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Giovanni Ceccarelli: "Così ho progettato il nuovo Grand Soleil 80"

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Il cantiere Del Pardo, come già è noto, ha da qualche tempo creato una propria linea Custom (Grand Soleil Custom Yacht) che darà alla luce imbarcazioni costruite presso il cantiere Adria Sail. Una nuova avventura per il cantiere di Forlì che si lancia nel mondo del one off con l’intento di adattare questo prodotto al mondo della cantieristica e renderlo quindi in parte riproducibile e riconoscibile. Il Grand Soleil 80 è lo scafo che dà il via a questa nuova linea Custom, un’imbarcazione lunga 23,99 metri, al limite dello yacht da diporto, con un baglio importante di 6,50 metri e un dislocamento non leggerissimo per soddisfare le esigenze dell’armatore che ha voluto una barca con interni arredati e importanti.

Quello che vi mostriamo nell’immagine qui sotto è il primo schizzo della barca realizzato da Giovanni Ceccarelli: sotto c’è già uno scafo, ci sono degli elementi caratterizzanti di family feeling Grand Soleil come per esempio le finestrature quadrate, il taglio della finestra della tuga che riprendono progetti importanti del cantiere Del Pardo.

Altro punto di partenza fondamentale nel processo di progettazione, dopo aver messo mano agli elementi del family feeling, è un’idea di come sarà lo specchio di poppa della barca, come dimostrato dal disegno che trovate qui sotto. Diversamente da una barca a motore, in cui si va a rivestire la poppa di elementi funzionali ed estetici, nel progetto di una barca a vela è importante che anche le linee a poppa vadano a formare un elemento estetico di gradevolezza.

Un elemento abbastanza forte di questo primo progetto è il teak che saliva sui lati del pozzetto (coaming) e due sole finestrature in fiancata. 

Da questa prima proposta il progetto si è poi evoluto in una seconda idea in cui, nonostante la tuga continui ad arrivare sempre davanti all’albero, scompare il teak ai lati del pozzetto e questo diventa un tutt’uno con la tuga; parallelamente cambia anche il disegno dello scafo che deve doveva dare delle idee di performance e di velocità.

Si è poi arrivati a una terza proposta definitiva, in cui scompare la prima versione della tuga molto classica e che poco centrava con lo stile dell’imbarcazione, per una tuga che finisce prima dell’albero e pensata per comunicare maggiori volumi liberi a prua, per poter meglio inserire il carrello del fiocco autovirante nel teak di coperta, pur mantenendo come elemento del family feeling il coaming che viene fuori con una rivisitazione voluta da Giovanni Ceccarelli che ha posizionato una fascia nera sulla tuga e un elemento vetrata. Se confrontiamo il disegno qui sotto con il primo sketch possiamo notare come il pozzetto non sia invece cambiato molto.

Per quanto riguarda invece l’architettura navale, anche questa evolve partendo da un’idea del progettista che viene poi verificata con i calcoli CFD. Vengono testate un certo numero di carene attraverso questi calcoli e viene scelta quella migliore da un punto di vista di performance.

Si lavora sulle uscite di poppa, sulle entrate di prua. Stesso tipo di lavoro viene fatto sulle appendici di carena: il timone e il bulbo. Si deve quindi partire da un’idea: per arrivare alla carena definitiva ne sono state disegnate prima cinque diverse.

Per quanto riguarda invece il progetto degli interni, si è partiti da una versione molto semplice. Le richieste dell’armatore erano quelle di avere una cabina vip per lui con bagno separato a prua, una cabina matrimoniale doppia per la figlia, una cabina singola con letto pullman ribaltabile a dritta e a poppa un’importante cabina ospiti.

Anche nell’allestimento degli interni si deve seguire la tradizione del cantiere che in questo caso significa una buona quantità di legno percepito. La scelta dei colori è andata su un pagliolo scuro con un fregio in noce americano, che viene poi utilizzato anche per il resto dei mobili che vengono costruiti apposta per la barca.

Per il design dei mobili era stato proposto inizialmente un elemento più curvo e poi si è preferito un elemento più semplice e più squadrato con un fregio all’interno.


I tessuti per l’arredamento della cabina armatoriale, qui sotto in una visione notturna, sono stati scelti con il supporto di una famosa azienda secondo i gusti dell’armatore. Tutte le paratie divisorie hanno funzione strutturale mentre i mobili no ma sono costruiti con legni molto leggeri.

In cucina scompare il forno basculante, l’armatore ha voluto un piano in acciaio molto pulito e molto semplice.

 

 

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