Bye bye prua mozza! Come ti “aggiorno” l’Optimist in due minuti

optimistDicono i suoi detrattori: “L’Optimist, per la sua struttura, va contro a una serie di principi di buona progettazione di una barca a vela”. E ancora: “Basta ‘vasche da bagno’. Fate divertire i giovani velisti”.

Ma adesso dalla Nuova Zelanda è arrivata un’invenzione che potrebbe cambiare le carte in tavole e convertire anche i più fedeli “anti-optimisti”.

UNA PRUA “PORTATILE”
Si chiama Opro ed è una prua in vetroresina che pesa solo tre chili che può essere semplicemente applicata in “retrofit” agli Optimist tradizionali. Come? Con un sistema rapido di viti inserite nel foro per la cima di traino già presente sulle barche. La nuova prua allunga l’Optimist di 45 centimetri e soprattutto elimina la “prua mozzata” rendendolo più veloce.

Ma l’aumento di lunghezza al galleggiamento dello scafo non dovrà essere compensato con un adeguato implemento della superficie velica? Matthew Mason (velista già vincitore di America’s Cup alla corte di Russell Coutts), l’ideatore di Opro, ha pensato anche a questo: un’estensione in carbonio che va montata sull’albero tradizionale in alluminio e che consente di avere una vela (in laminato) di 1,2 mq più grande.

https://www.youtube.com/watch?v=6iCFYh4W9BM

L’intenzione di Mason è soprattutto quella di allargare il range di utilizzo degli Optimist anche a ragazzini più pesanti e, perché no, di rendere la barca appetibile anche a uscite di coppia nell’ambito delle scuole di vela.

www.opro.co.nz


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4 commenti su “Bye bye prua mozza! Come ti “aggiorno” l’Optimist in due minuti”

  1. Dalmazio SAURO

    Buon giorno.
    Nel vostro articolo sull’OPTIMIST, solo per curiosità, che italiano è “va andare contro a una serie …….” e che cosa significa, sempre in italiano, “….e tacciare anche i più fedeli……”???
    Grazie e cordiali saluti.

    Dicono i suoi detrattori: “L’Optimist, per la sua struttura, va andare contro a una serie di principi di buona progettazione di una barca a vela”. E ancora: “Basta ‘vasche da bagno’.

    Ma adesso dalla Nuova Zelanda è arrivata un’invenzione che potrebbe cambiare le carte in tavole e tacciare anche i più fedeli “anti-optimisti”.

    1. Buongiorno Dalmazio,
      grazie per le sue precisazioni in merito alle due evidenti sviste grammaticali dell’articolo!

      Abbiamo provveduto alle dovute correzioni,
      cordiali saluti,

      La Redazione del Giornale della Vela

  2. È certamente un’invenzione simpatica, ma poco originale.
    Ma per quale motivo per ’70 anni e passa’ non ci ha pensato nessuno prima.
    Non sono uno specialista, non mi intendo di stazza misure e linee di acqua; ma forse proprio questo taglio ‘mozzo’ così originale è proprio la forza del vero optmist che permette l’approccio alla vela ad i bimbi già da piccoli!

    Se bisogna cambiare lunghezza della barca, lunghezza dell’albero e grandezza della vela, tanto vale disegnare una nuova barca, non credere?

    E poi scusate (sempre perché non ne intendo), forse con questa prolunga cambia anche la linea di galleggiamento e la distribuzione dei pesi…. magari è necessario fare-spostare la scarsa della deriva ?

    Ciao

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