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La denuncia: “Boe e cavi sotto al pelo dell’acqua alla Maddalena: con ventone si rischia grosso!”

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maddalenaLa cala Francese alla Maddalena (uno dei migliori ridossi da maestrale della zona) è interdetta da un cavo con tanto di boette, non segnalato. E gli ignari diportisti che cercano riparo rischiano grosso. Ecco la testimonianza (datata 6 settembre) del velista Gabriele Crescioli inoltrata al direttore del Parco della Maddalena:

Scrivo… far presente alla direzione del parco della Maddalena che proprio nell’isola della Maddalena, la cala Francese (uno dei migliori ridossi da maestrale della zona) è interdetta da un cavo con tanto di boette.

Rimane a disposizione solo la parte più esterna con quasi 15 metri di fondale.

Io capisco ogni tutela dell’ambiente, la approvo e la condivido, ma questo avrebbe potuto essere fatto senza mettere in pericolo l’eventuale ignaro diportista che con 30 o più nodi di vento dal 1 o 4 quadrante cerchi rifugio in una baia storicamente usata da sempre per questo.

La chiusura non è segnalata nel sito del parco della Maddalena né nelle brochure rilasciate da l’ufficio del turismo date alla stampa dallo stesso parco. Nè tantomeno nel mio portolano.

La scelta di lasciare solo la possibilità di ancorarsi a 15 mt è pericoloso perché i rischi di spedare l’ancora sono elevati con vento forte a meno che non si incastri fra le eventuali rocce presenti sul fondale (cosa altrettanto grave).

L’aver messo una cima fra le boette che chiude quasi tutta la baia è perciò assolutamente pericoloso per l’ignaro velista che magari vi cerca rifugio anche perché, come l’incidente mortale a Rimini dovrebbe ricordare a tutti, entrare in un porto con venti di 30 o 40 kn è assolutamente da evitare.

Nel sito del parco non vi sono indicazioni di queste boe né di altre come non vi sono indicazioni su dove sono eventuali gavitelli a cui attaccarsi. Faccio presente che bastava aver portato la linea di boe più su di 100 mt per permettere ai bagnanti ed ai diportisti l’assoluta sicurezza che anche io oggi, in una giornata di temporali, cercavo.

Non sottolineo che, come tutti i diportisti, ho pagato quasi 100 euro direttamente alle casse del parco per avere il piacere di navigare secondo le regole (che non prevedono di stare all’ancora dalle 22 alle 6 se non si ha il serbatoio delle acque nere ….come se dalle 6 alle 22 uno normalmente non ….), al contrario dei turisti sulla spiaggia, vorrei però in cambio avere almeno gli stessi diritti di sicurezza e tranquillità.

Nella certezza che la sicurezza associata al rispetto dell’ambiente possa guidare un immediato intervento di ripristino delle condizioni di sicurezza e di corretta informazione, porgo cordiali saluti.

Gabriele Crescioli

fonte immagine: civitavecchia.portmobility.it

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1 Comment

  1. biagio ha detto:

    forse non si è capito ancora che l’Italia tutta è allo sbando … e che non c’è scampo …

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