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Pescatore che raccogli la plastica in mare e la porti a riva per smaltirla: sappi che devi pagare (per ora)!

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Produciamo plastica, uccidiamo il mare e – questa è una vera e propria assurdità – abbiamo una legge (la 152/2006) che disincentiva i pescatori, che durante l’attività ittica catturano nelle reti rifiuti e plastica galleggiante, a condurli a riva per smaltirli.
I pescatori quindi sono “costretti” a ributtarli in acqua, viceversa la legge li considererebbe produttori di rifiuti, con tutte le responsabilità di smaltimento, che comportano costi e persino rischi di sanzione.

Per fortuna di questo controsenso di è reso conto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “Punteremo sul riuso del materiale insieme agli imprenditori. Consentiremo ai pescherecci di portare la plastica a terra senza conseguenze giuridiche”.

Meglio tardi che mai. Forse Costa ha preso spunto da un buon esempio toscano di qualche mese fa: la Regione Toscana su suggerimento della Fondazione Angelo Vassallo ha avviato un progetto di riciclaggio che interessa i trecento chilometri quadrati di mare tra Livorno e Grosseto. Qui i pescherecci possono raccogliere i rifiuti plastici e gettarli in un apposito contenitore in banchina, da dove poi verranno trasportati in un impianto per essere smaltiti o riciclati. Ciascuna imbarcazione ne raccoglie tra i venti e i trenta chili ogni giorno, corrispondenti in media a un 3% del pescato.

“Non si tratta di una legge contro qualcuno – ha spiegato Costa – inseriremo un primo step sull’economia circolare, quindi punteremo sul riuso della plastica. Gli imprenditori saranno dalla nostra parte, tutelando allo stesso tempo l’ambiente”. Poi “sarà quello di utilizzare la grande risorsa del Paese che sono i nostri pescatori. Attualmente non possono nemmeno portare a terra i rifiuti, quindi interverremo sulla legge, la 152/2006, il codice dell’ambiente, per consentire loro di portare la plastica a terra”. Per incentivare i pescatori, potrebbero essere previsti sgravi fiscali per chi raccoglierà rifiuti. Speriamo.

ENTRA IN MEDPLASTIC!
A proposito, noi con Medplastic Team lo facciamo già:

Raccogliendo la plastica che incontrerete lungo le vostre navigazioni, e postando la foto sul gruppo Facebook o sull’inbox della pagina Instagram del Giornale della Vela (@giornaledellavela), prenderete parte al concorso “No Plastic” e vincete tanti premi.


COME PARTECIPARE AL CONTEST INSTAGRAM “NO PLASTIC”

1. A partire dall’1 giugno, scatta una foto (o registra un video) ogni volta che vedi, raccogli o previeni un rifiuto in mare (attenendoti al tema: Time to take Action)

 

2. Metti like a Giornale della Vela su Instagram e Facebook e inviala all’inbox di @giornaledellavela su Instagram (o postalo sul gruppo Facebook MedPlastic Team): ricordati di inserire dove e quando è stata scattata e di inserire l’hashtag #MedPlastic

 

3. Il GdV la ripubblicherà e la foto che nell’arco dell’anno prenderà più voti sarà la vincitrice (con premiazione al VELAFestival 2019). Premieremo non solo il primo classificato!

 

 

Time to Take Action (è tempo di agire) è lo slogan di Medplastic, il nuovo progetto del Giornale della Vela per la salvaguardia del Mediterraneo. Iscrivetevi al gruppo Facebook MedPlastic Team, partecipate al contest Instagram NO Plastic e scoprite di più su medplastic.org

LO SPIRITO DI MEDPLASTIC
Grazie a tutti gli utenti attivi del Gruppo Medplastic, che condividono ogni giorno spunti, notizie utili, decaloghi, idee, prodotti alternativi a impatto zero. Questo deve essere lo spirito di Medplastic. La salute del Mediterraneo (e la nostra) dipende da noi stessi. Stiamo lavorando sodo, per fare da cassa di risonanza e veicolare sui nostri canali un enorme problema (date anche un’occhiata al sito www.medplastic.org). Un problema a cui possiamo, e dobbiamo, trovare soluzione in tempi rapidi. Chi avesse progetti già avviati/strutturati da proporci, può mandare una mail a savethemed@gmail.com

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