PROVATA. Grand Soleil LC 52. Una barca con due grandi anime

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Foto di Mauro Giuffré

L’appuntamento è a Lavagna per la prova in mare del nuovo LC 52 di Grand Soleil. Una barca che è nata con una carena performante disegnata da Marco Lostuzzi ma con due anime. Il concetto blue water rimane alla base di questo progetto (comodità, autonomia e performance con tutti i pesi concentrati a centro barca) per il quale sono però state pensate due diverse versioni: una sport protagonista della nostra prova e una cruiser con il rollbar, come avevamo già visto per il 46 rispetto al quale sono state però migliorate le linee di carena, rendendole più preformanti. Il rollbar è la caratteristica più evidente che differenza le due versioni, ma non la sola.

Andiamo a vedere da vicino quindi, quali sono gli elementi che differenziano le due anime.  Gigi Servidati del Cantiere del Pardo ci spiega così questa scelta: “Per il nostro cantiere ha senso avere due gamme solo sotto i 50 piedi. Sopra questa dimensione abbiamo scelto invece di mantenere la stessa carena ma di offrire agli armatori più “aggressivi” una versione race, e a quelli più “tranquilli” una versione cruise”

Nella versione Sport, come abbiamo visto scompare il rollbar che lascia posto al punto fisso della scotta della randa in pozzetto, l’albero è maggiorato e conquista in altezza un metro e quaranta centimetri che regalano alla superficie velica della randa 12 metri quadri in più. Nella versione Crusier il sartiame è in spiroidale, il fiocco è autovirante e sono presenti della panche a poppa mentre i quella Sport il sartiame è in tondino, il fiocco ha le rotaie e scompaiono le panche a poppa. In questa zona della barca notiamo altre differenze, nella versione sport la plancetta è a filo mentre in quella cruiser è più alta di 20 centimetri. Anche a prua le due versioni si differenziano: avvolgifiocco in coperta per la versione con il rollbar, avvogifiocco a filo per la versione più sportiva. Per avere un’idea di massima, il pacchetto racer costa circa 10.000 euro di più: i costi risparmiati per il rollbar, vengono investiti per rendere la barca più veloce.

Per quanto riguarda la costruzione è in sandwich vinilestere epossidico con laminazione a mano. Il layout degli interni invece rimane uguale nelle due versioni, con tre cabine e tre bagni e la possibilità di avere anche la cabina marinaio e il tender garage, due opzioni che non erano previste per l’LC 46.

Tutti i numeri a vela, i particolari costruttivi e i dettagli della nostra prova, sui prossimi numeri cartacei del Giornale della Vela.

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