metano, uno dei principali responsabili dell’effetto serra.

C’è anche la questione dell’impatto estetico: vista la necessità di effettuare numerose perforazioni per produrre quantità economiche di gas da argille, il paesaggio per tutta la permanenza delle torri di perforazione (che può variare dalle settimane ad alcuni mesi), viene caratterizzato dalla presenza dei tipici impianti di perforazione con alte torri metalliche.

Infine, l’operazione di fratturazione idraulica effettuata durante la fase di completamento di un pozzo per gas di argille, prima di poterlo mettere in produzione, è stata indicata quale causa di incremento del rischio sismico anche in aree tradizionalmente non interessate.

MEGLIO UN AMBIENTE SANO CHE LA COPPA AMERICA!
INEOS ha la licenza per esplorare il sottosuolo inglese, in cerca di gas d’argille, per una superficie di oltre un milione di acri. Gli inglesi sono un popolo orgoglioso, ma pratico. Capite bene che se per vincere un trofeo, pur prestigioso, devono andare incontro a rischi di inquinamento e terremoti, la loro reazione sarà molto chiara: “al diavolo la Coppa, al diavolo Ben Ainslie!”.

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1 Comment

  1. tony ha detto:

    Già,
    come se la INEOS non proseguirebbe nella estrazione (e nell’applicazione della “fratturazione idraulica”) a prescindere dalla sponsorizzazione di Ben Ainslie.
    E come se il “pratico e orcoglioso” popolo inglese, posto di fronte alla rinuncia all’utilizzo del metano per riscaldamento, trazione ecc. (leggi: vai a piedi, riduci il riscaldamento ecc.) non accetterebbe gli effetti collaterali del citato processo di etrazione.
    Ma per favore.

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