Non è vero ma ci credo. Quando il marinaio è superstizioso

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Agostino Randazzo
Patrizio Bertelli
Luisa Penso

Marinai popolo di scaramantici. Ammettetelo, non c’è niente di male, magari non ci credete veramente ma…nel dubbio non si sa mai! Di che cosa stiamo parlando? Delle superstizioni, aperte o inconfessabili, dei velisti e più in generale dei marinai. Colori, nomi, azioni precise e cosa da non fare, non dire o non portare a bordo. Ognuno ha le sue e state certi che non è solo una prerogativa dei partenopei ma è un “problema” comune di chiunque vada per mare. Ve ne proponiamo alcune delle più famose e vi invitiamo a raccontarci senza alcun pudore i vostri riti e le vostre credenze più inconfessabili.

Il colore verde

Il più classico dei classici. Il verde porta sfiga, si dice. Scafo, magliette o qualsiasi altra possibile superficie non deve assolutamente portare questo colore. Come mai? Difficle risalire a un’origine precisa, ma pare che il verde si colleghi al colore della muffa delle navi in legno o all’ossido dei metalli, quindi qualcosa di assolutamente di cattivo augurio per la barca.

Mai conigli a bordo

Una superstizione ormai passata di moda, che era riferita al fatto che i conigli, quando venivano trasportati a bordo anticamente, rosicchiavano la cambusa, il cordame e le tavole di legno.

Gli anelli portano male

Uomini e donne sposate, state tranquilli, il problema non è il vostro matrimonio ma il fatto che le cime spesso possono impigliarsi con gli anelli e creare imprevisti anche dolorosi.

Il battesimo con la bottiglia

Un classico delle superstizioni che in realtà ha un’origine mista religioso/pagana. Il sangue ha un forte significato simbolico anche nella religione cristiana ed è poi stato sostituito nelle funzioni dal vino. Così nel battesimo delle navi anticamente veniva versato il sangua di un animale sacrificato, poi fu sostituito con il vino e oggi con le più festose bollicine.

Mai cambiare il nome della barca

Addirittura per il cambio del nome della barca vengono evocati riti propiziatori strambi èer scongiurare la sfortuna. Le interpretazioni sull’origine di questa credenza sono diverse e varie, si ritiene comunque che la barca abbia una sua anima e il cambio di nome in qualche modo sia quasi una mancanza di rispetto.

Mai salpare di venerdì

Una superstizione che ha un’origine di natura religiosa. Il venerdì infatti trova le sue radici nella religione Cristiana dove il venerdì è un giorno collegato a fatti nefasti come la crocifissione di Cristo.

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Buon vento Pietro Palloni, yachtsman d’altri tempi

Tanti appassionati di mare, imbarcati su oltre 20 scafi a vela e a motore, hanno preso il largo dal porto di Rimini per dare l’ultimo saluto a Pietro Palloni, scomparso lo scorso 16 settembre all’età di 82 anni. Con la

Torna in alto