TEST Domani S28, il daysailer olandese che si ispira ai… motoscafi Riva! VIDEO

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domani s28Cosa succede quando decidi di progettare un daysailer e ti ispiri nel design a una… barca a motore? Tiri fuori dal cilindro una barca come il Domani S28. Una delle novità che mi ha incuriosito al Salone di Genova e che ho deciso di testare in prima persona.

Il Riva Aquarama, la “musa” del Domani S28: soprattutto per quanto concerne l’area prendisole

Il progetto olandese (Bosgraaf Yacht Design) prende spunto dal Riva Aquarama, uno dei mitici motoscafi che divenne il simbolo della “bellavita” nel mondo tra gli anni ’60 e ’90: da questo eredita – caso rarissimo per un daysailer – l’area prendisole poppiera. D’altronde, si sa, spesso l’acquisto di una barca viene deciso, in ultima istanza, dalle mogli: la soluzione prendisole su una barca di piccole dimensioni (9,00 x 2,40 m) strizza l’occhio alle signore.

UN PROTOTIPO DA RENDERE ANCORA PIU’ BELLO
La barca che ho provato è un prototipo, perché la versione definitiva verrà presentata a Dusseldorf nel gennaio del 2018. E non sono pochi i dettagli che cambieranno: “A cominciare proprio dall’area prendisole: la faremo più larga di 17 centimetri”, mi dice il delegato del cantiere (Zaadnordijk Yacht Builders), “con un baglio massimo che aumenterà di un paio di centimetri”.

In effetti, anche in coperta si notano soluzioni temporanee: il tambuccio è rotante (soluzione pericolosissima, perché alzato tocca contro il vang e prenderselo in testa è un attimo) e non scorrevole come effettivamente sarà sul prodotto di serie. A prua dello scafo (senza draglie) alcune maniglie tonde che sono state installate in fretta e furia giusto per avere un punto a cui tenersi (ma che verranno rimosse, a favore di un design più pulito), il bompresso che poi verrà sostituito dall’ormai più pratica delfiniera integrata. Molto spazioso il pozzetto, con due cucinerie comode ed ergonomiche che permettono di rilassarsi anche in navigazione.

LA CHIGLIA SARA’ FISSA
La chiglia, nel Domani S28 visto a Genova, era sollevabile per rendere carrellabile la barca, ma la versione finale sarà dotata di chiglia fissa con un pescaggio di 1,80 m. Mi ha molto colpito la pala del timone, che pesca 1,30 m e contribuisce ad aumentare il momento raddrizzante della barca. Sottocoperta gli spazi sono tutt’altro che angusti e tolta la soluzione del tavolino centrale che ruba spazio (scelta obbligata dalla presenza del meccanismo per la lifting keel: nella versione a chiglia fissa non sarà così), e i cuscini sui livelli diversi (anche in questo caso, a Dusseldorf le cuscinerie saranno allineate), regna la comodità.

Ci si può dormire fino in cinque e c’è spazio per un cucinino e un wc chimico. Il pacchetto base, che prevede anche le vele e il motore elettrico (autonomia di un’ora: con 2.000 euro di più si accede al modello di batterie al litio più capienti, con autonomia di tre ore), costa 71.000 euro + IVA.

IN NAVIGAZIONE DI BOLINA – VIDEO

IL COMPORTAMENTO IN ACQUA
Prendiamo il mare con un vento da tramontana di circa 10 nodi. In pochi secondi tiriamo su la randa con estrema semplicità (tutte le manovre, ovviamente, sono rinviate in pozzetto) e srotoliamo il fiocco montato sull’avvolgitore e partiamo di bolina. Arriviamo anche a 5,5 nodi (anche se mi assicurano che l’elichetta del log è un po’ sporca e la velocità potrebbe essere maggiore) a 40°. Sembra di essere su una deriva, la sensazione è di grande libertà e la barca è molto reattiva.

Forse, il timone a barra con stick in un pozzetto così grande, ma stretto perché sono state privilegiate le sedute laterali, disturba leggermente se si è in più di tre persone: il randista deve necessariamente stare nell’area prendisole per evitare di interferire con le orzate e le poggiate del timone. Ma è un bel navigare davvero: la tramontana genovese fa sì che il mare sia bello piatto e la barca, che pesa soltanto 1,4 tonnellate (600 chili tra bulbo e pinna) scivola via benissimo e accelera con facilità. Anche al lasco le prestazioni non cambiano. Torno a terra con il sorriso sulla bocca.

IN NAVIGAZIONE SUL DOMANI S28

UN PRODOTTO UNICO
Il Domani S28 è un prodotto unico nel suo genere, di fatto non ha concorrenti. Se proprio volessimo accostarlo ad altre barche, potrebbe andare ad inserirsi tra un classico Saffier (caratterizzato però da forme old-style) e un Tofinou (che però nasce con una filosofia diversa e ha un prezzo da top di gamma, per qualità costruttiva e materiali) o un Black Pepper (anche in questo caso si tratta di un daysailer di gran “classe”).

Una barca che, pronta a navigare con il pacchetto base, trova la sua dimensione ideale sui laghi ma che, con qualche opportuna modifica (motore elettrico con maggiore autonomia, o addirittura entrobordo diesel) potrà regalare grandi soddisfazioni anche in mare, sia per piccole crociere che regate. Il cantiere ha già in serbo il concept del 36 piedi qualora il 28′ sia accolto positivamente. http://domani.today/collections28/

I NUMERI DEL DOMANI S28
Lunghezza fuori tutto 9,00 m
Lunghezza al galleggiamento 7,90 m
Baglio max. 2,70 m
Pescaggio 1,80 m
Dislocamento 1,45 t
Zavorra 600 kg
Sup. randa 24 mq
Sup. fiocco 16 mq
Sup. gennaker 42 mq
Motorizzazione Torqeedo Cruise 24V
Batterie AGM o Litio (opzionale)
Costruzione Composito carbonio/fibra di vetro multiassiale
Albero Selden in Alluminio o Carbonio (opzionale)

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1 commento su “TEST Domani S28, il daysailer olandese che si ispira ai… motoscafi Riva! VIDEO”

  1. ma non le ha mai detto nessuno che non si fanno i video in mare con il microfono lontano dalla bocca e senza protezioni anti fruscio. Sulle riprese con smartphone possiamo transigere ma sovente audio è insostenibilmente coperto dai fruscii. Pessima professionalità

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