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Da oggi puoi guadagnare con la tua società velica dilettantistica. Ecco come

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Fare impresa e guadagnare con la vela adesso è possibile. Creando la vostra società velica, potrete offrire i vostri servizi sul mercato sfruttando sgravi fiscali e offrendo retribuzioni vantaggiose anche ai vostri collaboratori. Il libero mercato entra anche nel mondo della vela dilettantistica. E’ un bene? E’ un male? Lo scopriremo presto.

Fulcro di questa “rivoluzione” è il “Pacchetto Sport” fortemente voluto dal ministro Ministro per lo Sport Luca Lotti, approvato per la prima volta nella legge del Bilancio. Nei 22 punti per rilanciare l’attività sportiva in Italia, ce ne sono alcuni particolarmente “caldi”.

ANCHE LE ASD (ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE) POTRANNO AVERE FINE DI LUCRO
Fino ad oggi, le ASD non avevano fini di lucro. In soldoni, eventuali utili dovevano essere ridistribuiti nella crescita delle attività della società. Nel pacchetto Lotti si prevede la creazione della cosiddetta “società dilettantistica lucrativa”, che permette per la prima volta nel nostro ordinamento di fare impresa in questo settore. Al fondo di tale provvedimento sta l’idea che lo sport svolga una insostituibile funzione di tutela della salute della collettività. Quindi, si introducono significativi benefici fiscali per chi offre sul mercato i propri servizi sportivi, consistenti nell’abbattimento del 50 per cento dell’imponibile ai fini dell’imposta sui redditi sino a 200.000,00 euro su base triennale e nella riduzione dell’Iva al 10 per cento.

COME DOVRANNO ESSERE STRUTTURATE QUESTE SOCIETA’?
A fronte delle agevolazioni fiscali riconosciute alle società sportive dilettantistiche lucrative, comunque molto attenuate rispetto a quelle di chi fa sport senza scopo di lucro (alle quali si continua ad applicare il regime fiscale contenuto nell’articolo 90 della legge 298 del 2000), queste nuove società sono state gravate di due oneri particolari.

In primo luogo, le società lucrative dovranno prevedere all’interno delle proprie strutture la presenza di almeno un direttore tecnico laureato in scienze motorie, ai fini non soltanto della tutela della salute di chi fa sport, ma anche allo scopo di valorizzare la laurea in scienze motorie.

In secondo luogo, tutti coloro che prestano la propria attività di lavoro in favore delle società sportive dilettantistiche lucrative dovranno essere iscritti all’Inps: per la prima volta nel nostro ordinamento, anche i lavoratori dello sport dilettantistico godranno di una vera e propria tutela previdenziale.

E PER CHI LAVORA PER LORO?
L’area di esenzione fiscale dei compensi percepiti dai collaboratori delle società sportive dilettantistiche (nel nostro caso, istruttori di vela, collaboratori, etc…) è stata innalzata dagli attuali 7.500,00 a 10.000,00 euro, nel quadro di un sempre maggiore riconoscimento del valore del lavoro nel mondo del dilettantismo.

MA… LE CARE VECCHIE ASD SENZA FINI DI LUCRO?
A fronte dell’introduzione nell’ordinamento della possibilità di fare impresa con lo sport dilettantistico, si è voluto confermare e rafforzare il rapporto privilegiato che le associazioni e le società sportive dilettantistiche no-profit hanno tradizionalmente mantenuto con gli enti locali. Assicurando loro un ordine di preferenzialità nelle procedure di concessione degli impianti sportivi pubblici: partendo dall’idea che sport non è soltanto tutela della salute, ma anche inclusione sociale, l’impiantistica pubblica è messa innanzitutto a disposizione di chi fa sport a questi ultimi fini.

QUA SOTTO POTETE LEGGERE IL PACCHETTO COMPLETO:

il-pacchetto-sport-del-ministro-lotti-in-legge-di-bilancio

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