La solitudine dell’acqua tonica… nella cambusa di Gianin!

C’è chi, alla Giraglia Rolex, svuota i gavoni e riduce al minimo i pesi, costringe l’equipaggio a portarsi il minimo indispensabile e le barrette energetiche e c’è chi, invece, vive la regata come una festa. Tra questi, Pietro “Ciccio Supparo”, armatore dell’Hallberg Rassy 41 del 1976 Gianin VI che, tra l’altro, ha già vinto due volte la classica d’altura, nel 2011 e 2015.

Ci scrive Supparo: “Dalla cambusa di Gianin, la povera Schweppes pensa: … ma dove sono finita … ?”.

Buon vento ragazzi. E fate in modo che ci siano sempre almeno un paio di persone sobrie a bordo!

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3 commenti su “La solitudine dell’acqua tonica… nella cambusa di Gianin!”

    1. Era una considerazione che avevamo fatto, Biagio, ma ogni tanto, facciamocela una risata 🙂

      Buon vento,

      la Redazione del Giornale della Vela

      1. figurati se non sarei d’accordo !!!
        se non ci fossero le nuove disposizione del nuovo codice della nautica – non una, ma due gran belle risate me le sarei fatte volentieri anche io …
        ma le risate finiranno all’istante quando l’esame del “palloncino”, direttamente in barca, risulterà positivo :))))

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