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Giraglia Rolex Cup, ecco il mito della “lunga”! E il meteo promette filo da torcere

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“Ci sei alla Giraglia”? Nel mondo di chi frequenta le regate d’altura non appena arriva al più tardi il mese di maggio questa è una delle domande più frequenti da ricevere e da fare. Quando chi scrive la fece per la prima volta, chiacchierando con un compagno di barca più esperto e navigato dichiarai fiero: “La Giraglia è il Fastnet del Mediterraneo”. Il compagno si mise a ridere e ironizzò: “E’ il Fastnet dei milanesi”. Ironia a parte, nella lunga della Giraglia c’è tanto della voglia di avventura e degli ingredienti tipicamente italiani e non solo. Pur non essendo una “lunghissima” è una regata che può rivelarsi molto dura e selettiva, con vento molto forte o estenuanti bonacce.

Il lungo prologo di Saint Tropez è un ingrediente indispensabile che porta quel tocco di glamour che gli eventi velici di altissimo livello hanno. E poi alla Giraglia ci sono i grandissimi nomi: in passato da Giorgio Falck a Raul Gardini, dal Barone Benjamin de Rothschild a Agostino Straulino, fino ai campioni delle regate dei giorni nostri. E per il “velista qualunque”, come lo siamo noi, sfidare su un percorso di 240 miglia un Soldini, un D’Alì o Jochen Schümann, solo per citare qualche nome, è qualcosa che capita raramente.

A proposito di prologo di Saint Tropez, le italiane nelle regate inshore in Costa Azzurra sono andate benissimo. Nella classifica IRC B la vittoria è andata al J109 Chestress di Giorgio Anserini, davanti all’Xp 33 Il Pingone di Mare di Federico Stoppani. Il Gruppo ORC A è stato invece vinto dallo Swan 42 Selene Alifax di Massimo De Campo, il gruppo B dall’X-35 Foxy Lady di Giuseppe Gambaro davanti all’Xp-33 Controcorrente di Luigi Buzzi. Il Club Swan 50 Cuordileone di Leonardo Ferragamo ha vinto la sfida tra i super monotipi targati Nautor. Gli Swan 45 Ange Trasparent II e Thetis centrano il secondo e terzo posto tra gli Swan 45, mente il Maxi 72 Cannonball di Dario Ferrari si impone in IRC 0.

E adesso è tempo di Giraglia. L’edizione della grande classica offshore in partenza, con 240 barche e 240 miglia fino a Genova via Les Porqueroles, promette di essere piuttosto complessa da un punto di vista metereologico, con una situazione di vento variabile nella prima fase e la possibilità concreta di qualche colpo di vento da ovest. Il “tuffo” verso la Corsica dovrebbe essere inizialmente caratterizzato da un regime di vento medio da nord con la tipica “trappola” di bonaccia esattamente sulla rotta diretta verso la Giraglia, da capire se aggirare da nord o da sud. La risalita verso Genova si annuncia ulteriormente complicata, con vento leggero o medio da nord e una consistente rotazione verso est-nordest in avvicinamento a Genova.

Insomma la Giraglia anche quest’anno potrebbe confermarsi come una regata tecnicamente e tatticamente mai banale.

Mauro Giuffrè

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