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Deputato Mura, ecco le cose da fare per la vela (la teniamo d’occhio!)

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muraA nostra memoria è la prima volta che un velista entra in Parlamento. Andrea Mura, velista dell’anno del Giornale della Vela nel 2014 per meriti sportivi (in calce la sua storia velica), entra con il vento in poppa alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle. Bene, siamo felici che un uomo che ha dedicato la propria vita, sino ad oggi, alla vela sia il primo parlamentare velista. Adesso, una volta insediato, dovrà dimostrare di avere a cuore i problemi che assillano i diportisti, da lui vissuti in prima persona come uomo di mare. Ci permettiamo di suggerirgli una breve agenda degli argomenti “caldi” che riguardano il diporto nautico da risolvere, prima possibile. Caro Andrea, sappi che… ti teniamo d’occhio!

Ecco la nostra agenda per il deputato Mura in dieci punti:

  • Dare seguito subito al nuovo Codice della nautica in modo che entro l’estate vengano emanati i decreti attuativi. Senza questi tutta la riforma rimane lettera morta.
  • Riforma delle aree marine protette con possibilità di sosta per le barche a vela anche nelle zone oggi non visitabili, come le isole di Montecristo, Pianosa ecc.
  • Revisione dei divieti di ancoraggio nei pressi delle coste, dando via libera all’ancoraggio nelle aree dove non recano pericolo ai bagnanti. In parole povere, perché, come in altri paesi, in Italia ci sono divieti di ancoraggio così rigidi?
  • Proposta di un piano nazionale per lo smaltimento delle imbarcazioni in vetroresina (rottamazione) prendendo spunto dalla normativa francese.
  • Eliminare la buffonata del patentino per l’uso del VHF senza alcun esame ma con tassa da saldare.
  • Risolvere il problema delle concessioni demaniali per i porti turistici, separandolo dal caos delle concessioni balneari.
  • Reistituire un ministero del mare. Non esiste da anni in Italia, mentre c’è in altri paesi europei.
  • Rendere obbligatorio nelle scuole elementari un corso di avvicinamento al mare e alla vela, prendendo spunto da quanto fanno francesi e inglesi.
  • Vigilare perché non riprenda la vessazione nei confronti dei diportisti con verifiche senza motivo, invasive e reiterate.
  • Portare avanti una campagna per una reale incentivazione all’acquisto di barche a vela in quanto il miglior mezzo di navigazione ecologico, prendendo spunto da incentivi in campo automobilistico.

CHI E’ ANDREA MURA
Andrea Mura nasce a Cagliari il 13 settembre 1964. Dall’età di 6 anni si dedica alla vela agonistica, collezionando successi e record nelle classi più diverse, che comprendono dieci titoli italiani, due titoli europei nella classe 420, un titolo mondiale Juniores 470, due campagne olimpiche in 470, una in Tornado. Nel 1992 gareggia con il Moro di Venezia per la Coppa America, vincendo due campionati del mondo, uno in Coppa e uno nella classe 50 piedi, e una Louis Vuitton Cup.

Andrea Mura non è solo un atleta: già fondatore nel 1985 della Veleria Andrea Mura Sail Design, Andrea sviluppa soluzioni tecniche innovative che gli valgono l’Oscar come “Miglior Velaio 2005”.

Nel 2007 Andrea lancia una nuova sfida votandosi alla vela d’altura a bordo di Vento di Sardegna, un formidabile Open 50. Vince la Route du Rhum, famosa regata transatlantica in solitario che si svolge ogni quattro anni, 3.543 miglia attraverso le fredde acque del Nord Atlantico, fino ai Caraibi. Con questa vittoria, Andrea è il primo italiano ad entrare nella leggenda. Andrea replica nel 2012 con vittoria e record sia nella Twostar (13 gg 14 h), sia nella Quebec – S. Malò. (11 gg, 12 h). Nel 2013, affronta e vince la terribile Ostar, 2.850 miglia dall’Inghilterra agli Stati Uniti, la più dura delle regate in solitario perché a temperature polari, controvento e controcorrente (il suo tempo: 17g 10h 22m). Andrea nel 2014 è stato il nostro “Velista dell’Anno”.

A novembre 2014 ha concluso al secondo posto (primo dei monoscafi) la Route du Rhum 2014 – Destination Guadeloupe in “Rhum Class”. Andrea Mura ha vinto per la quinta volta la “Roma x 1” nel 2016. Dopo la sfortunata parentesi Vendée Globe, ritorna alla grande con la vittoria, per la seconda volta in tempo reale, della Ostar.

8 Comments

  1. Giacomo Ceccone ha detto:

    E magari anche un ministero della montagna e delle pianure!!!
    Corsi di avvicinamento al mare? E gli studenti di della val d’Aosta e del Molise come faranno? Perché’ non avviciniamo alla montagna
    Fatemi il piacere siate seri altrimenti disdico l’abbonamento

  2. Davide ha detto:

    Alcuni punti sono ragionevoli, come la revisione delle norme di ancoraggio. In particolare aumenterei notevolmente il numero di campi boe. Pero’, siamo obiettivi, aumenterei anche i controlli. In quanti scaricano tutto in prossimita’ della costa non usando il serbatoio delle acque nere?

    • Ceccone Giacomo ha detto:

      concordo
      a scuola cominciamo con l’educazione civica altro che gite al mare!
      inoltre di ulteriori ministeri non ne sento proprio il bisogno

  3. Donato Mancini ha detto:

    Aggiungerei la revisione delle norme per ottenere la qualifica di skipper professionista, senza più costringere i ragazzi che vogliono intraprendere questa bella e promettente carriera a seguire i (cari) corsi del RYA per ottenere la patente di yachtmaster

  4. Mario&Monica ha detto:

    Credo si debba del rispetto tanto al mare quanto per la montagna. Magari l’istituzione di un ministero mi sembra davvero superfluo (ce ne sono già troppi) ma che ci sia la regolamentazione di alcuni punti, mi sembra giusto. A proposito di chi va per mare o vive il mare e vive anche in barca, perchè non deve godere degli stessi diritti per chi vive sulla terra ferma? (vds. assistenza sanitaria ed altro del genere, nella considerazione che, chi per scelta vive in una barca ed è vagabondo del mare, non può godere di questi servizi?). Chissà forse un giorno ci vedremo riconosciuta la tessera del vagabondo.

  5. mario pezzuoli ha detto:

    Per eliminare di vedere vecchie barche in vetroresina abbandonate, è opportuno pensare ad un sistema efficace (e poco costoso) per il loro smaltimento

  6. elio Petracchi ha detto:

    Con tanta pazienza e l’uso del buon senso che Andrea ha, partendo dalla scuola, nei comuni sul mare, si deve insegnare a viverlo, rispettarlo e conoscerlo. Deve diventare obbligatorio per legge, per i comuni che si affacciano sul mare, concedere uno spazio per le Scuole Vela e tutte le altre attività nautiche per bambini e ragazzi; questo eviterà gli enormi danni che una grande quantità di amministrazioni locali, solo a causa di una ignoranza spaventosa in materia, hanno fatto e continuano a fare da decine di anni al nostro sport.

  7. Letizia ha detto:

    e per ultimo, andare in parlamento a LAVORARE.

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