Caro Ministro del Turismo, le spieghiamo perché vanno messi subito i campi boe lungo le nostre coste!

boe
Caro Gian Marco Centinaio, forse a lei, che è Ministro del Turismo, può interessare sapere che la posidonia
(la benefica alga marina che permette al mare di ossigenarsi, funge da “nursery” per gli avannotti di molti pesci e protegge le coste dall’erosione) può essere trapiantata.

IL RIPOPOLAMENTO DELLA POSIDONIA
Il “rimboschimento” dei nostri fondali è una pratica poco pubblicizzata – come sempre lo sono le buone idee – che è già stata sperimentata con successo. Ad esempio, davanti a Civitavecchia, prima dell’ampliamento del porto, furono trapiantati diecimila metri quadri di posidonia. In caso di operazioni che danneggiano il fondo del mare (porti, posa di cavi sottomarini, etc) prima dell’inizio dei lavori si crea una superficie di prateria pari a quella che verrà “mangiata”. C’è anche un progetto finanziato dall’UE, Life Seposso (www.lifeseposso.eu), che sta valutando le tecniche per il rimboschimento e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza della posidonia.

E ALLORA PERCHE’ NON METTIAMO I CAMPI BOE?
La buona notizia, caro Ministro, ci dà il “la” per una considerazione. Ora che sappiamo che si può ripopolare il mare di posidonia, hanno ancora senso i divieti di ancoraggio nelle aree marine protette? E se finalmente ci dessimo una svegliata (come hanno fatto in Croazia, un paese molto più piccolo e meno burocratico del nostro), e mettessimo campi boe nelle zone che fino ad oggi sono interdette alla navigazione? E se ci spingessimo un po’ più avanti, prevedendoli anche nelle rade? Il danno ambientale di un corpo morto sul fondo non solo è ridotto, ma può essere valutato e compensato. Non come quello creato da un’ancoraggio selvaggio. Di fatto, dott. Centinaio, non ci sono più scuse.

UN’OCCASIONE DA NON LASCIARCI SCAPPARE
Campi boe a pagamento nei parchi (a proposito: ci vuole una legislazione nazionale valida per tutte le aree marine protette, la stiamo ancora aspettando) e lungo le nostre coste: basta vessare, è ora di promuovere e rendere i nostri quasi 8.000 chilometri di coste attrattivi per davvero, fruibili da tutto il mondo.

Sarebbe tra l’altro una grande occasione per creare lavoro. Il controllo e la riscossione della tariffa di ormeggio alla boa potrebbe essere affidato agli enti delle varie aree marine protette. Oppure alla Capitaneria di Porto che finalmente svolgerebbe un servizio a favore della cittadinanza (parte dei soldi ricavati potrebbero essere investiti per la tutela ambientale e il ripopolamento delle praterie), ora che i controlli a mare sono stati razionalizzati e ridotti. Caro Ministro del Turismo, prenda in considerazione l’idea. Siamo certi che se la posidonia potesse parlare, sarebbe d’accordo con noi.

(foto di copertina: http://www.resinextrad.com)

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3 commenti su “Caro Ministro del Turismo, le spieghiamo perché vanno messi subito i campi boe lungo le nostre coste!”

  1. Non possiamo farlo in Italia. Inizierebbe un’assalto alle rade da parte dei furbetti che poi ti sparano 50 euro ad ancoraggio..

  2. Andrea Castiglionea

    A parte i campi boe che sono sicuramente fondamentali, mi sembra una PESSIMA idea quella di impiantarli nelle aree marine protette… altrimenti che protezione gli daremmo? Barche vecchie che sputano catrame per i motori ormai da buttare, pompe di sentina che scaricano a mare qualsiasi cosa, il 95% delle barche che scaricano a mare deiezioni e saponate galattiche di lavatura piatti… (perché quasi nessuno usa i serbatoi delle acque nere… lo sapevate?) e poi ci mettiamo pure la capitaneria di porto che – con barche obsolete e stra-inquinanti – vanno su e giù per l’area marina protetta facendo rumore ed inquinando?? MA STIAMO SCHERZANDO?? Chiudiamo le aree protette assolutamente al diporto! Semmai ci arriviamo a nuoto o a remi. Già in Italia siamo molto inclini a violare le regole, pensa se allenti quei pochi controlli che ci sono.

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