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Grande festa doveva essere e grande festa è stata. Quando a meno di 24h della partenza dalle stanze della segreteria si sono levate grida di gioia il record di iscritti era già ampiamente battuto, ma il muro delle 2600 barche per la Barcolana 50 era un obiettivo non detto in cui tutti speravano. E così è stato, complice anche un meteo che, se non ha accontentato in pieno i super professionisti e gli amanti della velocità, ha regalato una meravigliosa giornata di sole a tutti gli appassionati in mare e a terra.

Trieste si è svegliata presto, con una Bora che soffiava ancora robusta ma che aveva già un’aria assonnata di chi diceva: “Signori, per oggi è tutto, vi ho fatto divertire in tante edizioni, in alcune vi ho bastonato, e oggi mi sa che vado a letto presto”. Ed è stato così che la Bora, poi borino, poi borettina, ha accompagnato inizialmente la flotta, per poi la sciare spazio alle brezze variabili del golfo. Alla fine ha spuntarla – per la seconda volta consecutiva – sono stati i beniamini di casa, Spirit of Portopiccolo dei fratelli Gabriele e FurioBenussi, più a loro agio nelle manovre e nel vento via via in calo della giornata triestina: la barca ha completato il percorso in soli 57 minuti e 4 secondi. Una beffa in un certo senso per la “corazzata” di Tempus Fugit e con i muscoli dei 100 piedi di CQS, che con al timone Mitja Kosmina cha probabilmente ha pagato la scelta nel primo lato di mettere una vela troppo grande. Ma questo risultato è la prova che nella vela non tutto è scontato, il mezzo conta molto ma non può essere tutto. Terzo posto per Way of Life, l’ex Maxi Jena.

Spirit of Portopiccolo è l’ex Morning Glory, il maxi di 27,40 metri con scafo in carbonio e canting keel del magnate tedesco Hasso Plattner. La barca è stata disegnata dallo studio statunitense Reichel-Pugh e costruita dal cantiere neozelandese McConaghy e ha vinto alcune tra le regate più importanti del mondo come la Newport to Bermuda, la Transpac, la Rolex Middle Sea Race e il Mondiale Maxi. Ma negli ultimi anni dormiva indisturbato nel capannone di un cantiere di Marsiglia.

Le condizioni di “bora calante” sicuramente non hanno reso la vita facile ai tattici. Poco male, se per chi puntava al risultato è stata una giornata complicata, per tutti gli altri è stato più facile stappare il vino e affettare il salame, in una giornata che è stata comunque di quelle da ricordare e da raccontare a lungo.

Se tutto ciò non bastasse una menzione anche a tutto il contorno della Barcolana, e in particolare all’evento “segreto” organizzato per i partecipanti la sera prima della regata. Un messaggio ha avvisato gli iscritti all’evento poche ore prima, ad aspettarli la giovane cantautrice Maria Antonietta Vergine e soprattutto un sublime Vicinio Capossela.

QUI TUTTE LE CLASSIFICHE (IN AGGIORNAMENTO) DELLA BARCOLANA

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