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Velista dell’Anno, 8.000 voti in tre giorni: avete messo a dura prova i nostri tecnici! Ecco come sta andando

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Questa volta, dobbiamo confessarvelo, ci avete colto di sprovvista. Al lancio del sondaggio del Velista dell’Anno 2018 vi siete fiondati in così tanti a votare il vostro preferito tra i 100 candidati al premio più prestigioso della vela italiana che la navigabilità del sito è stata messa a dura prova. (nella foto di apertura, Federico Colannino, attualmente il più votato da voi nel sondaggione del Velista dell’Anno: fonte Facebook)

Al punto che, in piena notte, i nostri tecnici hanno dovuto implementare la potenza del server. A tre giorni dall’apertura delle “urne”, sono quasi 8.000 i voti, con un traffico sul sito di circa 25.000 persone al giorno (sic!). Quindi, innanzitutto, grazie per la vostra fiducia, davvero.

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COME STA ANDANDO LA PRIMA FASE DI VOTAZIONI
Come vi abbiamo spiegato QUI, questa è la prima fase di voto: quella alla fine della quale (15 febbraio, ore 12) resteranno in gara i 50 nomi più votati. Ora veniamo ai primi “exit poll”: come previsto, in queste prime ore sono i giovani a farla da padroni, bravi come sono a “smanettare” sui social.

Screenshot del nostro backend (preso alle ore 14.37) che fotografa la topten e il numero di voti ottenuti dai primi dieci candidati

Comanda la classifica il giovane Federico Colaninno, astro nascente del Finn, con quasi 700 voti, davanti alla coppia del 420 Demetrio Sposato/Gabriele Centrone e a quella dell’Hobie Cat Riccardo Del Prete/Alice Cialfi. Al quarto posto le 420iste romane Arianna Passamonti e Giulia Fava seguite dal primo dei “non più così giovani”: ovvero Francesco Lanera, armatore di Euz II Villa Schinosa, per la quarta volta Campione del Mondo Platu 25.
Bene anche Margherita Porro e Sofia Leoni, Giorgia Cingolani, Gaia Falco, Maria Vittoria Arseni (quest’ultima ha beneficiato di un caldo endorsement della stampa locale laziale) e Dario Noseda, fresco di traversata atlantica in Star.

La partita è ancora molto, ma molto lunga. L’esperienza ci ha insegnato che, utilizzando termini del gergo ciclistico, all’inizio vanno in fuga i giovani, ma poi il plotone degli inseguitori più “anziani” mette il turbo. Staremo a vedere! E voi… continuate così!

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