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Cambia il tempo e non è più sicuro l’ancoraggio in rada? Ecco cosa fare

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A bordo di una barca dovrebbero esserci sempre due ancore: quella principale, come le classiche CQR, Danforth, Delta ecc., e una più piccola, per ormeggiare contemporaneamente di prua e di poppa o per gettare due ancore a prua. Quest’ultima operazione si esegue quando si temono condizioni meteorologiche particolarmente avverse. Essa può essere effettuata in due modi: con le due ancore afforcate o appennellate. Nel primo caso entrambe sono date fondo alla giusta distanza dalla barca, disposte in modo che i due ormeggi formino tra loro un angolo di almeno 45 gradi, da preferire se si teme un improvviso salto di vento. Per favorire l’affondamento delle marre nel fondale si possono recuperare

una decina di metri di entrambi i cavi (lasciandoli legati alle bitte) per poi mollarli contemporaneamente: la barca prenderò abbastanza velocità arretrando, così che quando i cavi si tenderanno si avrà una maggiore forza sulle ancore. Alla fine della manovra si può capire se un’ancora ara ponendo una mano sulla catena: in questo caso si avvertono chiaramente dei piccoli sussulti, segno inequivocabile che occorre ripetere l’intera manovra. Con le ancore appennellate (ovvero collegate tra loro una dopo l’altra con qualche metro di catena di separazione, in modo che la prima, di solito la più piccola, rafforzi la tenuta della seconda) si ha invece un ottimo sistema per impedire che l’ancora principale ari.

 

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