developed and seo specialist Franco Danese

La pesca in crociera? Proviamo lo spinning! I trucchi per procurarsi la cena

Al VELAFestival si respira aria d’Oceano: arrivano anche i Pogo
12 marzo 2018
La barca dei miei sogni… con meno di 40.000 euro
13 marzo 2018

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

Dopo la prima puntata dedicata alla traina, eccoci giunti alla seconda, nella quale esploreremo un’altra tecnica di pesca che può darci soddisfazioni e rappresenta un valido passatempo durante le nostre crociere.

Lo spinning

Si tratta di una tecnica d’azione, che prevede una grande partecipazione da parte del pescatore. Consiste nel lanciare e recuperare velocemente, a piccoli scatti, un’esca artificiale, e ripetere l’operazione durante tutta la battuta di pesca. Possiamo praticare questa tecnica a barca ferma, quando siamo ormeggiati in una baia tranquilla, o durante una passeggiata con il nostro tender lungo una scogliera. Ove consentito la si può praticare anche in porto quando ci fermiamo per la notte. Per esempio se siamo costretti a restare fermi in porto per il maltempo potremo passeggiare lungo le scogliere con la nostra canna da pesca provando qualche lancio, alla ricerca di predatori in caccia.

Cosa serve

Una canna di circa 2,2-2,5 metri con un’azione non inferiore a 10-40 grammi, un mulinello a bobina fissa di misura non inferiore ai 2000, girelle a moschettone e semplici, del buon nylon, una batteria di artificiali, sia siliconici che i classici minnow di varie dimensioni. E’ bene dotarsi di varie sfumature cromatiche per le esche, spesso è una particolare che può fare la differenza. Da non dimenticare l’utilissimo guadino, in caso di abboccata, se ci troviamo su una scogliera o anche in barca, sarà indispensabile per potere avvicinare la nostra preda. 

Il costo minimo per un’attrezzatura simile si aggirerà intorno ai 100 euro, variando in base alla qualità dell’attrezzatura.

Il momento giusto

Un grosso esemplare di branzino catturato a spinning con una piccola esca artificiale “minnow”

Se il nostro ancoraggio è in una baia sufficientemente tranquilla non sarà raro nel periodo dalla primavera alla tarda estate vedere “bollate” in superficie, è il segnale che qualcosa sta cacciando. Occhiate, ricciole, pesci serra, lecce stella o lecce amia, spigole, barracuda, aguglie, sugarelli, le potenziali prede dello spinino sono quasi sconfinate e abbracciano moltissime specie. Il periodo migliore per tentare la sorte è l’alba o il tramonto, ma anche le ore immediatamente successive al cala sole possono essere molto proficue.  I minnow sono particolarmente indicati per le ricciole, le spigole, i barracuda, le lecce, mentre le esche siliconiche possono abbracciare tutte le altre specie, ma in generale questi sono schemi che a volte i pesci tenderanno a rompere, andando fuori dai classici canoni. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi