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Club Mediterranée, ovvero come distruggere l’anima di una barca

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Da mastodontico destriero del solitario Alain Colas, a megayacht di lusso al centro di “magheggi” fiscali: il declino di Club Mediterranée


Oggi lo chiamerebbero “sborone”. Alla Ostar del 1976 tutti rimasero sbigottiti quando Alain Colas si presentò con Club Méditerranée: ovvero 72 metri di barca (la più grande che abbia mai partecipato a una regata oceanica)
, 1000 mq di vele, 280 tonnellate di peso e quattro alberi. Tanto rumore per nulla: Colas arriverà quinto (secondo in reale, ma penalizzato di 58 ore dalla giuria perché a Terranova, dove si era fermato per uno scalo di emergenza, è stato aiutato da una equipe locale ad issare le vele): 7 ore e 28 minuti dietro al vincitore Tabarly sul Pen Duick VI, lungo “solo” 22,25 metri.

Dopo la regata, il Club Mediterranée venne scelto per rappresentare la Francia durante la sfilata sul fiume Hudson in occasione del bicentenario dalla nascita degli Stati Uniti. Tornato in Francia, Colas utilizzare il “Grand Bateau” nell’operazione “Benevenuti a Bordo”: ormeggiava la barca nei principali porti dell’Atlantico e delle Canarie, invitando gratuitamente i visitatori a bordo al mattino e organizzando battute di pesca e conferenze a pagamento nel pomeriggio.

L’ERA TAPIE
Nel 1978 Colas scompare tra le onde alla Route du Rhum, la moglie eredita le sue barche. Il Club Mediterranee, acquistato dall’uomo d’affari Bernard Tapie nel 1982, venne ribattezzato Phocea e venne refittato con un costo di 10 milioni di euro. Nel 1988 Tapie fa il record di traversata atlantica in motoscafo. In seguito al fallimento delle società di Tapie, In nel 1996, il Phocea fu sequestrato dai liquidatori e venduto nel 1997 per 6 milioni di euro, prezzo inferiori al valore reale della barca, a Mouna Ayoub, ex-moglie del miliardario Nasser Al-Rashid.

DA BARCA PERFORMANTE A MEGA YACHT DI LUSSO
Insensibile allo spirito sportivo che ha animato Bernard Tapie, Mouna Ayoub sostituisce i materiali leggeri utilizzati per le modifiche di quest’ultimo con materiali più pesanti della tradizione nautica di lusso. Si riduce anche la dimensione di alberi e vele, per ridurre l’angolo di sbandamento della barca a vela. Infine, si aggiunge un piano per avere più spazio: spesa totale, 17 milioni di euro. Non è più il vecchio Club Mediterranee. Pesa il 60% in più e ha il 35% di superficie velica in meno. La barca eccezionale si trasforma in comune megayacht.

Nel 2010 Mouna Ayoub rivende lo yacht a circa 10 milioni a Xavier Niel e i fratelli Steve e Jean-Emile Rosenblum, fondatori del sito Pixmania. Lo yacht è registrato in Lussemburgo, di proprietà di una società maltese, Phocea Limited. Questa è a sua volta il 50% di proprietà della holdong NJJ Capital (società francese controllata da Xavier Niel) e la tenuta Dotcorp Finance (società di diritto lussemburghese di proprietà di fratelli Rosenblum). Del Phocea si parla anche relativamente agli scandali di evasione fiscale portati alla luce dalla divulgazione dei cosiddetti Malta Files.

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