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La Golden Globe Race è fuori legge: lo dice la Federazione francese che vuole fermarla

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golden globe

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La Golden Globe Race è un evento fuori legge, perché “Non rispetta affatto i principi di sicurezza, è un evento pericoloso”, ha dichiarato il vice Presidente della Federazione della vela francese Henry Bacchini. Parole forti che, in attesa di un meeting tra gli organizzatori e la stessa federazione in calendario per il 14 dicembre, mette dei seri punti interrogativi sulla partenza del Golden Globe prevista per il 1 luglio 2018 da Les Sables d’Olonne. La FFV in pratica sostiene che il regolamento dell’evento non rispetta le norme previste dalla federazione la quale non può quindi autorizzare la partenza del GGR dalle acque francesi. Senza l’OK della FFV non arriverà di conseguenza quello dell’Autorità marittima.

Inevitabilmente il dibattito è esploso, in Francia e nel mondo, con i due soliti, e tediosi, schieramenti: i romantici e i modernisti. Da un lato coloro che ritengono che una “regata” icona come il Golden Globe non possa essere fermata per una mera questione di regolamenti; dall’altro coloro che non sopportano anche solo che la parola “Race” venga associata all’evento che Don McIntyre e soci vogliono fare partire da Les Sables d’Olonne, ritenendolo insensato e in fin dei conti inutilmente pericoloso. Lungi da noi volere schierarci in un dibattito dal quale difficilmente se ne viene fuori, ma quello che ci interessa è invece una misurata riflessione sulla sicurezza nell’augurio che si possa trovare una soluzione al problema, nell’interesse di chi sogna partecipare al GGR e nel rispetto delle norme di sicurezza.

IL REGOLAMENTO DELLA GOLDEN GLOBE RACE

Partiamo dall’ABC, cosa prevede il regolamento del Golden Globe? Il Golden Globe è un evento aperto a tutti che prevede la circumnavigazione del globo con partenza e arrivo da Les sables d’Olonne (originariamente sarebbe dovuto partire dall’Inghilterra), senza scalo e assistenza. Le barche ammesse devono essere state costruite prima del 1988 in almeno 20 unità, devono essere lunghe da un minimo di 32 piedi a un massimo di 36, non devono pesare meno di 6.200 kg, avere chiglia lunga e timone non appeso. Alla luce di queste norme l’organizzazione ha individuato 22 progetti che rispettano i parametri previsti: Westsail 32, Tradewind 35, Saga 34, Saltram 36, Vancouver 32 & 34, OE 32, Eric, Aries 32, Baba 35, Biscay 36, Bowman 36, Cape Dory 36, Nicholson 32 MKX-XI, Rustler 36, Endurance 35, Gaia 36, Hans Christian 33T, Tashiba 36, Cabo Rico 34, Hinckley Pilot 35, Lello 34, Gale Force 34.

Gli skipper partecipanti devono dimostrare un’esperienza di navigazione oceanica di almeno 8.000 miglia, più altre 2.000 in solitaria, su qualsiasi barca, miglia effettuate prima del 30 aprile 2018. Non potranno usufruire di GPS cartografici o altra strumentazione elettronica per l’orientamento e la conduzione della barca, ma solo di sestante e carte nautiche. Il GPS cartografico sarà comunque presente a bordo in una “borsa di sopravvivenza” sigillata che potrà essere aperta in caso di emergenza dai concorrenti che in quel caso saranno considerati fuori regata e inseriti in una classifica a parte. Gli skipper saranno comunque monitorati dalla direzione della corsa da un sistema di tracking satellitare 24 h su 24, tracciatura che non sarà visibile ai navigatori i quali potranno comunicare con il mondo esterno solo via radio (cosa che a certe latitudini sarà quasi impossibile). Due volte al giorno, tramite un cerca persone satellitare a due vie, gli skipper comunicheranno con il quartier generale della regata, con brevi rapporti di testo. Saranno dotati di due telefoni satellitari che potranno usare solo per chiamate d’emergenza con la direzione di regata e non più di una volta a settimana.

LE OBIEZIONI DELLA FFV E LE OFFSHORE SPECIAL REGULATIONS

Il Golden Globe viene inquadrato dalla FFV (alla luce delle Offshore Special Regulations: l’insieme di regole che dettano le norme sulla vela d’altura, emendate ulteriormente per le regate FFV secondo la normativa francese sulla vela offshore) come un evento di categoria 0, come lo è per esempio il Vendée Globe. Ovvero una regata che attraversa zone del globo dove è altamente probabile trovare una temperatura dell’aria o del mare inferiore ai 5 gradi. Fasce di oceano dove le imbarcazioni devono navigare a lungo ed essere completamente autosufficienti per periodi di tempo estesi, resistendo a forti temporali  e affrontando gravi emergenze senza l’aspettativa di assistenza esterna, come recita la SEZIONE 2, appendice 2.01.1 delle OSR (leggile qui). Per questo motivo barche come gli Imoca 60, i Class 40 o anche i Mini 650, vengono sottoposti a test di raddrizzamento obbligatori  e sono costruiti secondo alcuni criteri ben precisi sulla galleggiabilità per essere ammessi alle regate. Offshore Special Regulations che infatti diventano stringenti in termini di stabilità nella sezione 3, e in particolare all’appendice 3.04.3 si legge che la barca deve essere : ” Capable of self-righting from an inverted position with or without reasonable intervention from the crew and independent of the condition of the rig”, ovvero che “La barca deve essere capace di raddrizzarsi da una posizione invertita – scuffia –  con o senza un ragionevole intervento da parte dell’equipaggio e indipendente dalla condizione del rig“.

La lettera ufficiale della FFV inviata a Yannick Moreau, Presidente del macro agglomerato di Les Sables d’Olonne

Nel regolamento del Golden Globe si legge che “The structural integrity, build quality, or suitability of any boat to survive the event, will be the sole responsibility of the entrant”, ovvero “L’integrità strutturale, la qualità costruttiva o l’idoneità di qualsiasi imbarcazione a sopravvivere all’evento saranno di esclusiva responsabilità del partecipante“. E’ un punto caldo, di chiaro attrito tra i principi seguiti dalla FFV e quanto invece prevedono gli organizzatori della regata.

Nonostante quanto previsto dalle Offshore Special Regulations, le regate in solitario come il Vendée, la Mini Transat o le altre che si corrono, sono già considerate delle regate in “deroga” (ma accettate dalla FFV alla luce di quanto esposto sopra) rispetto a quanto previsto dal codice internazionale della navigazione che prevede l’obbligo di vedetta 24h su 24 per qualsiasi mezzo navigante indipendentemente dalla sua propulsione.

Il problema delle obiezioni mosse dalla FFV, di cui non conosciamo i dettagli anche se sono facilmente intuibili, sembra a questo punto di natura più strettamente strutturale e riguarda l’impianto generale della regata. Come ha però ricordato Jean-Luc van den Heede, iconico partecipante iscritto al GGR 2018 con cinque circumnavigazioni del globo alle spalle, esistono dei precedenti in proposito come la prima edizione della Mini Transat del 1977, quando gli skipper francesi rischiarono di non partecipare per le pressioni ricevute dalle autorità nazionali d’oltralpe. Problemi simili ci furono anche per la prima edizione del Vendée Globe. Van den Heede sottolinea come “Le regole che vuole fare applicare la FFV siano state pensate per barche moderne dotate delle più moderne tecnologie, quindi di fatto inapplicabili per le barche del Golden Globe che pur in termini di attrezzatura di sicurezza dispongono dei più recenti dispositivi. Spero vivamente che la FFV allenti alcune regole, perché le nostre barche lente non creano pericolo per la navigazione”. Di fatto barche che navigheranno a velocità medie di 4-5 nodi sono senza dubbio un pericolo minore per eventuali collisioni rispetto a un’IMOCA lanciato a 25-30 nodi, anche se quest’ultimo è dotato di AIS che gli iscritti al Golden Globe non avranno. Ma i dubbi della FFV, più che per la sicurezza generale del traffico marittimo, potrebbero essere incentrati anche sull’effettiva sicurezza delle imbarcazioni e quindi dei concorrenti.

CHI PENSA AI CONCORRENTI?

E a questo punto a farne le spese potrebbero essere proprio loro, i 25 skipper attualmente iscritti alla regata, tra i quali figura anche l’italiano Francesco Cappelletti (ASCOLTALO QUI). Navigatori che hanno investito risorse, tempo, impegno nel progetto Golden Globe. Chi tutela i loro interessi e il loro investimento? Francesco Cappelletti, da noi contattato, ci ha confermato che “Don Mc Entyre, chariman della McEntyre Adventure e organizzatore della regata, ha in programma un meeting con la FFV il 14 dicembre per trovare un accordo. Attendo i risultati del meeting e resto comunque certo che l’accordo ci sarà“.

Quali potrebbero essere le soluzioni? Inevitabilmente per risolvere il braccio di ferro si deve andare verso una mediazione. Da una parte l’organizzazione dovrebbe cedere su alcuni punti, incrementando per esempio il tipo di strumentazioni elettroniche ammesse o imponendo determinate modifiche strutturali obbligatorie alle imbarcazioni, così da migliorare il livello di sicurezza dei mezzi e di conseguenza ridurre i pericoli per gli skipper.  Dall’altra parte la Federazione francese dovrà cedere su qualche punto se non vuole correre il rischio di un incidente diplomatico con la Vandea e la città di Les Sables d’Olonne, oltre che con una parte del mondo velico. Da notare come la FFV si sia preoccupata di inviare una nota ufficiale proprio a Yannick Moreau, Presidente dell’agglomerato di Les Sables d’Olonne,conscia di quanto la Vandea e il porto di Les Sables siano importanti per la vela francese e quanto siano alti gli interessi turistici ed economici, quindi anche politici, per un evento simile. Nell’epilogo della lettera si leggono gli intenti positivi per trovare una soluzione con gli organizzatori.

Si potrebbe anche ipotizzare uno slittamento della partenza, al fine di consentire agli skipper e all’organizzazione i tempi necessari per eventuali aggiornamenti. L’esito peggiore, e francamente alquanto indesiderabile, sarebbe quello di uno strappo totale con la regata che parte comunque senza un’autorizzazione istituzionale e sostanzialmente fuori controllo.

Mauro Giuffrè

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