Faccio volare anche un 6,5 metri e vi spiego perché la prossima Coppa America sarà uno show per i giovani. Parola di Philippe Briand

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Il Flyacht di 6,5 mt ideato da Philippe Briand

Era una torrida giornata del luglio 2017 a Les Sables d’Olonne, appena un paio di settimane dopo la vittoria della Coppa America di Team New Zealand. Questo pezzo in effetti potrebbe iniziare proprio così, da un “pazzesco” retroscena che l’ “archistar” Philippe Briand in persona ci rivelò durante la prova del Sun Odyssey 440. Quasi bisbigliando accennò alla nostra giornalista: “Si, mi hanno contattatto gli uomini di Team Prada, sto lavorando per loro a un concept preliminare di un super monoscafo foil, la misura potrebbe essere intorno agli 80 piedi“, il concept finale fu poi di 75′. Con questa bomba la nostra giornalista tornò in redazione a Milano ma la disputa tra New Zealand (che preferiva i multiscafi) e Prada (che proponeva il concept di Briand) era accesa e fummo costretti ad “abbozzare” la notizia (QUI) e aspettare poi l’ufficialità (QUI).

La conferma che una delle menti dietro il concept delle barche della prossima Coppa fosse proprio Philippe Briand arriva dallo stesso interessato proprio in queste ore, con un’intervista rilasciata dal progettista alla Stampa e con una nota ufficiale del suo studio. “Siamo stati tra i primi a iniziare a progettare il concept dell’AC75 da zero” e adesso Briand annuncia di aver realizzato un progetto in scala del futuro super foiler con cui si correrà la Coppa America di Auckland 2021. Un piccolo monoscafo volante di 6,5 mt, il Flyacht, che avrà le medesime caratteristiche dei futuri mostri volanti, ed è pronto a farlo realizzare in serie da un cantiere.

Il Flyacht in assetto volante

Briand infatti è assolutamente convinto, in barba ai nostalgici dei vecchi monoscafi, che il concept degli AC75 sia perfettamente in linea con la tradizioni della Coppa che da sempre ha esplorato i limiti della tecnologia. Ma c’è di più. Briand sostiene che: “Il nostro ruolo di progettisti è quello di trasferire i benefici delle innovazioni dal settore delle corse al mercato più ampio con un costo ragionevole .Voglio introdurre la generazione dei millennials alla gioia e l’eccitazione che si possono ottenere da questo tipo di navigazione e il primo passo verso questo sarà guardare l’AC75 Fly Monohull in azione nel 2021!

L’obbiettivo della Coppa America, come sostiene Briand, “Era di confermare la manifestazione come il principale evento velico al mondo. Gli AC75 coniugano alcune delle migliori caratteristiche dei multiscafi, come l’alta velocità e l’innovazione del design, con la tradizionale navigazione a monoscafo. Ma invece di una chiglia, ha due T-foils inclinati, e la capacità di auto-raddrizzare la barca in caso di scuffia. Come i catamarani, sarà in grado di virare e strambare sui foil. “

Il piccolo Flyacht sarà in grado di alzarsi sui foil, anche di bolina, a partire da circa 10 nodi di vento reale e a differenza degli AC75 avrà un sistema di gestione delle appendici automatizzato, cosa che in Coppa America è invece vietato. L’autorevole opinione di quello che può essere considerato uno dei più grandi designer mondiali sembra quindi definitivamente stroncare lo sterile dibattito tra “tradizionalisti” dei monoscafi e “modernisti” amanti della velocità e il progetto del Flyacht è in un certo senso la conferma che quanto di iper tecnologico vedremo in Coppa America presto potrà essere apprezzato anche su dimensioni più umane.

Mauro Giuffrè

 


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