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3 giorni e 3 barche a La Rochelle: un viaggio nella capitale della vela francese

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La Silicon Valley della cantieristica nautica è una cittadina sulla costa francese che si affaccia sull’Oceano Atlantico: La Rochelle. In questo paesotto di 77.000 abitanti tutto gira intorno al mondo della vela.
Tanti tra i più grandi cantieri francesi hanno sede qui: per questo motivo siamo stati invitati da Tommy Moscatelli, patron della Yacht Synergy, per una “gita” di tre giorni a La Rochelle a provare tre imbarcazioni e visitare tre cantieri molto diversi tra loro e rappresentati in Italia dalla Yacht Synergy.

LATITUDE 46: IN VISITA AL CANTIERE DEI DAYSAILER TOFINOU

Ma andiamo con ordine. La prima visita è presso il cantiere Latitude 46 a pochi minuti dal centro di La Rochelle. Questo stabilimento riunisce un gruppo eccezionale di venticinque artigiani abilissimi, che ha conservato tradizione e controllo continuo sulla qualità prodotto, creandosi una reputazione grazie all’attenzione ai dettagli nella costruzione delle barche. Ovviamente la nostra attenzione è stata catturata dai Tofinou (l’azienda produce anche i Wauquiez che sono però costruiti in un altro cantiere a Lille), gli scafi più rappresentativi del cantiere prodotti in circa una ventina di unità all’anno. La novità da osservare da vicino è il Tofinou 10, di cui, al momento della nostra visita, stavano costruendo il quarto modello. Uno dei punti cha hanno portato al successo di questi daysailer è l’infinita possibilità di customizzazione offerta dal cantiere che si mette a completa disposizione delle volontà dell’armatore.

Finita la visita siamo corsi a Saint Martin sull’ Île de Ré dove il Tofinou 10 ci aspettava in acqua per la prova. Sfortunatamente il vento non è stato dalla nostra parte e abbiamo faticato alla ricerca di qualche raffichetta che ci permettesse di gonfiare le vele: con una brezzolina intorno ai 6 nodi, con Code 0 in azione e un angolo di 45° la nostra velocità ha toccato i 6,2 nodi. La versione della barca era full optional, con albero 7/8 e boma in carbonio della Axxon (ma è disponibile anche una versione con albero in alluminio), vang rigido, timone a ruota (ma si può richiedere a anche a barra), chiglia fissa di 2,35 m (che volendo può essere anche basculante), winch elettrici e manovre rimandate in zona timoneria per portare la barca anche in solitario.

IN ACQUA CON IL NUOVO RM 1370

Il tempo stringe ed è gia tempo di muoverci per raggiungere il nuovo RM 1370 che ci aspetta in banchina a La Rochelle. Il nuovo modello del cantiere francese ha appena toccato l’acqua e a un primo sguardo non nasconde la sua vocazione: una barca per girare il mondo in qualsiasi condizione. Ogni spazio disponibile è utilizzato per lo stivaggio dell’attrezzatura di bordo: il layout a tre cabine protagonista della prova può essere trasformato a due con l’aggiunta di un locale tecnico. L’armo prevede di serie due avvolgitori per le vele di prua per avere la trinchetta sempre pronta. Sul timone la barca è sempre morbida: anche sotto raffica non sbanda mai tanto, appoggiandosi sullo spigolo ben pronunciato e regalando interessanti accelerazioni: fino ai dodici nodi di lasco con un vento reale intorno ai dieci. Questo grazie alle linee d’acqua (la prua è inversa e sono aumentati i volumi, tutti i serbatoi sono a centro barca) che sono cambiate rispetto al 1360 e al circuito dei timoni in dyneema.
RM 1370 LA BARCA GIRAMONDO
Il nuovo RM 1370 è caratterizzato da un’elegante prua inversa, ben bilanciata da una lunga delfiniera strutturale dove trova posto il supporto per l’ancora e il punto di mura delle vele a grande superficie (Code 0 e gennaker). Il bordo libero è aumentato rispetto al 1360 così da garantire volumi interni ancora più spaziosi. Tutto questo senza appesantire il profilo laterale, grazie alle linee estremamente filanti della tuga che finisce poco dopo l’albero, così da lasciare libera tutta la zona prodiera. Il merito di tutto questo spazio è del progetto di Marc Lombard, uno dei grandi progettisti di scafi oceanici, che ha adattato i suoi disegni sportivi alle caratteristiche crocieristiche dell’RM 1370.

NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA: IN VISITA ANCHE ALLA NEEL
E per finire il nostro tour ci siamo ricavati anche il tempo per una veloce visita ai cantieri Neel, presi nella costruzione dell’ultimo trimarano di 51 piedi di cui abbiamo visto in costruzione le barche numero quattro e cinque.
Costruiti interamente in infusione con rinforzi in acciaio, questi multiscafi portano in acqua una grande novità: il “cockloon”, un nuovo nome per indicare l’area che comprende pozzetto e salone divisi da una porta/finestra che si apre completamente creando un’immensa area tra l’interno e l’esterno.

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