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CLAMOROSO Spaccano il boma, partono senza randa e rischiano di vincere la regata!

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randaSaranno contenti Ernesto Tross (l’uomo delle barche senza randa) e Daniele Vitali (il progettista della barca senza randa né albero che vi ha fatto tanto discutere) dopo aver letto la storia che vi stiamo per raccontare.

A bordo di Aria di Burrasca nella prima prova

La storia inizia nel golfo del Tigullio, al Campionato Invernale, dove domenica scorsa erano in programma la seconda e la terza prova della manifestazione. Tra i protagonisti della regata c’è Aria di Burrasca, l’X-332 di Franco Salmoiraghi (vi ricorderete di lui perché nel 2016 aveva perso la Giraglia per fermarsi a soccorrere una barca avversaria ed era stato incredibilmente squalificato). Dopo una buona prima prova di giornata (secondi in compensato) accade il fattaccio.

Il boma spezzato

SENZA BOMA NE’ RANDA

Così Alessandro Cocchieri, membro dell’equipaggio: “Tra la prima e la seconda prova si è rotto il boma. Abbiamo ammainato la randa e inizialmente volevamo ritirarci e non partecipare alla seconda prova. Poi abbiamo deciso di provarci lo stesso, con il solo fiocco!“. Su Aria di Burrasca sono tutti dei lottatori che non demordono. Ma è chiaro che senza la vela principale la situazione è bella che compromessa. Anche se in effetti il vento è aumentato (18/20 nodi) e forse… se fai camminare bene la barca… se non ti fai prendere dalla smania di orzare… se puoi concentrarti al massimo sulla tattica perché hai una vela di meno a cui pensare… ce la si può giocare lo stesso.

In regata senza boma. nella foto di apertura, alle portanti sopravento a Chestress 3, J-122 di Giancarlo Ghislanzoni

E infatti: “Risultato: siamo arrivati secondi in tempo reale (e in compensato) a un minuto e mezzo dal primo e abbiamo dato 10 minuti al terzo. Solo dopo aver tagliato il traguardo ci siamo resi conto della prova eccezionale che avevamo portato a termine. Pensate che i primi arrivati ci hanno aspettato sulla linea d’arrivo per farci i complimenti!“.

Una bella storia di mare, una piccola grande impresa che abbiamo voluto condividere con voi. Chissà che qualcuno, nelle prossime prove del 42° Invernale del Tigullio, si presenti sulla linea di partenza senza randa!

Per finire: raccontateci anche voi le vostre “piccole grandi imprese” in mare, scrivendo una mail a speciali@panamaeditore.it corredando il racconto con qualche bella foto!

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2 Comments

  1. gino ha detto:

    ..da spiegare a quei progettisti e cantieri che per moda mettono lande a murata compromettondo la possibilità di usare genoa come si deve a forte sovrapposzione . Il genoa tira 1/3 più di una randa a parità di superfice!

  2. Gio' ha detto:

    Avete scoperto l’acqua calda. Negli anni 70/80 quando il vento e il mare aumentavano si faceva così.

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