Lasciate la barca incustodita in rada? Occhio a dove siete: rischiate assurde sanzioni!

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

barca incustodita
Il mare è una tavola blu (come canterebbe Edoardo Vianello), date fondo in rada a Cala Feola, a Ponza. Approntate il tender e con i vostri amici o la vostra famiglia decidete di scendere a terra, per fare due passi o un bagno. Siete tranquilli anche se non lasciate nessuno a bordo perché vi siete assicurati che l’ancora non spederà (come fa ogni buon marinaio). E vi siete organizzati in modo tale da poter tenere la barca sott’occhio anche quando siete a terra per intervenire velocemente. Alzi la mano chi non lo ha mai fatto.

LE ORDINANZE “MALEFICHE”
Sappiate che rischiate un multone da capogiro e la contestazione di un reato penale. Nel codice della navigazione non esiste una legge che vieti di lasciare la barca in rada incustodita, ma alcune capitanerie di porto locali hanno emesso ordinanze che invece puniscono chi dia fondo e scenda a riva senza preoccuparsi che qualcuno rimanga a bordo a controllare. Ponza (con l’eccezione della baia del Frontone), Portoferraio e Porto Azzurro (in caso di maltempo) all’Elba sono tre tra le località interessate da tali assurde ordinanze (e le più “testimoniate”). Abbiamo provato anche noi a stilare una lista di “posti vietati”, ma raccapezzarsi tra le varie ordinanze locali è difficilissimo!

ALLA FINE CHI E’ VESSATO? IL DIPORTISTA
Non entriamo nel merito se sia giusto o no, “marinaro” o meno, lasciare la barca incustodita (lo fanno in tantissimi). A noi preme sottolineare l’ennesima assurdità all’italiana, in mancanza di una norma chiara e unificata (si può o non si può, basta saperlo!), che secondo noi lascia troppa discrezionalità – ancora una volta – alle singole Capitanerie.

Alla fine, i più vessati risultano ancora una volta i diportisti, costretti a perdere un sacco di tempo per documentarsi tra nebulose ordinanze che cambiano da rada a rada, proprio come cambiano le distanze minime dalla costa, la possibilità ancorarsi cime a terra e tanti altri parametri per i quali la multa è sempre in agguato.

E QUESTO BENEDETTO REGISTRO?
Postilla finale: restiamo in attesa del fantomatico Registro Telematico Centrale della Nautica (da istituire secondo legge già approvata), che dovrebbe far sì che tutti i dati delle imbarcazioni immatricolate siano contenuti in un unico archivio computerizzato (proprio come le auto) invece che nei 104 registri cartacei delle varie capitanerie. Che pare siano restie a “mollare” i dati…

SCOPRI TUTTE LE NEWS DI MALEDETTA BUROCRAZIA

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

13 commenti su “Lasciate la barca incustodita in rada? Occhio a dove siete: rischiate assurde sanzioni!”

  1. Marco Pellanda Venezia Gio 02 Ago 2018

    Cito a memoria il COLREG quando prescrive un costante servizio di vedetta.
    Comunque non mi sembra molto marinaresco ‘mollare’ quella rottura di barca per andare a terra a fare il bagno.

  2. Fatemi capire quale marinaio lascerebbe incustodita la sua nave, nel più totale disinteresse delle conseguenze in caso di repentino cambiamento meteo e/o di mille altre eventualità . Ma fatemi il piacere!

    1. Classiche lamentele all’italiana. Poi vanno in Corsica o anche solo in Croazia e subiscono in silenzio le peggiori angherie, per non fare la figura dell’Italiano all’estero.

      1. Uguccione della Faggiola

        In Croazia ci vado da 40 anni,nessuno,se rispetti le elementari nozioni ti rompe i maroni. Se avete voglia di dar fiato ad minchiam,prima di parlare,studiate..

  3. ..CAPITANERIE DI PORTO ECC.? ..DICIAMO PIUTTOSTO I CD. PARCHI MARINI MANGIA SOLDI , INUTILI E DANNOSI, E I CD. CONCESSIONARI CHE SI FREGANO I PORTI ..COSTRUITI CON I NOSTRI SOLDI ..E COSI’ LE SPIAGGE . MA CHE SCHIFO E’ QUESTO ??!!

  4. Scusate, ma che siete marinai di acqua dolce? ma chi è che non ancora in una rada e scende a terra col tender per andare a fare la spesa. che faccio, pago un marinaio per questo utilizzo? io sono 40 anni che navigo in tutta Italia ed è sempre stato così, per me e per altri milioni di diportisti che mi sono stati vicino. Queste sono le solite porcherie locali per fare cassa, come i comuni che piazzano autovelox per 30 all’ora in tutto il paese…. non è cosi? ma fatemi il piacere e cominciate a navigare veramente invece di sparare giudizi gratuiti da sotto l’ombrellone!!

  5. Secondo me queste ordinanze sono piu’ che giuste, soprattutto per alcune località, e sottoscrivo tutte quelle da voi elencate per esperienza personale.
    A Portoferraio per esempio; qualche anno fa’, con avviso di burrasca imminente dovetti chiamare la capitaneria per far rimuvere un barcone in acciaio di 20 metri che arando si era incastrato con la sua passerella nel mio pulpito impedendomi di salpare l’ancora.
    Appena finita l’operazione ho ricevuto insulti da tutti i diportisti ancorati nei paraggi, bastardo… romano di m….., etcc…
    Peccato che un attimo dopo sia esplosa la burrasca con vento da 15nodi a 40 in un attimo, confusione generale, barche contro barche, barche contro frangiflutti.
    la burrasca è durata 48 ore con affonamenti e barche arenate ovunque e nessuno a bordo.
    Chi era rimasto sulla propria barca oltre a dover far fronte a un fondo pessimo tenitore era occupato a schivare barche incustodite che aravano ovunque a 5/6 nodi!!
    Per questo penso che nel solito Far West dei diportisti italiani per tutelare quelli che per mare ci sanno andare e che si comportano responsabilmente queste ordinanze siano necessarie.
    Nelle numerose baie super affollate delle coste italiane ho visto sempre le stesse storie, gente che si beve un moito metre la sua barca charter incustodita, assicurata, creava danni a povera gente proprietaria di piccole/medie barche comprate con i risparmi di una vita.
    Diciamo la verita questo è un popolo di incivili per maggioranza e le regole ci vogliono, le multe non sono mai abbastanza e i controlli dovrebbero essere triplicati, il resto è solo tentativo di fare come cavolo ci pare sempre…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Comuni in guerra per la conquista delle isole della Costa Smeralda

Il comune di Arzachena rivendica l’appartenenza di un pugno di isole minori dell’Arcipelago della Maddalena. E chiede la riperimetrazione della zona alla Regione Sardegna. Vi ricordate negli anni ‘80 quando gli argentini cercarono di invadere le piccole e sperdute isole

Registrati



Accedi