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Com’è potuta accadere una collisione simile? Allarme inquinamento nel Mar Ligure. VIDEO e FOTO

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Come è possibile che nell’era della navigazione guidata dai radar, dagli AIS, da una strumentazione elettronica sempre più esaustiva ed efficiente due navi di questo genere si scontrino in mare aperto e in condizioni meteo marine non proibitive? Eppure è successo, tra una porta container, la CSL Virginia di 294 metri e una traghetto, l’Ulysse di 162 metri, a largo di Capo Corso, estremità nord della Corsica.

Secondo i primi accertamenti sulla dinamica dell’incidente, pare che la CSL Virginia fosse ferma all’ancora al momento della collisione. La Ulysse, per motivi che devono essere chiariti, non ha visto il cargo e lo ha colpito sulla murata di dritta. Qui sotto le foto dell’incidente.

La collisione ha dato vita a un inevitabile sversamento di combustibile e relativa minaccia di inquinamento in acque corse e italiane. Sembra però possibile che nelle prossime la macchia oleosa si sposti verso ovest, ma resta l’incredibile dell’incidente e il fatto che comunque dell’inquinamento è stato prodotto indipendentemente della zona che verrà colpita.

5 Comments

  1. Rob ha detto:

    Ferma all’ancora??? Senza pallone di segnalazione?? Al largo?? Con l’AIS attivo spento??? tanti dubbi ma un’unica certezza…quando siamo in mare con le nostre barchette a vela scordiamoci le regole di precedenza, hanno sempre precedenza loro!! Pensate se il traghetto centrava una barca di 12 metri!! Bisogna anche ormai prendere atto che viaggiare di notte senza AIS e senza radar è troppo rischioso…devi poter individuare questi pericoli e scostarti per tempo.

    • andrea ha detto:

      in una notte di quest’estate, peraltro senza luna, in mezzo all’Adriatico una nave non grande (100 metri?) ha manovrato rallentando significativamente per farmi passare con la mia barca a vela, mentre andavo a motore con mare (e vento!) calmo, avendo io il diritto di rotta. nel frattempo avevo rallentato anch’io per prudenza, considerate precedenti esperienze, e alla fine ci siamo trovati praticamente fermi a 100 metri di distanza sempre lungo le ns rotte incidenti, una situazione un po’ surreale.
      poi è ripartita lei, non ho osato.
      qualcuno che rispetta ancora le norme c’è ma la prudenza in mare non è mai troppa!

  2. Paolo ha detto:

    Intanto era in drifting e non alla fonda visto che in quel tratto di mare i fondali non consentono l’ancoraggio, e poi francamente è impensabile che un colosso di 300 metri debba manovrare per evitare un natante di 12 metri, non crede?
    Detto ciò, in relazione alla collisione, è bene aspettare le indagini per capire cosa sia successo anche se un bersaglio del genere con quelle condimeteo, non può essere trascurato…

  3. Francesco ha detto:

    Io vorrei davvero sapere come è andata: AIS spento? Nessuno in plancia? Penso entrambe le cose su entrambe le navi. Il problema è che dopo il primo giorno di interesse generale non se ne parlerà più e non sapremo mai quali sono state davvero le cause.

  4. Romano Less ha detto:

    Vedo molte idee ben confuse. Le norme del colreg si applicano indipendentemente dalle dimensioni, non è come a terra che il suv se ne frega della smart. Quando si ritiene che ci sia effettivo pericolo di collisione (scontro?!) è specificato che la manovra evasiva sia netta, in modo che l’intenzione sia chiara. Una variazione di rotta è più facilmente individuabile rispetto a una di velocità, ma deve essere tempestiva e abbastanza ampia, nulla peggio di piccole successive correzioni, che si vedono di frequente in mani inesperte. Siccome le capacità evolutive di una piccola unità sono più pronte un comandante dotato di senno può togliersi dalla rotta di una grande, ma deve farlo in modo da non creare equivoci, tenendo presente che una nave di 100m
    ha bisogno di mezzo miglio e forse più per accostare, non parliamo di fermarsi.
    L’elettronica è grande aiuto con il difetto di poter essere spenta, guasta o alterata, non rinunciate ai vostri sensi. BV!

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