PROVATE. Dufour 390 e 430, l’evoluzione della specie. FOTO

Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Il Salone Nautico di Genova era finito da pochi giorni e avevamo una breve finestra temporale per provare insieme i due nuovi Dufour, il 390 e il 430, prima che le barche salpassero alla volta di Barcellona. La location era una di quelle che ci piace di più, ovvero il Golfo dei Poeti, e nonostante le previsioni meteo non fossero delle migliori abbiamo raggiunto le barche a La Spezia. Giornata grigia dai tratti autunnali, con rischio di temporali e colpi di vento.

I due nuovi Dufour ci aspettavano in banchina, due barche che esteticamente si collocano a pieno nella gamma del cantiere francese ma presentano alcuni particolari del tutto nuovi rispetto ai precedenti modelli.

Dufour 430

Foto Giuffrè/Giornale della Vela

La pioggia cade battente nel Golfo, uno scampolo di vento da nord sembra ancora tenere e allora entriamo nella baia delle Grazie per sfruttarlo al meglio e per avere uno scenario di livello per scattare alcune foto. La prima sensazione che si ha conducendo il nuovo Dufour 430 è di trovarsi su una barca più piccola tanta è la facilità di gestione. La barca è del tutto docile, con un layout di manovre perfettamente studiato per essere pulito, semplice ed efficace. I due winch a ridosso del timoniere fanno il grosso del lavoro, quelli sulla tuga lo completano. Osservando la barca navigare dall’esterno, mentre scattiamo le foto, possiamo notare come i volumi anteriori siano decisamente consistenti. Un particolare che può consentire alla barca di essere un po’ più asciutta quando l’onda sale, navigare in sicurezza quando ha vento forte in poppa, e avere una buona volumetria interna soprattutto per quanto riguarda la cabina di prua.

Dufour 390

Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Le condizioni sembrano promettere un repentino peggioramento, un groppo minaccioso si muove all’orizzonte e dobbiamo affrettare il passo. Il Dufour 390 presenta caratteristiche estetiche e funzionali del tutto simili alla sorella maggiore, del resto non per caso fanno parte della medesima famiglia Grand Large.

Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Lo scafo del 390 fa parte di una generazione di carene completamente nuove concepite dallo studio Felci per la casa francese. I volumi interni sono aumentati grazie alla larghezza pronunciata, la carena piatta garantisce una notevole stabilità di forma grazie anche ai volumi di poppa caratterizzati da uno spigolo pronunciato che si va gradualmente addolcendo verso prua. A vela le sensazioni sono le medesime che sul 430, grande manovrabilità, un piano velico veramente adatto a tutti che concede anche gli errori dei meno esperti, un’organizzazione delle manovre pensata per navigare con la famiglia.

LA PROVA COMPLETA DEI DUFOUR 430 E 390 SUI PROSSIMI NUMERI DEL GIORNALE DELLA VELA EDIZIONE CARTACEA 


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