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Ambrogio Beccaria all’arrivo a Las Palms. Foto Breschi

Tempo di arrivi a Las Palmas per questa prima tappa, 1350 miglia, della Mini Transat. Il primo a tagliare il traguardo tra i prototipi, dopo un match race in volata, è stato Ian Lipinski su Griffon che ha preceduto di appena 113 secondi Artur Leopold Legér. Griffon ha chiuso con il tempo di 9 giorni, 23 ore, 22 minuti e 12 secondi. Completa il podio dei prototipi Erwan Le Mené. Superba performance di Lipinski, già vincitore della regata tra i serie nel 2015.

Il primo degli italiani a tagliare l’arrivo delle Canarie è stato Ambrogio Beccaria su Ambeco (Pogo 2), stoico sesto tra i serie, con il tempo di 10 giorni, 7 ore, 50 minuti e 55 secondi. La vittoria di tappa è andata allo svizzero Valentin Gautier su un Pogo 3 in 10 giorni, 3 ore, 40 minuti e 29 secondi, seguito da Remi Aubrun e Clarisse Cremer. Da sottolineare come Ambrogio Beccaria abbia chiuso la sua regata a 4 ore da un Pogo 3, tenendo numerose barche di ultima generazione alle sue spalle: una tappa tutta d’attacco nella prima parte, e poi di resistenza nel vento leggero, che lascia ben sperare per la seconda tratta verso Le Martin.

Andrea Pendibene. Foto Breschi

Il secondo degli italiani a tagliare il traguardo è stato Andrea Pendibene in 23ma posizione tra i serie, con il suo Pogo 3 ha completato il percorso in 10 giorni, 14 ore, 33 minuti e 30 secondi. Per lui una regata conservativa nella prima parte, più all’attacco nella seconda fase, con la speranza che la curva di crescita possa farlo rientrare nella top 10 durante la seconda tappa.

Andrea Fornaro. Foto Breschi

Andrea Fornaro su Sideral è giunto a Las Palmas poco dopo, 16mo prototipo sul traguardo, in 10 giorni, 16 ore, 15 minuti e 25 secondi. Regata di alti e bassi quella di Fornaro: scelta ovest estrema a Finisterre che non ha pagato in pieno, ottima traiettoria nella discesa lungo le coste del Portogallo e un finale con qualche rimpianto per un lungo stop nel vento leggero che gli ha tolto la possibilità di lottare dentro i primi 10 posti. Fornaro ha anche raccontato di avere avuto numerosi problemi tecnici, tra cui un danno allo scafo e problemi di energia che lo hanno costretto a restare gli ultimi quattro giorni senza pilota automatico, per fortuna nel vento leggero finale. Sulla carta ha dimostrato di avere la velocità per lottare anche con i primi, in vista di una seconda tappa che in linea teorica dovrebbe corrersi con molto più vento della prima.

L’ultimo italiano atteso sul traguardo è Emanuele Grassi, che prosegue nonostante i problemi tecnici a un timone. Attualmente la sua Penelope è data 42ma a 147 miglia dall’arrivo e naviga a una buona velocità superiore ai 6 nodi.

Mauro Giuffrè

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