Mediterraneo, mare “bastardo”: i consigli per affrontare la burrasca

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mediterraneoIl Mediterraneo è un mare “bastardo”, talvolta le previsioni meteo non ci azzeccano e vi ritrovate nel bel mezzo di una burrasca non preventivata. In due puntate, vi diciamo tutto quello che dovete e potete fare per uscirne fuori evitando tragedie. E anche quello che avreste dovuto fare in precedenza in modo tale da non farvi comunque trovare impreparati (Il dipinto è di Chuck Paine).

mediterraneo1 – Il briefing sulla sicurezza
Ogni buon skipper prima di intraprendere una navigazione impegnativa, informa l’equipaggio circa la posizione delle dotazioni di sicurezza e della valigetta del pronto soccorso. Ogni membro dell’equipaggio dovrà quindi conoscere la posizione de razzi di segnalazione, di estintori, giubbotti di salvataggio, zattera, kit medico, vele da tempesta e cassetta dei ferri.

mediterraneo2 – La terraferma non è nostra amica
Quando siamo costretti ad affrontare una burrasca, o comunque condizioni di mare molto impegnative, occorre tenere a freno l’impulso naturale che ci richiama verso la terra ferma. In condizioni di onde frangenti infatti, la costa può trasformarsi in una trappola mortale. Quando il fondale si alza all’improvviso in prossimità della costa l’altezza dei frangenti può raddoppiare e il loro intervallo si restringe: la barca può diventare presto ingovernabile. meglio soffrire a largo e aspettare che la burrasca si sfoghi, magari mettendosi alla cappa.

mediterraneo3 – Cinture e giubbotti
Quando si affronta una navigazione impegnativa è prioritario, indipendentemente dalle condizioni meteo, armare prima della partenza le life line. Magari non le useremo, ma se sarà necessario saranno già montate. Di solito vanno fissate alle gallocce di prua e di poppa, i punti più sicuri e robusti di una barca, stendendo la fettuccia all’interno delle sartie. Risulta indispensabile, prima di mollare gli ormeggi, informare l’equipaggio della posizione dei giubbotti di salvataggio e assegnarne uno a ciascun membro illustrando la tecnica per indossarlo.

mediterraneo4 – Assicurare gli oblò
In caso di burrasca occorre prevenire qualsiasi via d’acqua. Oltre a chiudere le prese a mare, è opportuno verificare velocemente la perfetta tenuta di ogni oblò e se è il caso procedere a sigillarli con il grey tape o con collanti appositi. Verificate anche che gli scarichi del pozzetto siano aperti.

mediterraneo5 – Randa di cappa e tormentina
Spesso le due vele da burrasca vengono stivate in posizioni quasi inaccessibili, niente di più sbagliato. Devono avere una collocazione a bordo che ci consente di recuperle velocemente in caso di emergenza. Il loro armamento non può essere improvvisato, è opportuno provare ad issarle in una giornata tranquilla per rendersi conto dell’attrezzatura necessaria (loop, garrocci, spezzoni di dyneema e quanto serve) per un corretto e facile utilizzo.

6 – L’emergenza mal di mare
Inevitabilmente, in situazioni di mare da burrasca, qualche membro dell’equipaggio accuserà i sintomi devastanti del mal di mare. Onde evitare che la situazione degeneri, è bene prevedere quest’eventualità: qualche pastiglia apposita o del cibo mirato posano rendere la situazione meno penosa ed evitare che il malessere venga “contagiato” a tutto l’equipaggio.

7 – La barra di rispetto
Occorre essere pronti a qualsiasi eventualità, anche quella di subire un’avaria al sistema del timone, come per esempio la rottura dei frenelli del timone a ruota. In questo caso sarà importante avere a portata di mano la barra di rispetto e soprattutto essere in grado di installarla. Un altro accessorio che non può essere stivato sul fondo di un gavone ma deve essere facilmente reperibile.

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1 commento su “Mediterraneo, mare “bastardo”: i consigli per affrontare la burrasca”

  1. Pillole di saggezza, indigeste a molti, che trascurano la preparazione propria e della barca. L’imprevedibilità del marenostrum a volte può mettere in imbarazzo, ma se si pone attenzione agli avvisi meteo ed ai “segni” di antica memoria alieutica si riescono ad evitare situazioni seriamente pericolose. Che non è il caso dei frequenti groppi estivi, assai temuti ma ben avvistabili e di breve durata, niente a che fare con le vere burrasche, che hanno il garbo di farsi annunciare da lontano nello spazio e nel tempo.
    Va anche detto che i recenti mutamenti climatici hanno stravolto il corso usuale delle stagioni, con un aumento dell’energia atmosferica che enfatizza i fenomeni e altera i classici regimi di brezza.
    Con qualche dispiacere per i regatanti…
    BV!

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