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Nella precedente puntata curata dal nostro esperto Roberto Spata abbiamo introdotto l’argomento “onda e vento”, andando a vedere nello specifico come condurre la barca in queste condizioni nell’andatura di bolina LEGGI QUI. Oggi poggeremo fino al traverso e poi in poppa, analizzando quanto la velocità della nostra imbarcazione diventa importante in queste andature quando dobbiamo affrontare condizioni meteo muscolari.

Al traverso e in poppa con vento forte

In questo caso sappiamo che la rotta diretta è sempre quella più conveniente e sappiamo anche che in queste andature, soprattutto in condizioni di vento leggero, la vele hanno bisogno di avere la maggiore potenza possibile; in condizioni di vento sostenuto attenzione a non esagerare però ad ingrassare troppo le vele, soprattutto al traverso o al lasco stretto: spesso in queste andature la barca è sottoposta a carichi veramente notevoli, anche più sostenuti che nelle andature di bolina.

In questo caso quindi, proprio come di bolina con vento forte, è necessario iniziare a smagrire il profilo delle proprie vele onde ridurre lo sbandamento dell’imbarcazione e aumentare il confort a bordo. Ma non basta: per esempio al lasco stretto o di bolina larga è sempre buona norma diminuire l’incidenza della vela di prua rispetto al vento; certo, si può semplicemente lascare la scotta ma se armiamo una scotta del fiocco aggiuntiva, con un punto di scotta anche fisso posto sulla falchetta (la cosiddetta scotta esterna), otteniamo lo scopo di diminuire ulteriormente l’incidenza al vento e di avere una tensione più omogenea della scotta sia verso la base che verso la balumina: la forma della vela diventa più efficiente e corretta, la barca risulta molto più veloce e sbanda meno aumentando il confort a bordo. Allo stesso modo, per ridurre l’incidenza della randa, si può portare il carrello della randa più sottovento rispetto alla mezzeria della barca; anche in questo caso la velocità della barca aumenta e si riduce lo sbandamento.

UNA CORRETTA CONDUZIONE

Condurre al meglio la barca è di fondamentale importanza in una navigazione effettuata con moto ondoso sostenuto ed è strettamente dipendente dallo stato del mare e dall’intensità del vento. Sarà necessario quasi entrare in sintonia con le onde e con il periodo che le stesse ci impongono. Con mare poco mosso e in condizioni di aria leggera, la barca non ha necessità di essere condotta in maniera particolare in quanto può navigare in piena potenza senza essere troppo sbandata e può facilmente passare le onde senza variare la propria rotta.

La situazione si complica invece in condizioni di vento sostenuto e mare formato dove in qualsiasi andatura il principale scopo da raggiungere è di avere un angolo di sbandamento costante. Di bolina, per raggiungere tale scopo, l’onda va seguita e assecondata; contrariamente, andando dritti, avremmo la barca o troppo sbandata o troppo piatta e scarica di vele. Sappiamo che la direzione del vento cambia a seconda che la barca sia nel cavo o sulla cresta dell’onda e la famosa frase “si orza salendo sull’onda e si poggia scendendo dall’onda”, ha certamente un fondamento di verità. Attenzione però alle quantità di tali modifiche di rotta: devono essere piccole correzioni ma decise, in caso contrario ci troveremmo ancor più in difficoltà.

Nelle andature portanti, l’assecondare le onde può addirittura diventare molto divertente, ma per farlo ci vuole un po’ di allenamento e parecchia malizia. L’obbiettivo è di mantenere sempre la massima velocità possibile: questo può spaventare molti ma ricordiamoci che al lasco e in poppa, planare, o comunque avere una velocità molto elevata, significa navigare quasi alla stessa velocità del vento. In questo modo i carichi sull’imbarcazione diminuiscono notevolmente e questa diventa molto più maneggevole e facile da condurre. Questo è il motivo per cui in queste condizioni difficilmente conviene navigare quasi o addirittura in fil di ruota; la barca subirebbe dei carichi eccessivi, sarebbe troppo lenta e tenderebbe ad avere un rollio esasperato che farebbe si che condurla in questo modo diventi un vero inferno, oltre che con scarsi margini di sicurezza per attrezzatura e persone a bordo. In questo caso l’entrare in sintonia con le onde riveste una particolare importanza in quanto, se si riesce ad ottenere questo obbiettivo, la velocità della barca aumenta esponenzialmente e la conduzione diventa più semplice.

Ma quale è il trucco? In pratica bisogna cercare di tenere sempre la prua nel cavo dell’onda e cercare di attraversarla in diagonale senza andare con la prua nella cresta dell’onda successiva. Per fare questo saranno necessarie delle correzioni di timone piuttosto piccole ma molto decise in modo tale che il timone sia efficiente anche ad alte velocità per avere sempre il massimo controllo dell’imbarcazione.

Portare la barca in questo modo, diventa anche molto divertente, è un po’ come giocare con le onde e sfruttarle per ottenere la massima velocità possibile. Anche nella navigazione in poppa non dimentichiamo la nostra migliore VMG, a maggior ragione in condizioni di onda e mare sostenuti. Se abbiamo un waypoint, posto esattamente a 180 gradi dalla direzione del vento, difficilmente possiamo raggiungerlo con una rotta diretta; possiamo raggiungerlo più velocemente anche percorrendo più strada ma correndo meno rischi di ogni genere. Attenzione anche ai salti di vento previsti, possono sempre aiutarci notevolmente nella navigazione soprattutto in queste difficili condizioni possiamo sfruttarli a nostro vantaggio accorciando la nostra rotta. Da non sottovalutare infine anche la tipologia e le caratteristiche delle imbarcazioni che possono essere più o meno adatte per essere portate facilmente in condizioni di vento e mare sostenuti. Le carene prodotte in questi ultimi anni hanno subito una notevole evoluzione in tal senso e in questo momento sono particolarmente in voga imbarcazioni con carene piuttosto piatte, magari anche con bordo a spigolo almeno nella parte poppiera, e doppio timone.

Queste caratteristiche fanno si che siano imbarcazioni particolarmente adatte a planare nelle andature portanti, sono spesso molto veloci e il doppio timone indubbiamente permette un maggior controllo anche a barca sbandata. Viceversa tali imbarcazioni non hanno di solito performance eclatanti nelle andature di bolina, soprattutto in condizioni leggere; per contro, sono in genere molto marine e adatte a navigare in condizioni di vento sostenuto. Carene più tradizionali possono avere invece prestazioni migliori di bolina, in qualsiasi condizione di vento, ma certamente sono meno esaltanti nelle andature portanti; infatti in genere consentono delle velocità inferiori che permettono spesso qualche rollata di troppo. Insomma, la vela spesso è un gioco di compromessi ma quando andate ad acquistare la vostra nuova imbarcazione è necessario tenere presente anche queste caratteristiche onde non trovarvi poi in difficoltà, soprattutto in condizioni così difficili.

ROBERTO SPATA

Classe 1962 da Como. Nazionale Laser fino al 1983, si avvicina poi alla vela d’altura regatando su qualsiasi tipo di imbarcazione e specificatamente nelle Classi IOR, IMS, Maxi Yacht, Monotipi, ORC e IRC nei ruoli di tattico, timoniere o randista, occupandosi spesso della messa a punto di vele e barca.

Dal 1988 al 2000 ha collaborato con la North Sails e continua ad avere rapporti tecnici e con tutte le velerie, i progettisti e i cantieri anche come project manager.

 

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