La traversata oceanica a bordo di una Star: il "pazzo" Noseda è partito

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Chiamatelo pazzo, chiamatelo sognatore, ma Dario Noseda è partito, con la sua Star Pa2sh, per attraversare l’Oceano a bordo della mitica classe olimpica, da lui rivista e ottimizzata per realizzare questa sfida. E già, perché di sfida vera si tratta, niente a che fare con una semplice navigazione: qui si va a cavalcare le onde dell’Atlantico, su una barca pensata in origine per fare tutt’altro.

Da Tenerife a Bahamas, quasi 3000 miglia di Oceano dove le condizioni prevalenti saranno quelle dell’Aliseo. Condizioni ideali se intendiamo fare una traversata con un 12 metri, tutt’altro che semplici se lo facciamo sulla mitica Star. Sarà una prova di resistenza fisica, mentale, una prova da grande marinaio e soprattutto da velista e sportivo vero. La finestra meteo individuata sembra quella giusta, con un Aliseo che appare al momento abbastanza stabile durante tutto il percorso.

L’avventura di Dario Noseda potrà essere seguita in diretta sulla pagina facebook di Star in Oceano (GUARDA QUI) o sul sito marinetraffic.com inserendo il nome Pa2sh per seguire il tracciamento satellitare.

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ENERGIA E VIVERI

Per quanto concerne l’energia di bordo, Dario potrà contare su tre pannelli solarie, probabilmente, su due piccoli idrogeneratori (“ma forse non ne avrò bisogno”), che andranno a caricare due batterie al litio installate sulle due murate interne. Queste serviranno per alimentare due GPS e il satellitare.

E i viveri? “Disporrò di cibi liofilizzati che ‘rivitalizzerò’ con l’acqua dolce, la quale mi sarà fornita da due dissalatori manuali e cuocerà su un fornello ad alcol basculante. Inoltre, avrò tutte le dotazioni di emergenza previste dalla legge”. Il motore? “Assolutamente no, non lo voglio a bordo della mia Star!”.

Ma è nel rivestimento interno dello scafo la novità. “Idea dell’ingegner Bertolotto. Utilizzare una sorta di scheletro di bottiglie di plastica, piene d’aria. In caso di urti e criticità, abbiamo avuto modo di sperimentare, costituiscono un ottimo ammortizzatore”.

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1 commento su “La traversata oceanica a bordo di una Star: il "pazzo" Noseda è partito”

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