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Le isole del Mediterraneo da visitare almeno una volta nella vita

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Bisogna fidarsi di chi naviga ininterrottamente da tre anni in Mediterraneo. Se lo scrittore-marinaio Simone Perotti ha stabilito quali siano, per lui, le 42 isole più affascinanti del Mare Nostrum (in realtà sono 40, due sono nel Mar Nero, Sveti Ivan e Berezan) nel suo “Atlante delle Isole del Mediterraneo”, dobbiamo fare tesoro dei suoi consigli.

L’Atlante delle Isole del Mediterraneo (Bompiani, 144 pagine, 25 euro) è l’ultimo libro dello scrittore-marinaio Simone Perotti. Una accurata scelta di 42 isole con schede, cartine, storie e suggestioni

Sfogliando il libro di Simone, nel quale ad ogni isola imperdibile viene associato un racconto, una scheda e una cartina, abbiamo deciso di operare anche noi una scelta. Chiedendoci quali, tra i luoghi paradisiaci indicati dal navigatore, fossero per noi i più inconsueti e curiosi, sia a livello naturalistico che storico. Una selezione nella selezione (abbiamo scelto dieci isole, che vi presentiamo in due puntate).

Sapete, ad esempio, che l’isolotto Palagruža (in italiano Pelagosa) è misteriosamente popolato da sedici tipi di orchidee? E che nel bel mezzo del Mar delle Baleari si parla ligure antico, simile a quello di Carloforte? No? E allora… leggete qui!

CINQUE PARADISI IN MEDITERRANEO


1. Nuova Tabarca (Spagna) – 38°09′52″N • 0°28′20″O

Case basse e bianche che digradano verso il mare azzurro, palme, oleandri e antica parlata ligure vi attendono in questa splendida isola (che è un’area marina protetta facente parte della Comunità Autonoma Valenzana) a sud di Capo di Santa Pola, nel Mar delle Baleari meridionale. Il suo nome è dovuto all’insediamento, durante il regno di Carlo III di Spagna, di famiglie di origine genovese provenienti dalla piccola isola di Tabarka, in Tunisia.


2. Malu Entu (Italia) – 39°59’26”N • 08°18’19”E

Nel 2008 salì alla ribalta delle cronache perché un indipendentista vi fondò la repubblica indipendente di Malu Enti (Mal di Ventre). Ma a noi interessa perché è una vera perla di biodiversità. Le acque cristallo circostanti la piccola isola ad ovest della Sarsegna sono popolate da tartarughe marine della specie Caretta caretta e da cetacei.

la galite3. Jazirat Jalitah (Tunisia) – 37°31’31”N • 08°55’47”E
Conosciuta in francese come La Galite (in Italiano Isola della Caletta), è l’isola principale dell’omonimo arcipelago, 40 miglia dalla Tunisia e 150 dalla Sardegna. Uno scoglio alto nel mare con una storia travagliata. Una storia di libertà. Abitato saltuariamente nell’antichità da romani e cartaginesi, venne popolato nell’800 da una comunità di ponzesi e tabarchini che vi praticavano la pesca delle aragoste, in un regime di pacifica anarchia tollerato dai francesi. Tra il 1956 e il 1962, con l’indipendenza della Tunisia, l’isola venne abbandonata.

4. Lampedusa (Italia) – 35°30’49” • 12°35’12”E
Fenicia, greca, romana, colonizzata dai francesi nel Settecento, poi dai maltesi, da agricoltori inglesi e infine dai panteschi su ordine di Ferdinando di Borbone. Più a sud di Tunisi, ma italiana. Un crocevia nel cuore del Mediterraneo, ancora oggi, punto di sbarco per i migranti. Un luogo circondato dall’azzurro dove sentirsi a casa. Da ovunque si provenga.


5. Palagruža (Croazia) – 42°23’34”N • 16°15’31”E

Piccolo paradiso tra Croazia e Italia (30 miglia al largo di Peschici), Palagruža (in italiano Pelagosa) è popolata da sedici tipi di orchidee. Le sue acque sono ricchissime di pesci. Suggestivo il faro su un eremo da raggiungere dopo una bella scarpinata.

CONTINUA…

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