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Regate d’altura: quando l’equipaggio conta. Come selezionarlo, i ruoli e come organizzare i turni

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Nelle prime due puntate abbiamo parlato delle regate da fare (Leggi QUI) e dell’importanza cruciale della sicurezza (Leggi QUI), oggi entriamo nel vivo della nostra rubrica e affrontiamo un capitolo fondamentale: l’equipaggio, come scegliere le persone giuste e come gestire gli uomini a bordo.

Quando l’esperienza conta

Nel decidere come comporre un buon equipaggio per una regata d’altura i fattori da tenere in considerazione sono molti. Partiamo da una considerazione: non c’è nulla di male se a bordo salgano anche persone con una ridotta o nulla esperienza di vela offshore (c’è una prima volta per tutti), ma l’importante è che lo zoccolo duro del team siano persone con una comprovata esperienza di regate d’altura. E ci teniamo a sottolineare “regate d’altura. Spesso capita di leggere di velisti che si propongono agli equipaggi come esperti, vantando nel loro curriculum per esempio miglia su miglia di trasferimento barche come skipper. Non ce ne vogliano, ma questo tipo di esperienza (il trasferire barche su e giù per l’Italia o avere fatto lunghe crociere), per una regata d’altura conta poco o nulla. Raramente durante il trasferimento di una barca vi troverete a fare un cambio vela di prua con 40 nodi di notte, mai durante una crociera vi troverete a soffrire durante un’infinita bonaccia cercando con tutte le forze di fare avanzare la barca a mezzo nodo. Questo tipo di esperienza, spingere al limite la barca in condizioni meteo dure o soffrire per ore infinite nel poco vento, ce l’ha solo chi ha preso parte alle vere regate offshore. E sono questi i velisti che dovete andare a cercare per riempire la “componente d’esperienza” del vostro equipaggio.

Sarà altresì importante che la maggior parte degli uomini a bordo si conoscano. Avere navigato insieme in occasione di regate a bastone o preferibilmente d’altura può essere un elemento molto importante da prendere in considerazione. Ricordatevi sempre che in un ambiente come quello di una barca, magari in condizioni meteo dure, la tensione può salire e avere feeling con le persone con le quali sei costretto a vivere per più giorni può essere decisivo.

L’importanza dei ruoli

Altro aspetto fondamentale è la scelta dei ruoli, che è collegata al paragrafo successivo, quello dei turni. Sarà importante avere almeno due uomini per ogni ruolo (scelta da valutare anche in base alla lunghezza della barca), in particolare modo per il timoniere. Sarà altresì importante avere velisti a bordo versatili, ovvero che sappiano all’occorrenza coprire più ruoli in caso di emergenza. La capacità di essere versatili è un’altra delle caratteristiche fondamentali dei velisti che intendono partecipare alle regate d’altura.

Rispettare i turni

Ipotizziamo che la nostra barca sia lunga 12-13 metri. Su una barca simile è consigliabile, per una regata che prevede almeno una notte da trascorrere in mare, imbarcare 9-10 persone al fine di potere spingere sempre al massimo con forze fresche. Il rispetto dei turni è un aspetto fondamentale per consentire di avere alla conduzione del mezzo sempre uomini con energie fresche. I turni possono essere organizzati su 2 o 3 ore, in base alle condizioni meteo e alle fasi della regata. Normalmente vengono così pianificati: tre persone in fase ON, un timoniere, un trimmer e un prodiere, impegnati nella conduzione della barca. Tre persone in fase stand by (normalmente con i medesimi ruoli sopra elencati), che possono dormire in falchetta o comunque essere pronti a intervenire in caso di manovra. Tre persone totalmente off, a riposo. Se qualcuno si propone di saltare il turno perché “me la sento, sono ancora fresco”, dovrà essere invitato dallo skipper ad andare a riposare perché la stanchezza verrà inevitabilmente fuori e magari capiterà di non essere sufficientemente lucidi quando sarà obbligatorio esserlo: per esempio in un difficile arrivo in notturna o durante un colpo di vento con numerosi cambi di vela. Se a bordo è presente una persona che ha il ruolo di “navigatore”, lui sarà costantemente fuori turno e avrà il compito di avere sempre la situazione sotto controllo: rotta teorica, meteo, miglia che mancano al traguardo, eventuale posizione degli avversari, avrà il compito di fornire con costanza queste informazioni al tattico e allo skipper. Il riposo per il navigatore è ovviamente previsto, ma è cruciale che abbia sempre sotto controllo tutti i dati relativi alla fase della regata.

Mauro Giuffrè

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