Muore all’invernale: sciacalli evitate di accanirvi su una disgrazia

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

In regata al Campionato Invernale di Taranto. La foto è di repertorio e non è legata all’evento oggetto di questo articolo.

Una di quelle notizie che non vorremmo mai dare. All’invernale Città di Taranto organizzato dalla LNI di Taranto un sessantenne, Mauro Lioce, del Bavaria 42 Match My Best Love di Antonio Bianchi, ha perso la vita. Probabilmente si tratta soltanto di una tragica fatalità, ma le indagini del caso con l’autopsia chiariranno le cause del decesso, la barca attualmente è stata posta sotto sequestro. Le dinamiche non sono del tutto chiare, ma da ciò che è emerso le condizioni meteo marine erano si impegnative ma non da impedire lo svolgimento della regata, vento intorno ai 18 nodi e onda formata. L’uomo sarebbe caduto in mare, ma non colpito dal boma da quello che emerge, e il decesso sarebbe arrivato solo in acqua probabilmente anche a causa di un malore. L’incidente è avvenuto all’altezza dell’isola di San Pietro, poco distante da Taranto, mentre era in corso una delle regate costiere in programma. A tentare il salvataggio diversi equipaggi, ma il corpo è stato recuperato da una motovedetta della Guardia Costiera prontamente allertata. Il presidente del Comitato di regata ha provveduto immediatamente a sospendere la prova.

Rispolverando le nostre memorie, a parte un caso avvenuto sul finire degli anni ’80 nel Tigullio, non ricordiamo un evento tragico di questo genere avvenuto a un campionato invernale. Questo per sostenere che la vela non è uno sport pericoloso, le regate dei Campionati Invernali che ogni domenica si svolgono in tutta Italia e coinvolgono centinaia di appassionati non possono essere e non devono essere considerate come rischiose, nonostante a queste prendano parte anche velisti poco esperti. Legarsi in una regata breve come possono essere quelle di un campionato invernale, con manovre spesso a distanza ravvicinata, non è assolutamente una procedura abituale e non ci stupisce che la vittima non fosse legata. Discorso diverso se le condizioni meteo marine consigliavano l’utilizzo del giubbotto di salvataggio,  che per altro non è escluso che l’uomo indossasse già. Ci auguriamo che a questo punto non si scateni il solito “fuoco” dei “Velisti da Social” e prevalga la prudenza in attesa di informazioni certe.

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

2 commenti su “Muore all’invernale: sciacalli evitate di accanirvi su una disgrazia”

  1. Purtroppo in regata ma anche in crociera può accadere di cadere in mare, vuoi per uno sbandamento improvviso, vuoi per un onda diversa, o come potrebbe essere successo in questo caso un malore.Del resto non credo che nessuno possa dare un giudizio senza conoscere come sono andate le cose, senza sapere se l’uomo si trovava in pozzetto o in tuga o a prua, in base alla sua posizione cambia molto la situazione, se la barca era di bolina o in poppa o a Lasco, e ovviamente le condizioni meteo.
    Inoltre cadere in acqua in questa stagione se non si recupera subito l’uomo in mare vengono meno le forze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Francesca degli Oceani: mai una donna italiana così brava

A volte in Italia soffriamo un po’ di esterofilia, anche nella vela. “In Francia è tutto diverso”, “ Eh ma gli oceanici francesi”, “Ma se non ti trasferisci in Francia…”. Vero, per decenni siamo stati indietro anni luce rispetto ai cugini,

L’ARC Rally 2025 parla italiano: ecco tutti i vincitori

Siamo alle battute finali, almeno per la prima metà della flotta, di questa ARC Rally 2025, un’edizione abbastanza storica per le barche italiane che hanno dominato in diverse delle categorie in gara lungo le 2700 miglia dalle Canarie a Santa

Torna in alto