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“La meteorologia è una cosa seria”. Intervista a Riccardo Ravagnan

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L’edizione 2018 della 151 miglia ha regalato condizioni ideali per battere record di percorrenza e dare sfogo alle scelte strategiche: 218 barche sulla linea di partenza che per un primo lungo lato, quello fino alla Giraglia, hanno percorso molte miglia sulle stesse mura. Vento da NW in rotazione a sinistra. Rotta diretta o è possibile studiare un piano di navigazione differente? Viviamo nell’epoca dei big ed open data, le informazioni a nostra disposizione sono infinite e sempre più economiche. Esistono piattaforme meteo marine, come Meteomed, che con pochi euro permettono di visualizzare dati meteo marini ad altissima risoluzione e con passi ed orizzonti temporali ottimali. Altrettanti strumenti permettono di caricare file grib e calcolare rotte basate sulle polari della barca. E’ diventato facilissimo fare il lavoro del meteorologo e del navigatore.

C’è chi, controtendenza rispetto quanto appena descritto, decide di affidarsi a professionisti dell’interpretazione come meteorologi e router professionisti. Roberto Lacorte, armatore di SuperNikka, nel suo team conta Riccardo Ravagnan, geofisico a supporto dell’intelligence di bordo nell’analisi delle dinamiche fisico – ambientali del contesto di gara per l’elaborazione della strategia.

Riccardo, perché è utile imbarcare un meteorologo?
“Il professionista nella stesura di strategie basate sui dati ambientali sa interpretare i dati con consapevolezza, parte da una conoscenza teorica e poi è la sensibilità del professionista nel sapersi orientare tra modelli attendibili ed effetti locali a fare la differenza. La meteorologia è solo la scienza di partenza, poi ci vuole l’occhio al cielo, all’ambiente, l’orecchio all’equipaggio, la capacità di unire i puntini sia in caso di assenza di dati sia in presenza di una vasta mole ed il coraggio di prendere una posizione. Emerge chiaramente quindi che esistono strateghi e non strategie, la differenza è la componente umana, il background che il professionista ha con sé.

Può accadere, come illustrato nel briefing agli equipaggi della 151 di quest’anno, che due modelli meteo locali propongano scenari differenti. Come ci orientiamo? Questa regata propone due passaggi molto importanti ai fini del risultato, il passaggio della Giraglia e l’approccio all’Isola d’Elba. La Corsica, con le sue Alpi (si sono Alpi!) genera un effetto orografico molto importante e lo sventamento prossimo alla costa può essere più o meno pronunciato, come lo gestisco? Inoltre, definire la rotta successiva alla Giraglia significa anche decidere come approcciare l’Isola d’Elba che con il suo Monte Capanne introduce un altro ostacolo orografico al vento da prendere in considerazione.

Purtroppo il meteo è uno di quegli argomenti di larga diffusione, tutti ne parlano, come il calcio e la politica, e quando un tema diventa così sociale si trasforma in uno scambio di opinioni e sensazioni perdendo la complessità di una vera e propria scienza complessa”.

Quindi la meteorologia è una scienza esatta…
Sì, la meteorologia è una scienza esatta, incredibile ma vero, appartiene alla fisica e l’imprecisione che riscontriamo spesso nelle previsioni è dovuta alla legge del caos che governa i sistemi naturali. Le condizioni al contorno fanno da padrone per risolvere le equazioni che descrivono l’ambiente e anche una piccola variazione di questi dati iniziali porta a valori anche molto diversi del risultato (magari un giorno ci dedichiamo di più a questo concetto). Pochi appassionati hanno reali competenze teoriche e ancora meno sono i professionisti con esperienza di navigazione e capacità interpretativa. Difficile pensare di costruire un programma efficace solo basandoci sulla lettura di un dato, anche se spesso questo accade. Le scelte di navigazione, sopratutto nel caso di regate di molte miglia, sono governate da consapevolezza, conoscenza e visione dei fenomeni ambientali”.

Una bella responsabilità.
“Il lavoro del consulente scientifico, in questo contesto, è di grande responsabilità perché se è vero che non ci possiamo limitare a leggere un dato ed è utile avere a bordo un professionista che lo sappia interpretare e contestualizzare è altrettanto vero che si è soggetti ad errore, come per qualsiasi altro ruolo. Ma andando a correggere un dato previsionale incerto ci si aspetta che diventi certo quando questo è fondamentalmente impossibile. Nessuno sarà mai in grado di schematizzare la fisica terrestre con così grande precisione tanto da prevedere qualsiasi fenomeno naturale con certezza.

Si può raggiungere un ottima capacità interpretativa ed avere un alta percentuale di efficacia previsionale. Ma non ci sono maghi, solo interpretazioni diverse e forse un po’ di abilità nel correlare le informazioni partendo da una formazione di base. Sei un fisico, un ingegnere o un geologo, come me, avremo tre modi diversi di interpretare, tre competenze diverse di partenza e le scelte avranno tre esiti diversi. Sei un velista esperto? Introduci nel tuo team dei professionisti di interpretazione ambientale, come ha fatto Roberto Lacorte in SuperNikka, da un lato contribuiscono all’attività di bordo dall’altro introducono tutte quelle informazioni utili alla tattica per avere una consapevolezza dell’area di gara superiore o in anticipo rispetto gli avversari”.

Riccardo Ravagnan

CHI E’ RICCARDO RAVAGNAN
Riccardo è weather strategist nel mondo delle regate dal 2013, spesso impegnato anche in avventure e spedizioni ad alto rischio, come l’attraversata del ghiacciaio Islandese di Alex Bellini, tentativi di record estremi, nella cura dei programmi di eventi all’aperto e in studi di dispersione di inquinanti in atmosfera. Geologo, specializzato in fisica terrestre, titolare di uno studio tecnico che si occupa di fluidodinamica ambientale; è volto e risorsa di Meteomed dal 2015 sia nelle attività pubbliche sia come capo programma.

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