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Luna Rossa: quante notti insonni 17 anni fa!

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Vi stiamo presentando, in ordine di tempo, quelle che secondo noi sono le 30 barche mitiche della storia della vela. Hanno fatto imprese, riuscite e non, hanno segnato la storia dello yachting moderno, hanno stupito perché hanno osato anticipare i tempi. Non le troverete mai esposte in un museo reale, noi ve le mostriamo, vi raccontiamo le loro incredibili storie e vi invitiamo a votare online la vostra preferita.

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LUNA ROSSA: QUANTE NOTTI INSONNI!
Quante notti insonni. Prima a gioire a ogni vittoria che il “Silver Bullett” (proiettile d’argento), progettato da German Frers e Doug Peterson, guadagnava contro gli americani nella finale della Louis Vuitton Cup. Poi a disperarci quando Russell Coutts e Peter Blake su Black Magic ci rifilavano un secco 5-0 nella sfida di Coppa. Luna Rossa di Patrizio Bertelli ci regalò adrenalina a fiotti. Lunga 23,8 metri, il suo albero ne misurava 32,5. Che spettacolo veder arrampicarvisi sopra il tattico Michele Ivaldi…

LA STORIA DI LUNA ROSSA
L’idea di Patrizio Bertelli di partecipare all’America’s Cup, nasce nel 1997 nello studio dell’architetto navale German Frérs a Milano. In breve tempo l’imprenditore toscano scelse gli uomini chiave del team: il progettista Doug Peterson, l’asso della vela Torben Grael e lo skipper Francesco de Angelis. La base italiana fu individuata in Punta Ala, presso Castiglione della Pescaia, in Toscana, dove le condizioni del mare e del vento erano simili al Golfo di Hauraki in Nuova Zelanda, teatro delle regate. Il 21 aprile 1997 il presidente dello Yacht Club Punta Ala, Bruno Calandriello, lanciò formalmente la sfida al Royal New Zealand Yacht Squadron, detentore dell’America’s Cup.

Dopo due anni di progettazione, all’inizio del 1999, in un cantiere di Grosseto, venne costruito il primo nuovo scafo denominato “ITA 45”. Il varo avvenne a Punta Ala il 5 maggio 1999. Il nome scelto per ITA 45 (e per tutte le successive) fu Luna Rossa. Vi sono tanti aneddoti riguardanti la scelta del nome, la storia ufficiale attribuisce a Patrizio Bertelli la scelta per via del sorgere di una grande luna piena e rossastra in una sera d’estate durante una cena. Miuccia Prada racconta come il nome Luna Rossa fosse il nome giusto da contrapporre a Black Magic, il defender. Soltanto in un successivo momento ci si è ricordati dell’omonima canzone napoletana composta nel 1950 da Vian e De Crescenzo, riproposta in chiave moderna da Renzo Arbore. Il secondo scafo: Luna Rossa ITA 48, fu varato poco dopo il primo con caratteristiche più adatte a condizioni di vento leggero e onda meno pronunciata, tipiche dell’estate nel golfo di Hauraki. (da www.ilmorodivenezia.net)

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