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Nico Reggio svela le due anime della Giraglia

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Avrebbe l’età pensionabile ma è ben lungi dall’andare in pensione. La Rolex Giraglia, quest’anno all’edizione numero 66, è più viva che mai. Prima che a confermarlo sia Nico Reggio, il presidente dello Yacht Club Italiano (organizzatore della regata con la Societé Nautique de Saint Tropez), vi ricordiamo le date della più famosa “classica” del Mediterraneo: l’8 giugno partirà in notturna la regata di trasferimento Sanremo-Saint Tropez, dal 10 al 12 andranno in scena le “inshore” in Costa Azzurra, il 13 la “lunga” sulla rotta Saint Tropez-Giraglia-Genova.

PIU’ BARCHE, PIU’ GRANDI
“Io sono ingegnere, sono abituato a partire dai numeri”, esordisce Reggio, 64 anni, al timone del circolo velico più antico e blasonato d’Italia dallo scorso anno. “Ad oggi sono 238 le barche iscritte alla manifestazione, contro le 180 del 2017. Di queste, almeno il 70% prenderà parte alla lunga di 243 miglia. Il dato importante, a mio avviso, oltre al numero di partecipazioni, è l’aumento della lunghezza complessiva degli scafi della flotta: rispetto al 2017 il valore è quasi raddoppiato. Più barche, e più barche grandi”.

L’IMPORTANZA DEI BASTONI
Le ragioni di questo successo, secondo Reggio, vanno ricercate nell’aver creato un “pacchetto Giraglia” dalla doppia anima. “Da un lato c’è la prova di altura, il cui appeal è rimasto invariato nel tempo, dall’altro abbiamo lavorato per innalzare il livello tecnico delle regate di Saint Tropez. Quindi addio alle classiche “costiere” con tanto di bordi fissi. Questa non è una veleggiata, ma una regata a tutti gli effetti. Per soddisfare l’aspettativa, da parte degli armatori, di regate tattiche, dove la partenza, la strategia e le manovre sono fondamentali, abbiamo deciso di ricorrere ai percorsi a bastone”. Una mossa per valorizzare una serie di prove che fino ad oggi erano considerate un po’ “di contorno”. Tra le altre novità, anche l’aumento dei premi, con riconoscimenti anche ai vincitori delle singole classi all’interno dei raggruppamenti (0, A, B).

A sinistra, Nico Reggio (64) alla premiazione della Rolex Giraglia 2017

QUANDO SI DAVA ANCORA PER NON TORNARE INDIETRO
Un bel po’ di cambiamenti rispetto alle “vecchie Giraglie” a cui ha preso parte anche Reggio: “La mia ‘prima volta’ fu nel 1970. All’epoca si partiva da Sanremo direzione Tolone, ricordo una bonaccia totale proprio subito dopo la città dei fiori e una corrente pazzesca. Tanto che fummo costretti a dare ancora per non tornare indietro! Poi qualche scelta giusta, e la barca che camminava (era un vecchio modello in legno), fecero sì che arrivammo primi in tempo reale a Tolone!” E ancora: “Quando si correva sulla rotta Sanremo-Giraglia-Tolone, quando soffiava il mistral dalla Corsica alla Francia era un massacro. Con queste barche lente, ore e ore e ore di vento sul muso!”.

NIENTE X2 ALLA GIRAGLIA
Fine del flashback. In questi giorni ci sono state alcune polemiche relative all’esclusione della  Rolex Giraglia dal Campionato Italiano Offshore: in breve, a questo circuito che tiene conto di 15 regate possono concorrere tutti gli armatori, inclusi quelli che decidono di partecipare in doppio, ma dato che per motivi di sicurezza (la normativa francese è più rigida di quella italiana) alla Giraglia non possono essere accettate iscrizioni nella categoria ORCx2, UVAI (Unione Vela d’Altura Italiana) e FIV hanno deciso di escludere la regata dal campionato.

Nico Reggio ci spiega perché questa, secondo lui, è una “non notizia”: “Ricordamolo, sono ingegnere e mi piacciono i numeri. Intanto va specificato che il Campionato Offshore non va confuso con il Campionato Italiano di Altura. Poi, se vogliamo entrare nel dettaglio, va detto che nelle ultime tre edizioni della regata gli iscritti nella categoria ORC X2 sono stati soltanto sette. E scendendo ancor più nel dettaglio, se andiamo a vedere le classifiche finali del Campionato Italiano Offshore 2017, sono solo 14 le barche che hanno preso parte ad almeno cinque tappe del circuito ai fini della classifica. Si tratta, comunque, di numeri modesti. A mio avviso poi, l’inserimento in classifica di equipaggi doppi che regatano alla pari con le altre compagini, mi sembra una forzatura: sarebbero ovviamente svantaggiati con tanto vento, e avvantaggiati nelle ariette. Per un certo tipo di vela, esistono regate come la RomaX2. Nelle altre grandi regate d’altura, come il Fastnet, non c’è una classifica combinata all’interno della manifestazione”.

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