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Mini Transat: Ian Lipinski fa il mostro, ma c'è un Andrea Fornaro all'attacco

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Andrea FORNARO / proto 931

Dopo quasi 48 ore di regata in questa seconda tappa della Mini Transat si vanno definendo i primi equilibri in classifica, in attesa che la flotta agganci, in queste ore, un flusso di Aliseo più costante e forte nella discesa verso il gate obbligato dell’arcipelago di Capo Verde. La notizia, ma non è una sorpresa, è che il mattatore tra i prototipi è ancora una volta Ian Lipinski, scatenato, in testa praticamente fin dall’inizio della regata. Sulle sue scia però sorride anche l’Italia, con un ottimo Andrea Fornaro con Sideral attualmente in seconda posizione staccato di 19 miglia. Lo skipper italiano fin dall’inizio ha impostato una regata d’attacco riuscendo a navigare costantemente nella top ten e questa mattina, anche grazie a una posizione più vicina all’ortodromica (da valutare nelle prossime ore in termini strategici) ha recuperato miglia e posizioni issandosi fino al secondo posto e confermando di volersi giocare questa seconda tappa da protagonista.

La posizione di Andrea Fornaro al rilevamento delle ore 7 italiane del 3 novembre. In basso, in blu, il leader Ian Lipinski.

Tra i serie è invece battaglia aperta per la leadership provvisoria con diversi skipper ad avvicendarsi al comando. Guida attualmente Remi Aubrun, con un vantaggio di appena 2 miglia su Tanguy Bouroullec e 6 su Clarisse Cremer. Più in ritardo in questa prima fase Ambrogio Beccaria, attualmente in sedicesima posizione staccato di 54 miglia. Nelle ultime 24 ore Alla Grande Ambeco ha dimostrato una certa difficoltà nel tenere il passo dei primi, cosa che non era accaduta nella prima tappa, tanto da fare quasi sospettare qualche piccolo problema tecnico. All’ultimo rilevamento Beccaria è tornato però a navigare con velocità in doppia cifra e un passo molto vicino a quello dei primi: o il problema è stato risolto o molto più semplicemente il pogo 2 dello skipper milanese aveva sofferto le condizioni di Aliseo non troppo intenso della giornata di ieri e, oggi, in un flusso in fase di intensificazione, la situazione è cambiata e le differenze si stanno livellando. Era stato lo stesso Beccaria, dopo la prima tappa, a raccontarci come la differenza con i Pogo 3 in termini di performance fosse più marcata nel vento medio piuttosto che in quello forte.

Più attardati gli altri italiani, 38mo Emanuele Grassi su Penelope a 68 miglia dal leader, 41mo Andrea Pendibene su Pegaso Marina Militare staccato di 70 miglia e ancora molto prudente nonostante il suo Pogo 3.

Mauro Giuffrè

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