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DANTESCO! Beccaria come Nibali, di bolina come sul pavé per una vittoria che sa di storia

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In questi giorni in cui abbiamo atteso la vittoria di Ambrogio Beccaria in arrivo a Horta, sede finale della prima tappa della Les Sables-Les Acores, cercavamo uno spunto giornalistico per raccontare la quarta vittoria di fila di Bogi e alla fine ci sono venuti in mente, nel variegato scenario delle sfide sportive Italia-Francia, un episodio e un personaggio dai tratti epici.

Il 10 luglio 2014 sulla prima pagina dell’iconico quotidiano francese L’Equipe, c’era una scritta in caratteri cubitali: DANTESQUE. Insieme alla scritta c’era la faccia stravolta di Vincenzo Nibali, eroe della quinta tappa del Tour de France all’inferno, sul Pavé della Roubaix, tra pioggia e fango. Il paragone che abbiamo scomodato è di quelli forti, lo sappiamo, ma Ambrogio Beccaria oggi è il Vincenzo Nibali della vela italiana. Con lo “Squalo dello Stretto” che vinse il Tour de France schiantando gli avversari, ha in comune la fame, la dedizione, la capacità di volare basso e quella di generare vittorie sconcertanti per gli avversari.

Quello di Ambrogio in questa prima tappa di  1 540 miglia, vinta in poco più che 11 giorni, è stato un dominio totale e incondizionato, a tratti imbarazzante per gli specialisti del Mini francese. In testa fin dalla boa di disimpegno della partenza, Geomag e Beccaria hanno dominato in modo quasi tronfio e borioso arrivando ad avere anche 110 miglia di vantaggio sul primo degli inseguitori. Siamo andati indietro nel tempo, a cercare uno skipper non francese in grado di dominare in Mini 650 tra i Serie in questo modo e, correggeteci pure se ci sbagliamo, non ne abbiamo trovati.

E crediamo ci siano pochi episodi in generale di skipper in grado di dominare in così larga misura tra i Serie, che ricordiamo è una categoria che rispetto ai prototipi presenta barche maggiormente omogenee come prestazioni e dove è quindi molto più difficile generare distacchi simili. Da sottolineare fra l’altro come i principali inseguitori di Ambrogio abbiano la sua stessa identica barca, ovvero il Pogo 3. 

Una regata praticamente senza storia. Solo la scelta tattica del milanese, un po’ rischiosa, di passare a sud di Terceira subendo il cono d’ombra dell’isola ha parzialmente rivitalizzato un finale che Beccaria ha ucciso e cannibalizzato già da molti giorni. Dobbiamo anche dire che è una fortuna che noi giornalisti facciamo il nostro mestiere e Beccaria invece faccia il navigatore. Avevamo infatti ipotizzato che a Finisterre passasse tra la Zona di Separazione del Traffico e la terra, ma Ambrogio giustamente ci ha smentito, facendo rotta dritto a ovest per andare in faccia al fronte, agganciare il vento forte e piazzare il primo break della regata che da li in poi è stata un assolo totale e incontrastato. Al passaggio del secondo fronte, più forte e deciso e sempre in arrivo da ovest, Beccaria ha fatto la stessa identica mossa, ha virato per andargli incontro mentre i suoi diretti avversari si abbassavano e si allontanavano per attutire il colpo. Ambrogio si è così a poco a poco trovato con angoli e intensità di vento differenti e più vantaggiosi rispetto agli inseguitori, scavando un solco di miglia incolmabile, con buona pace dei francesi.

E allora oggi Ambrogio Beccaria è il Vincenzo Nibali della Vela Italiana. Profilo basso, poche parole e la determinazione feroce di chi si è fatto da solo. La bolina dura con vento forte e la barca che salta onda dopo onda è stata come la bicicletta di Nibali che sobbalza sui ciottoli della Roubaix.

Questa vittoria potrebbe essere, come quella del messinese, la presa di coscienza di una netta e definitiva superiorità che sgombra l’orizzonte dalle nuvole, se mai ce ne fossero state, e accompagna all’obbiettivo di un risultato più importante, quello che non si può più nascondere, diventare il primo skipper non francese a vincere la Mini Transat. Non importa come andrà la seconda tappa della Les Sables-Les Acores, anche se ad Ambrogio importa eccome, ma ciò che conta di più è quella regata, stregata per noi italiani, che si correrà nel 2019. E saranno ancora salti sul pavè, fatica, dedizione, volare basso e chissà, magari anche gioire.

Mauro Giuffrè

2 Comments

  1. Popov ha detto:

    ” skipper non francese in grado di dominare in Mini 650 tra i Serie in questo modo e, correggeteci pure se ci sbagliamo, non ne abbiamo trovati.”
    Di questo genere, il portogese Francisco Lobato in 2008-09 era une vera bestia!

  2. Popov ha detto:

    Lobato ha vinto la mini in série in 2009, mentre l’americano Norton Smith l’ha vinto in 19179 sul motico “American Express” e anche li svizzero Bourgnon in 1995.

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