La "sfida" dei blue water: in campo Italia, Inghilterra e Francia. Chi vince?

Il maestrale soffia forte tra le banchine del Salone di Cannes: un vento di buon auspicio, perché l’impressione è che la nautica sia ripartita. Non è una “boutade” ma la verità. Tanti i modelli nuovi sfornati dai cantieri. Con tanto di nuove tendenze: ad esempio, sono sempre di meno le barche che montano il carrello della randa, preferendo una soluzione con il punto fisso in pozzetto. La motivazione? Meno ingombri, ma anche il fatto che il carrello viene spesso sottovalutato e utilizzato in modo improprio. Oppure le delfiniere, ormai un “must” perché consentono di murare frulloni per gli asimmetrici, integrare il musone dell’ancora (fondamentale con i dritti di prua verticali) e, perché no, salire agevolmente a bordo in caso di ormeggio di prua.

LA SFIDA DEI BLUE WATER
Oggi siamo andati a caccia di “blue water”
, un’altra delle tendenze di questi ultimi anni che ha spinto i cantieri verso la produzione di barche confortevoli e allo stesso tempo indicate per chi ama navigare lungo, anche in equipaggio ridotto.

IL BLUE WATER ALL’ITALIANA: SOLARIS 68
Abbiamo iniziato dall’Italia con il Solaris 68
, la novità più interessante del cantiere di Aquileia (Udine). Caratteristica la tuga in stile deck house quasi interamente in vetro che garantisce una luminosità interna notevole e una visuale interno/esterno di 270°. Per Solaris è un ritorno alle origini, con la filosofia blue water, dopo una serie fortunata di performance cruiser: pensate al Solaris 72 Plum di Kamana Sailing Expedition, una barca vecchia di decenni che ha completato di recente il passaggio a Nord Ovest. Pensata per chi vive a bordo lunghi periodi, la customizzazione non vale soltanto per le linee d’acqua (progetto di Javier Soto Acebal) e il piano velico.

La configurazione del layout interna e della coperta viene studiata sulla base delle esigenze armatoriali: ad esempio, si può avere una o due pale del timone. Sottocoperta, nel modello che abbiamo avuto modo di visitare regna la razionalità e la pulizia (ma che eleganza gli interni in noce ossigenato) con un ampio quadrato rialzato con cucina a C e divano dalle dimensioni importanti a dritta, di fronte a un tavolo e un divano a C. L’armatoriale è a prua con letto a dritta, a prua trova spazio la cabina equipaggio con ingresso indipendente (una scaletta la collega alla coperta).

A poppa due cabine gemelle doppie, con bagno e box doccia dedicato. Il costo del modello? Due milioni e mezzo di euro. A noi è piaciuta moltissimo e non siamo i soli: ne sono già stati venduti quattro esemplari. Bravi! Lungh. 20,60 m, largh. 5,50 m, pesc. 3,40/3 m, disloc. 28.800 kg, sup. vel. 264 mq, motore 150/190 cv, serbatoi acqua 1000 l, serbatoi gasolio 900 l, designer  Javier Soto Acebal. www.solarisyachts.com

IL BLUE WATER IN SALSA INGLESE
Dopo siamo saliti a bordo di un modello di un cantiere il cui nome, per alcuni, è sinonimo di blue water: l’Oyster 745. Una barca senza compromessi improntata alle esigenze di chi naviga lungo, anzi lunghissimo. Tante le soluzioni “atipiche” che ci hanno colpito e che sintetizziamo nel video e nelle foto sottostanti. Lungh. 22,74 m, largh. 5,91 m, pesc. 3,10 m oppure chiglia sollevabile 4,75/2,1 m, disloc. 52.000 kg, motore 247 cv, serbatoi acqua 1.500 l, serbatoi gasolio 2.000 l, designer Rob Humphreys. www.oysteryachts.com

A BORDO DELL’OYSTER 745 


LE FOTO A BORDO DELL’OYSTER 745

IL SENSO FRANCESE PER I BLUE WATER
Infine, il blue water secondo i francesi: siamo saliti a bordo, in compagnia di Tommy Moscatelli di Yachtsynergy, di un grande classico targato Wauquiez, il Pilot Saloon 58 (a proposito, novità in arrivo, a Dusseldorf potremo ammirare il nuovo 42 piedi della gamma!).

La cosa che colpisce di questo 18 metri è sicuramente la sua tuga, altissima. Una soluzione che permette uno spazio sottocoperta alto e una visuale a 360°: una soluzione tipica delle barche francesi dedicate a chi naviga lungo. Tante le opzioni di configurazione sottocoperta. Nei video che seguono Moscatelli ci racconta la filosofia della barca e ci mostra un “trucchetto” sottocoperta. Lungh. 17,70 m, largh. 4,95 m, pesc (a seconda del tipo di chiglia) 2,10/2,30/2,50 m, designer Berret-Racoupeau. www.yachtsynergy.it

IL PILOT SALOON 58 RACCONTATO DAL DEALER ITALIANO

IL “TRUCCHETTO” DELLA SEDIA IN PIU’ 

LE FOTO A BORDO DEL PILOT SALOON 58

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