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A scuola di vela in crociera 3: il trasto randa non è un nemico, impariamo ad usarlo

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Ormai su molte imbarcazioni, soprattutto di ultima generazione, il trasto della randa non viene neppure montato. Certo, è vero che attraversa il pozzetto dividendolo in due limitandone gli spazi agibili ma è altrettanto vero che in certe condizioni e andature sarebbe molto utile averlo e utilizzarlo.

Ma in definitiva a cosa serve il trasto della randa? Essenzialmente per ridurre o aumentare l’angolo di incidenza della randa rispetto alla direzione del vento; questo fattore va sfruttato per regolare al meglio la randa nelle diverse andature e condizioni meteo.

Molte volte, forse semplificando eccessivamente, si sostiene che la vela che produce la maggior velocità è quella di prua, genoa o fiocco che sia, mentre la randa è quella che permette di fare la maggior bolina possibile. Sicuramente una versione molto semplicistica di questo argomento ma non completamente lontano dalla realtà.

Infatti sappiamo che la portanza della randa aumenta man mano aumenta anche l’angolo di incidenza rispetto alla direzione del vento: questo cosa significa nella pratica? Che in navigazione di bolina stretta avremo la necessità di avere il boma a centro barca e con una corretta regolazione della scotta della randa possiamo aumentare la portanza e stringere il vento il più possibile senza rallentare troppo la nostra imbarcazione.

Del resto, altrettanto semplicisticamente, cosa fa un aereo in fase di atterraggio per diminuire la propria velocità? Abbassa i flap e aumenta la portanza delle ali, proprio come la nostra randa che, più è sopravvento e più è cazzata di scotta, aumenta a dismisura la propria portanza: ma attenzione a non esagerare con la tensione della scotta in quanto se troppo cazzata la portanza diventa eccessiva e la barca rallenta troppo. Questo è il motivo per cui la regolazione del carrello della randa è strettamente correlato a quello della scotta ed è utile soprattutto nelle andature di bolina.

Abbiamo parlato di boma al centro rispetto all’asse longitudinale della barca. Ma per ottenere questo è intuitivo che la regolazione del trasto debba essere diversa nelle differenti condizioni meteo.

CON POCO VENTO DI BOLINA

Sappiamo quindi che è necessario non chiudere troppo la balumina della randa con un’eccessiva tensione della scotta permettendo ai filetti fluidi di scorrere quasi uniformemente nella parte sopravvento e sottovento della vela, soprattutto nella parte alta.

Scotta randa troppo cazzata, il fluido non scorre e si interrompe sottovento alla balumina, i filetti segnavento collassano, la barca rallenta

Ma se abbiamo poca tensione sulla scotta, il boma andrà sottovento rispetto alla mezzeria della barca; sarà quindi necessario riportarlo al centro portando il carrello sopravvento quel tanto che basta allo scopo.

CON VENTO MEDIO DI BOLINA

Già con vento medio è possibile che la barca inizi a sbandare oltre il dovuto e riducendo l’incidenza della randa rispetto al vento, il momento sbandante diminuisce e contribuisce inoltre a fare aumentare la velocità dell’imbarcazione. Di conseguenza portiamo il carrello al centro e il boma andrà leggermente sottovento consentendoci una navigazione più appropriata e veloce.

CON VENTO FORTE DI BOLINA

In queste condizioni la barca tende sicuramente a sbandare troppo e sicuramente si può farla sbandare meno diminuendo ulteriormente l’angolo d’incidenza della randa e quindi portando il carrello più sottovento, ma attenzione alla quantità.

Una randa regolata con un profilo di uscita più magro e la balumina meno potente

Troppe volte si vedono imbarcazioni che con vento sostenuto navigano con il carrello completamente o molto sottovento e con la randa che sbatte: è un grosso errore, perché anche in condizioni limite la nostra randa deve portare, almeno nella zona delle stecche in quanto soprattutto in tali condizioni, per poter condurre la barca con tranquillità e in maniera redditizia, la barca ha bisogno di mantenere l’equilibrio che proviene dall’uguale portanza della randa e della vela di prua; viceversa la barca diventerebbe molto difficile da portare, poco piacevole (è quasi come se si dovesse lottare con il timone) e anche molto lenta in quanto la randa che sbatte diventerebbe un’enorme bandiera che sbatte controvento costituendo un enorme attrito: in una parola diventa ingovernabile.

AL TRAVERSO

In questa andatura il carrello può essere portato anche sottovento, soprattutto con l’aumento dell’intensità del vento: questa regolazione riduce l’angolo di incidenza della randa rispetto al vento consentendo velocità superiori, un minore sbandamento dell’imbarcazione ed un maggiore confort a bordo durante la navigazione, soprattutto in condizioni di vento sostenuto.

IN POPPA

Nelle andature in poppa, dove la randa ha necessità di avere la maggior portanza possibile, il carrello ha praticamente un’importanza nulla. Personalmente preferisco tenerlo in centro e ben fissato; quest’ultimo fattore è di particolare importanza con vento sostenuto per evitare che durante le abbattute il trasto della randa possa attraversare velocemente il pozzetto rischiando di nuocere a persone e attrezzatura oltre a consentire una conduzione più agevole durante l’abbattuta.

ROBERTO SPATA

Classe 1962 da Como. Nazionale Laser fino al 1983, si avvicina poi alla vela d’altura regatando su qualsiasi tipo di imbarcazione e specificatamente nelle Classi IOR, IMS, Maxi Yacht, Monotipi, ORC e IRC nei ruoli di tattico, timoniere o randista, occupandosi spesso della messa a punto di vele e barca.

Dal 1988 al 2000 ha collaborato con la North Sails e continua ad avere rapporti tecnici e con tutte le velerie, i progettisti e i cantieri anche come project manager.

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