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Si può fare: mollano tutto e vanno a vivere in barca con due figli piccoli

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barca“La nostra storia comincia come molte altre. Vita di corsa tra mille impegni di lavoro e non, per arrivare la sera a vedersi un paio d’ore prima di mettersi a letto”. A parlare è Fabio Portesan, 38 anni, informatico di Novara. Ha deciso, con la sua famiglia (moglie, figli e gatti), di vendere tutto – casa, macchine, partecipazioni societarie – e di acquistare un Beneteau Oceanis 430 con cui girare il mondo per (almeno) i prossimi due anni.

GALEOTTO FU UN PROTO DA REGATA ANNI ’80

Ma perché proprio una barca a vela? “Ad Angera, sul lago Maggiore, abbiamo da trent’anni la nostra fedele barca di famiglia: Pupaccia, un prototipo da regata dei primi anni 80, 9.39 metri. Sulla quale Pietro, mio padre, ha tentato di spiegarci cosa vuol dire andare a vela. Lì abbiamo cominciato a dormire d’estate con i bimbi. Quando poi ci siamo accorti che ci piaceva anche a Marzo, allora abbiamo cominciato a capire qualcosa di più sul tipo di vita che avremmo voluto per la nostra famiglia”.

FAMIGLIA AL CENTRO
“Per effettuare una scelta del genere”, continua Portesan, “bisogna innanzitutto decidere quale sia la cosa più importante nella vita, la cosa che bisogna mettere al centro. Se la risposta è la famiglia allora una scelta come la nostra è quasi inevitabile, a meno che non si abbiano possibilità economiche (che noi sicuramente non abbiamo), o un grande spirito di sacrificio. Abbiamo quindi voluto permettercelo. Venduto casa, parte delle quote della mia società di informatica e tutto ciò che non abbiamo ritenuto opportuno portarci nella nostra nuova vita. Tutto qui. Famiglia al centro”. D’altronde Fabio è uno stimato informatico (è l’inventore di ATMO PC, il computer ecologico: cercatelo sul web!), e può lavorare ovunque ci sia una connessione internet.

LA BARCA GIUSTA
Lui, la moglie Marina Leva (30 anni, direttrice di negozio) i figli Valerio (10) e Leilani (3) e i due gatti Pacho e Vicky avranno come casa Gentilina, come anticipato un Beneteau Oceanis 430: “Una barca solida e durevole”, prosegue Fabio, “costruita ancora quando non si risparmiava sui materiali a scapito della qualità del prodotto finale. Una barca dalle dimensioni generose, 13 metri per 4,50, quattro cabine, due bagni e una cucina di 3,50 metri lineari. Insomma, la barca giusta per una famiglia che vuole abitare a bordo. Una barca ove costruire il nostro rifugio del cuore. Consci del fatto che non sia una barca che affronta la bolina stretta con vigore abbiamo scelto l’Oceanis proprio per la sua sicurezza e facilità di manovra”.


COME RENDERLA UNA CASA

Ma come va attrezzata una barca per farla diventare una casa, senza snaturarne l’essenza e soprattutto la “marinità”?. “I principali lavori interessano non la struttura che nonostante gli annetti è solida, quanto l’aggiornamento della parte elettrica ed elettronica della barca. Siamo orgogliosi del nostro impianto eolico abbinato al solare che produce 500Watt.

Abbiamo dovuto rifare le coperture interne, alcuni tratti dell’impianto idraulico, le prese a mare, le saracinesche e altri piccoli e grandi lavori. Una nota particolare la dedico ai terminali del trasto della randa. Per i quali, essendo introvabili, abbiamo telefonato a mezza Italia e, una volta reperiti, abbiamo dovuto adattarli alla rotaia! Alcuni lavori hanno portato via poco tempo e altri un’enormità… vedi il bottazzo che abbiamo deciso di inserirlo con la barca già in acqua e noi a bordo di un kayak, un lavoro che non auguro a nessuno…”.

IL PROGRAMMA A GRANDI LINEE
Fatta la barca, c’è da pianificare la navigazione: “Al momento abbiamo un programma a grandi linee. La barca è pronta al Marina di Porto Levante (nel delta del Po). L’idea è di partire a marzo. Abbiamo qualcosa di più prezioso del denaro che è il tempo. Lo useremo per visitare con calma il Mediterraneo fino a novembre dell’anno prossimo, momento in cui saremo alle Canarie pronti per gli Alisei. Poi si vedrà strada facendo…”. L’Aliseo: la voglia di compiere la traversata Atlantica c’è tutta.

ALCUNI PREZIOSI CONSIGLI
Chiediamo a Fabio quali siano gli accorgimenti di cui tenere conto quando si decide di vivere in barca: “Se come me, siete dei tipi ansiosi e ogni genere di rumore vi allarma, allora tutte le sere è imperativo allestire la barca in modo che sia più silenziosa possibile. Tendere le drizze delle vele per non farle sbattere sull’albero, svuotare la sentina se c’è acqua, controllare i passauomo, eccetera eccetera”.

Poi: “Anche se fa freddo ma il clima è secco, aprite la barca, fatele prendere aria. Vivendo a bordo non si sentono gli odori che si vengono a creare dopo aver fatto la carbonara. Comprate un bel paio di pantofole calde… Una coperta di pile sopra il letto permette di mantenere le coperte asciutte e senza quella sgradevole sensazione di umidiccio quando ti accoccoli li sotto. Siate prodighi di attenzioni per tutti e il vostro equipaggio vi ringrazierà. Scrivete sempre il vostro diario di bordo e sappiate che i giochi dei bimbi sono importanti, evitate quelli con piccole parti e preferite giochi di società e disegni”.


L’ISTRUZIONE DEI FIGLI

A proposito di bambini a bordo: vi sarete chiesti come avverrà la loro istruzione. Leilani, la figlia minore, non va ancora a scuola. Mentre Valerio, che sta frequentando la quinta elementare, riceverà un insegnamento parentale. Concordato il piano di studio con i docenti, ci penseranno Fabio e Marina a curare la didattica. Per le medie l’idea è quella di chiedere il sostegno online di qualche insegnante (“Ma capiremo via via quale sia la soluzione più adatta). Una volta partiti, i Portesan torneranno in Italia soltanto a giugno 2018. Quando Valerio dovrà sostenere l’esame di quinta elementare.

UNA VITA POSSIBILE
Quella di Fabio, Marina e figli è una scelta di vita fuori dall’ordinario. Ma, in teoria, realizzabile da tutti. “E’ una questione di punti di vista. Dal canto nostro sia io che mia moglie, e anche i nostri piccoli, amiamo la barca e ciò che può darti. Sia chiaro, non è facile: al momento siamo al Marina di Porto Levante. Fa freddissimo e abbiamo la necessità di adattarci al clima, su un’imbarcazione che abbiamo approntato per climi sicuramente più miti. Detto questo, ognuno sicuramente una volta nella vita ha pensato di mollare tutto e partire. Se questa idea diventa un chiodo fisso allora è inutile fingere di stare bene, bisogna trovare il modo di soddisfare questo desiderio il prima possibile. Se non fossimo partiti con questo progetto tra dieci, venti o trenta anni ci saremmo sicuramente pentiti di non aver almeno tentato”.

IL BUDGET? 1.500 EURO AL MESE
Domanda finale: ma quanto costa tutto ciò? “Al momento, complici i lavori di allestimento e il freddo che ci porta ad avere le stufe accese più di qualche ora al giorno, stiamo spendendo una piccola fortuna! Abbiamo letto di persone che spendono 500 euro al mese ed altre che ne spendono 2.000. Noi abbiamo calcolato un budget mensile di circa 1.500 euro al mese. Consideriamo in questo budget anche un accantonamento per Gentilina (eventuali guasti, alaggi e manutenzioni). Circa 500 euro saranno destinati alle vivande (dipende sempre dal paese in cui ci troviamo: basti pensare che in Italia quattro panini con bibita costano 40 euro e in Grecia gli stessi panini ne costano 10) e i restanti 500 dedicati a gasolio, marina e porti e le altre spese che dovremo affrontare (tasse, visti, etc..).

Eugenio Ruocco

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4 Comments

  1. andrea uglietti ha detto:

    Io sono Novarese e vivo a Sosua (RD)
    Qui c’e’ una bella marina a Puerto Plata.
    Se passate da qui sarebbe bello avervi come ospiti

  2. Marco Pellanda ha detto:

    il cuore del racconto è “… sia io che mia moglie e anche i nostri piccoli amiamo la barca e cio’ che puo’ darti.”
    La secona cosa importante è prendere la decisione all’età di Fabio (38), non aspettare troppo.
    Marco Pellanda – Venezia

  3. Valeila Sail ha detto:

    Hai proprio ragione! Ma come si dice, non è mai troppo tardi per decidere di cambiare!

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