Lasciate la barca incustodita in rada? Occhio a dove siete: rischiate assurde sanzioni!

barca incustodita
Il mare è una tavola blu (come canterebbe Edoardo Vianello), date fondo in rada a Cala Feola, a Ponza. Approntate il tender e con i vostri amici o la vostra famiglia decidete di scendere a terra, per fare due passi o un bagno. Siete tranquilli anche se non lasciate nessuno a bordo perché vi siete assicurati che l’ancora non spederà (come fa ogni buon marinaio). E vi siete organizzati in modo tale da poter tenere la barca sott’occhio anche quando siete a terra per intervenire velocemente. Alzi la mano chi non lo ha mai fatto.

LE ORDINANZE “MALEFICHE”
Sappiate che rischiate un multone da capogiro e la contestazione di un reato penale. Nel codice della navigazione non esiste una legge che vieti di lasciare la barca in rada incustodita, ma alcune capitanerie di porto locali hanno emesso ordinanze che invece puniscono chi dia fondo e scenda a riva senza preoccuparsi che qualcuno rimanga a bordo a controllare. Ponza (con l’eccezione della baia del Frontone), Portoferraio e Porto Azzurro (in caso di maltempo) all’Elba sono tre tra le località interessate da tali assurde ordinanze (e le più “testimoniate”). Abbiamo provato anche noi a stilare una lista di “posti vietati”, ma raccapezzarsi tra le varie ordinanze locali è difficilissimo!

ALLA FINE CHI E’ VESSATO? IL DIPORTISTA
Non entriamo nel merito se sia giusto o no, “marinaro” o meno, lasciare la barca incustodita (lo fanno in tantissimi). A noi preme sottolineare l’ennesima assurdità all’italiana, in mancanza di una norma chiara e unificata (si può o non si può, basta saperlo!), che secondo noi lascia troppa discrezionalità – ancora una volta – alle singole Capitanerie.

Alla fine, i più vessati risultano ancora una volta i diportisti, costretti a perdere un sacco di tempo per documentarsi tra nebulose ordinanze che cambiano da rada a rada, proprio come cambiano le distanze minime dalla costa, la possibilità ancorarsi cime a terra e tanti altri parametri per i quali la multa è sempre in agguato.

E QUESTO BENEDETTO REGISTRO?
Postilla finale: restiamo in attesa del fantomatico Registro Telematico Centrale della Nautica (da istituire secondo legge già approvata), che dovrebbe far sì che tutti i dati delle imbarcazioni immatricolate siano contenuti in un unico archivio computerizzato (proprio come le auto) invece che nei 104 registri cartacei delle varie capitanerie. Che pare siano restie a “mollare” i dati…

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8 commenti su “Lasciate la barca incustodita in rada? Occhio a dove siete: rischiate assurde sanzioni!”

  1. Marco Pellanda Venezia Gio 02 Ago 2018

    Cito a memoria il COLREG quando prescrive un costante servizio di vedetta.
    Comunque non mi sembra molto marinaresco ‘mollare’ quella rottura di barca per andare a terra a fare il bagno.

  2. Fatemi capire quale marinaio lascerebbe incustodita la sua nave, nel più totale disinteresse delle conseguenze in caso di repentino cambiamento meteo e/o di mille altre eventualità . Ma fatemi il piacere!

    1. Classiche lamentele all’italiana. Poi vanno in Corsica o anche solo in Croazia e subiscono in silenzio le peggiori angherie, per non fare la figura dell’Italiano all’estero.

  3. ..CAPITANERIE DI PORTO ECC.? ..DICIAMO PIUTTOSTO I CD. PARCHI MARINI MANGIA SOLDI , INUTILI E DANNOSI, E I CD. CONCESSIONARI CHE SI FREGANO I PORTI ..COSTRUITI CON I NOSTRI SOLDI ..E COSI’ LE SPIAGGE . MA CHE SCHIFO E’ QUESTO ??!!

  4. Scusate, ma che siete marinai di acqua dolce? ma chi è che non ancora in una rada e scende a terra col tender per andare a fare la spesa. che faccio, pago un marinaio per questo utilizzo? io sono 40 anni che navigo in tutta Italia ed è sempre stato così, per me e per altri milioni di diportisti che mi sono stati vicino. Queste sono le solite porcherie locali per fare cassa, come i comuni che piazzano autovelox per 30 all’ora in tutto il paese…. non è cosi? ma fatemi il piacere e cominciate a navigare veramente invece di sparare giudizi gratuiti da sotto l’ombrellone!!

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