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Le GATTA-CARTOLINE Saluti e baci da… Bosa e il suo fiume

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Prosegue il viaggio di Adriano Gatta sulla Rotta Sardegna – Trapani – Sardegna, in direzione “ostinata e contraria”, sul Sun Odyssey 40′ Bravo Papà 3. Ecco la dodicesima puntata…

“C’era un fiume e nel fiume una città;
nella città un’ isola
e nell’isola c’era il mare”

Bosa è un’incantevole cittadina sulla costa nord occidentale della Sardegna, uno dei pochi tratti sconosciuti al turismo di massa. Adagiata su un fondo valle agevolmente raggiungibile via mare, terra ed aria (l’aeroporto di Alghero è a meno di 1 h di strada) è famosa per i suoi colori pastello, le aragoste, la malvasia, la lavorazione del corallo rosso, il castello medievale e le ottocentesche concerie oggi patrimonio nazionale.

Arrivando dal mare, da sud, la prima cosa che vediamo sono le tipiche rocce verdi (trachite) che caratterizzano questo tratto di costa e poi Bosa Marina, un bel borgo ma che non ha niente a che vedere con la città di Bosa, situata all’interno, sulle pendici del Colle di Serravalle e lungo il corso del fiume Temo, l’unico navigabile di tutta la Sardegna, almeno nei suoi primi 6 km.

E proprio sul fiume abbiamo scelto, per l’ormeggio, la “Nuova Darsena”, un grazioso marina, molto efficiente e ben attrezzato e con dei prezzi più che dignitosi: 50 € per il solito 40’ nel mese di Luglio. Potete entrare con barche sino a 5 mt di pescaggio. Risalite il fiume sino al centro storico con il tender (ricordatevi una torcia) e, superati i tre ponti, ormeggiate sulle banchine accanto alle barche dei pescatori.

Concedetevi alcune ore di relax, come abbiamo fatto noi, per ammirare dall’alto il corso del fiume, per visitare la città con le sue case multicolori e perdervi nelle viuzze ripide che portano al castello e cenate in uno dei numerosi ristoranti. Vi consiglio “il Tipico” ed il Borgo S.Ignazio.

Prima di ripartire alla volta di Alghero, il mattino successivo, all’uscita del porto, sulla nostra destra, notiamo una meravigliosa piscina naturale, scavata dal vento e dal mare, nella trachite verde: è Cane Malu (non chiedetemi la traduzione).

Dato fondo all’ancora in 3 mt. d’acqua (il mare è un olio), col tender entriamo in questa fantastica e smeraldina enorme vasca. Ci lanciamo in spericolati tuffi “a bomba” dai bordi.

Ricordatevi di portare delle scarpette da scoglio perché, da lontano la roccia sembra liscia ma, invece, nasconde insidiosissimi sassolini(impronunciabile per Jovanotti…) appuntiti…

Bosa, una tappa assolutamente da non perdere navigando in questo tratto di mare nella Sardegna Occidentale.

Buon vento a tutti
dal solito Adriano e dall’equipaggio del Bravo Papà 3

Testo ed immagini di Adriano Gatta

Adriano Gatta, bresciano DOC, classe 1956, free-rider, alpinista, ex nazionale di judo, appassionato di fotografia (sono sue le foto che corredano il racconto), collabora da tempo con il Giornale della Vela.

LEGGI LA PUNTATA PRECEDENTE

1 Comment

  1. Rinaldo Santi ha detto:

    Bello l’articolo di Alessandro Gatta, ma manca il carnevale di Bosa ad agosto.

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