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I geni volanti del Nacra 17: a tu per tu con Ruggero Tita e Caterina Banti

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Foto Martina Orsini

Il loro peggiore risultato stagionale è stato il secondo posto nella tappa di Coppa del Mondo di Enoshima, li dove si disputeranno le olimpiadi di Tokyo 2020. E bastava osservare la faccia di Ruggero Tita nelle interviste post regata per capire quanto non vincere e chiudere così la stagione in maniera impeccabile gli bruciasse. Più compassata e sorridente Caterina Banti, ma con il medesimo spirito battagliero del suo timoniere. Da anni la vela italiana stava aspettando un equipaggio di un livello così siderale. Ruggero Tita e Caterina Banti sul Nacra 17 foil in questo 2018 hanno letteralmente fatto a pezzi la concorrenza: campioni europei, campioni del mondo, vincitori di tutte le tappe di Coppa del Mondo a cui hanno partecipato a parte quella giapponese dove hanno chiuso con un più terrestre secondo posto. Proprio in questi giorni la notizia della loro nomination per il Rolex World Sailor of the Year, una sorta di pallone d’oro della vela. Inutile dire che il pensiero va alle olimpiadi e a quella medaglia nella vela che sfugge da tanto, troppo tempo. Li abbiamo contattati per un’intervista e per farci raccontare un bilancio della loro stagione.

Partiamo dall’ultima scena, le vostre facce dopo il secondo posto a Enoshima, che sapore aveva?

Ruggero: sul momento ci è sembrata una sconfitta, eravamo in testa e abbiamo perso la posizione durante la meda race pur facendo una bellissima regata. Complimenti agli australiani che sono stati perfetti. In quel momento bruciava molto ma abbiamo metabolizzato perché guardandoci indietro la stagione è stata bellissima, questo secondo posto sarà una grande motivazione per le regate che arriveranno.

Caterina: questi episodi vanno presi con filosofia ed è importante capire quello che è successo, poi va detto appunto che gli australiani sono veramente forti. Bruciava moltissimo, ma va bene così, l’importante è capire e imparare.

Foto Martina Orsini

Come spiegate in questo momento la vostra supremazia? Qual è il segreto “indicibile”?

Ruggero: la verità è che non ci sono segreti, ma piuttosto una lunga serie di dettagli che sommati fanno davvero tanto. Abbiamo lavorato in maniera capillare sulla barca, lavorando per avere le appendici più veloci possibili, abbiamo ottimizzato l’attrezzatura di coperta per ridurre il più possibile il windage, abbiamo lavorato tantissimo sulla parte atletica, per esempio anche se facciamo tre prove in una giornata riusciamo a essere freschi e in una classe come il Nacra fa la differenza.

Caterina: chiaramente se scopriamo qualcosa di nuovo siamo molto accorti nel mostrarlo, l’importante è arrivare per primi su certe cose ma poi bisogna anche saperle mettere in pratica. Il vero segreto è stato il lavoro in allenamento e l’attenzione maniacale ai dettagli. Poi un punto importante del nostro equipaggio è la fiducia reciproca, la volontà di remare insieme verso lo stesso obiettivo. Siamo diversi, con pregi e difetti, ma ci completiamo molto e questo è importante. E siamo entrambi piuttosto razionali nella gestione della pressione.

Ruggero qual è la vostra giornata tipo?

Sveglia presto, alle 7,30 siamo già in palestra, intorno alle 10 al club per preparare la barca per la giornata. in media si sta in acqua dalle due ore e mezza alle tre ore e mezza, al rientro si sistema tutto quello che abbiamo rotto, poi cena e subito a letto.

Cosa siete disposti a sacrificare per arrivare a quella medaglia?

Ruggero: la vita di un velista che sogna le olimpiadi è piena di rinunce. Sacrifici enormi per prepararsi bene, il che significa potere vedere poco la famiglia, la propria ragazza, trascurare magari gli studi (Ruggero Tita studia Ingegneria Informatica ndr), ma tutto questo la fai per un obiettivo enorme e diventa quindi una motivazione.

Caterina: sacrifichiamo tutto, è una vita che ti prende a 360 gradi, proprio in tutto. Dobbiamo essere sempre in forma perfetta, quindi l’alimentazione, il sonno, tutto deve essere programmato e gestito. Dedichi la tua vita 24h su 24h a quest’obiettivo, devi essere pronto a fare sacrifici di qualsiasi tipo. Le persone che ci stanno accanto ci danno un grande supporto, la famiglia, i tecnici, il nostro coach, il loro ruolo è fondamentale.

Ruggero raccontaci qual è il tuo posto preferito dove allenarti

Ruggero: potrà sembrare strano, ma mi è rimasto in mento il lago di Caldonazzo (Trentino ndr) dove abbiamo fatto una settimana di allenamenti pazzesca. In inverno siamo stati a Cagliari che è un posto fantastico ma quasi sempre hai vento da terra quindi con poca onda, per questo Ganga (l’allenatore Gabriele Bruni ndr) stava pensando a Trapani per il prossimo inverno.

Caterina raccontaci com’è il vostro rapporto con il coach Gabriele Bruni

Caterina: mi ricordo che la prima cosa che ci ha detto Ganga è che la squadra è importante. Allenarsi con Vittorio e Maelle, con Rufo e gli altri ragazzi del giro della nazionale (Vittorio Bissaro, Maelle Frascari, Lorenzo Bressani detto Rufo ndr) per noi è fondamentale ed è molto importante. Il rapporto che abbiamo con Ganga in questo senso è di totale fiducia, sappiamo quanto vale e che regatante di livello è.

Ruggero, possiamo affiancare al tuo nome quello di Luna Rossa?

Posso dire che qualcosa c’è, ma ci tengo a dire che entrare o meno nel team di Luna Rossa non andrà a influire sulla campagna olimpica, anzi può essere solo uno stimolo e un aiuto in più.

Cos’è per Caterina Marianna Banti la vela

Per me la vela è semplicemente tutto. Per mia indole la vedo molto da un punto di vista agonistico, ovvero professionale, perché è questo che faccio nella vita. Ma per me la vela è tutto, non a caso mi capita di andare anche in vacaza in barca a vela.

Ruggero e Caterina

Ruggero Tita è nato il 20 marzo 1992 a Rogoredo. Dall’età di 12 anni conquista in Optimist il titolo italiano, svizzero ed europeo. Successivamente regata in classe 29er e in breve passa al 49er. Con la stessa imbarcazione, rappresenta l’Italia ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2016. Dopo le Olimpiadi decide di mettersi in gioco sul Nacra 17. Studia Ingegnerie Informatica. Caterina Marianna Banti, da Roma, nata il 13 giugno 1987, Comincia a praticare agonismo sui catamarani sportivi nel ruolo di prodiera. Nel 2013 decide di cimentarsi nella campagna olimpica verso Rio 2016 in Nacra 17. Inizia l’avventura con Tita solo nel 2017. Ha conseguito la laurea magistrale in Studi Islamici.

Mauro Giuffrè

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