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Benvenuto Gulliver 57! Al VELAFestival arriva la barca da giro del mondo

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Il Gulliver 57 in navigazione di bolina con vento leggero. Foto Martina Orsini

AL Tag Heuer VELAFestival 2018 ci saranno barche veramente per tutti i gusti e questa è stata già una delle più visitate della scorsa edizione. Dalla matita di Marc Lombard e da un’idea di Carlo Gullotta, diamo il benvenuto al Gulliver 57, una barca gira mondo che promette di essere una delle superstar anche per quest’edizione. Per riassaporarla vi riproponiamo il nostro super test.     

Il nostro test sul Gulliver 57

Arrivati al Marina di Varazze in una calda mattinata estiva resa gradevole da una leggera brezza da sud, il Gulliver 57 ci attende in banchina. Il primo impatto visivo è con una barca con uno scafo che ammicca alle forme degli open Oceanici con baglio massimo molto pronunciato e a poppa, con una tuga da barca da crociera sportiva, l’albero in carbonio ed un attrezzatura di coperta sovradimensionata e di grandissima qualità. Già in questa descrizione ritroviamo una serie di elementi che caratterizzano fortemente la barca, dandole quel requisito dell’unicità che i modelli custom, come questo vuole essere, devono avere per differenziarsi nettamente dalla produzione di serie.

Layout di coperta da top di gamma

Camminando in coperta non si può non notare la qualità e il dimensionamento dell’attrezzatura firmata in buona parte Ronstan, bozzelleria ed hardware vari,  ed Andersen per i winch. Ogni manovra è correttamente rinviata con uno studio attento degli angoli di tiro. Pregevole la presenza dei deviatori sui winch in coperta, che consentono di muovere contemporaneamente più manovre deviandole anche verso i winch a poppa e garantendo una grande varietà di soluzioni di tiro.

Il pozzetto del Gulliver 57. Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Per capire la qualità dell’attrezzatura, basta osservare che la sola randa ha 3 winch dedicati: due per il carrello ed uno, meccanico/elettrico, per la scotta. In totale sono ben 9 i winch che coprono le manovre.

Look da sportiva

A colpirci particolarmente è il disegno della tuga, morbido con la linea superiore rotonda, che degrada gradualmente fino ad unirsi a filo con il ponte.

Il dettaglio della forma della tuga che si unisce al ponte senza scalino. Foto Giuffrè/Giornale della Vela

La finestratura sulla tuga snellisce molto la  barca, così come il bordo libero piuttosto basso, due particolari che rendono l’estetica di questo 57 piedi particolarmente gradevole.

Il dettaglio del passaggio verso prua. Foto Giuffrè/Giornale della Vela

A proposito di tuga e coperta: il passaggio verso prua tra le sartie è comodo e particolarmente agevole e sopratutto sgombro da ostacoli dato che il carrello del fiocco è posizionato intelligentemente sulla tuga: vela più efficiente e maggiore comodità in crociera.

Navighiamo a vela

Di bolina con 8-9 nodi. Foto Giuffrè/Giornale della Vela

La giornata non è delle più semplici dal punto di vista del vento: provare una barca di alluminio con una pressione massima di 8-9 nodi e media inferiore non è il massimo, ma confidiamo nelle doti sportive della barca che infatti vengono confermate. La barca è dotata di lifting keel che oscilla tra 1,70 mt ed i 3,50, con una zavorra che corrisponde quasi ad un terzo del dislocamento locale.

Il Gulliver 57 naviga bene e non appena accelera ha una grande capacità di mantenere l’inerzia anche nei cali di vento. Con 8 nodi abbiamo toccato una punta di velocità GPS di 7.2 ed un angolo apparente al vento di 30-32 gradi, quasi 8 la velocità quando il vento ha toccato i 9 nodi di reale.

Decidiamo di issare il gennaker, approfittando del fatto che il nuovo A3 necessita di un test essendo una vela ancora mai usata.

Nonostante il gennaker in questione sia pensato per aria molto più sostenuta, conducendo la barca al lasco stretto nell’angolo di utilizzo della vela, 100-120 gradi, le velocità sono ottime e con 8-9 nodi in alcuni momenti pareggiamo la velocità del vento.

Gli interni

La dinette del Gulliver 57. Foto Giuffrè/Giornale della Vela

La grande sorpresa l’abbiamo non appena entriamo sotto coperta. Dov’è la dinette? La troviamo a poppa, nell’insolita posizione sotto il pozzetto.

Il grande tavolo della dinette. Foto Giuffrè Giornale della Vela

Il motivo è molto semplice: su una barca di queste dimensione l’altezza anche sotto il pozzetto è buona ma è a poppa che lo scafo ha la sua massima larghezza. Ed ecco che la dinette assume una dimensione decisamente XXL

Sei in totale i posti letto, oltre ai due ricavabili in dinette, divisi in una cabina ospiti, due letti per l’equipaggio e la cabina armatoriale. Doppio bagno, a prua ed a poppa, con vano doccia seprato, ed ampia cucina con forno. Il gusto generale degli interni è sobrio, con il giusto equilibrio tra legni, allegeriti, e composito, per trovare un mix tra qualità, estetica e leggerezza dei materiali.

Significativa la luminosità interna determinata da molteplici punti luce, buona l’areazione, eccellenti gli spazi di stivaggio: in quasi ogni metro della barca sono stati ricavati diversi vani per stivare cambusa, attrezzatura, abbigliamento e accessori vari.

La storia del Gulliver 57

Carlo Gullotta, il suo ideatore, va a vela fin da bambino muovendosi tra il mondo delle regate e quello della crociera. Dal Melges 24 agli scafi in alluminio, la passione di Gullotta per la vela è a 360 gradi, anche se nella vita di tutti i giorni il suo mestiere è un altro. Dall’esigenza di migliorare la sua barca in alluminio, nasce il sogno di costruirne una su misura per le navigare intorno al mondo con una barca sicura, veloce e soprattutto in alluminio.

Convinto con un po’ di insistenza il famoso designer francese Marc Lombard, Gullotta mette su un cantiere ed inizia la costruzione della barca affidandosi a professionisti specializzati, come lo studio milanese Valenti Yacht con il quale sviluppa il disegno di Lombard, realizzando degli interni non convenzionali e concependo personalmente il piano delle manovre di coperta.

Durante la costruzione, la barca desta l’interesse di un armatore belga, che si dichiara interessato a un tipo di barca custom, in alluminio e con le caratteristiche necessarie per girare il mondo. Così il Gulliver 57 si trasforma da semplice sogno ad opportunità. Oggi sono due gli scafi naviganti, ma la strada tracciata sembra poter portare molto lontano.

Progetto Lombard, Valenti, Gullotta

Lunghezza fuori tutto 17,50 mt

Lunghezza al galleggiamento 17,41 mt

Baglio massimo 5,17

Pescaggio 1,7-3,5 kg

Dislocamento 15700 kg

Materiale di costruzione Alluminio 5083H111

Acqua 400/800 t

Gasolio 450+90 lt

Per maggiori info: info@gulliversail.com  tel. 3356202546

Mauro Giuffrè

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