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Buoni o cattivi: a chi la Barcolana 50 tra Porto Piccolo e Tempus Fugit?

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Ci sono i “buoni”, ovvero quelli che la Barcolana l’hanno già vinta e vorrebbero difenderla, stiamo parlando dell’equipaggio a forte componente triestina di Spirit of Porto Piccolo guidato dai fratelli Benussi con a bordo tra gli altri Alberto Bolzan e Lorenzo Bressani. E poi ci sono i “cattivi”, quelli che sbucano all’ultimo momento, con un equipaggio internazionale guidato dal finlandese Ludde Ingvall, con diversi italiani a bordo tra cui Enrico Zennaro e Andrea Casale, qualche vecchio “nemico” sloveno che la Barcolana ha provato a vincerla diverse volte, e una barca, il maxi 100 CQS Tempus Fugit ex Nicorette, che sarà la più grande e tecnologica della cinquantesima Barcolana. Buoni o cattivi, a chi andrà la Coppa d’autunno, meglio conosciuta come la mitica e inimitabile Barcolana?

Sembra quasi una sfida tra indiani e cowboy, ma al contrario di ciò che avveniva nelle praterie americane, il risultato nello specchio d’acqua davanti a Trieste domenica è tutt’altro che scontato.

Da una parte ci sono i 26 metri, 86 piedi, di Spirit of Portopiccolo, dall’altra i 30, 100 piedi, di CQS. Le misure lascerebbero predire un tranquillo dominio della seconda, ma come dicevamo il risultato non è scontato per una lunga serie di motivi. I fratelli Benussi e il loro equipaggio conoscono molto bene la barca e saranno al top nelle manovre, nel difficile contesto delle oltre 2000 barche che affolleranno il campo di regata. Hanno una barca vincente e rodata e hanno lavorato a lungo con l’obiettivo di rivincere la regata.

Dall’altra parte c’è CQS Tempus Fugit, ex Nicorette, una barca che non ha convinto del tutto dopo le modifiche che l’hanno vista crescere dai 90 piedi originali ai 100 attuali, con l’installazione di foil DSS. A proposito di foil, dalle prime immagini degli allenamenti di Tempus Fugit nelle acque di Trieste questi sembrano spariti, un segnale che in effetti qualcosa dopo le modifiche della barca non funzionava al meglio. L’equipaggio, con una forte componente australiana e italiana, pur essendo di assoluto e indiscusso valore, ha avuto poco tempo per studiare la barca, appena una settimana, e questo è senza dubbio un particolare da non sottovalutare. Sulla carta Tempus Fugit è decisamente favorito in generale e in caso di vento forte, meno nell’eventualità di vento leggero che è quella che sembra concretizzarsi nelle previsioni per domenica.

Ma la Barcolana ovviamente è la festa di tutti, la festa delle oltre duemila barche che domenica taglieranno la partenza per affrontare la giornata di regata che nessuno dei partecipanti potrà dimenticare. A Trieste da oltre una settimana è una grande festa: la Barcolana dei bambini, la Barcolana a nuoto, le regate in notturna, il concerto di Bob Sinclair in Piazza Unità d’Italia, una regata evento che ormai è diventata una festa totale per la città e in generale per la vela italiana.

E allora un buon vento per la Barcolana di tutti, con un occhio a quei due, i buoni e i cattivi, che saranno certamente contenti della festa di barche intorno a loro, ma avranno in mente solo una cosa: vincere.

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