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British Steel, per compiere una grande impresa, ci vuole una grande barca

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Vi stiamo presentando, in ordine di tempo, quelle che secondo noi sono le 30 barche mitiche della storia della vela. Hanno fatto imprese, riuscite e non, hanno segnato la storia dello yachting moderno, hanno stupito perché hanno osato anticipare i tempi. Non le troverete mai esposte in un museo reale, noi ve le mostriamo, vi raccontiamo le loro incredibili storie e vi invitiamo a votare online la vostra preferita.

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British Steel è la barca con cui Chay Blyth entrò nella storia come primo uomo ad aver circumnavigato il globo no-stop da ovest verso est, contro i venti dominanti. Una barca speciale. 

PER COMPIERE UN IMPRESA SPECIALE, CI VUOLE UNA BARCA SPECIALE (1971)
Sul ketch di 18 metri (59 piedi) British Steel lo scozzese Chay Blyth è stato il primo al mondo, nel 1971, a circumnavigare il globo in solitario non-stop verso ovest, contro i venti dominanti. L’impresa fu un successo, il marinaio riuscì nel suo intento dopo 292 giorni: “barca d’acciaio, uomo di ferro”, titolò a caratteri cubitali la stampa dell’epoca (stele in inglese vuol dire, appunto, acciaio).

Per l’epoca, la barca progettata da Robert Clark, architetto navale di Devon, era di assoluta avanguardia, ideata per la conduzione in solitario e con un’elettronica avveniristica. Fu realizzata dal cantiere George Phillip & Son, situato sul fiume Dart: venne costruita nel tempo record di quattro mesi, e fu descritta da Don Holme nel suo libro “The Circumnavigators” come una barca allo stato dell’arte, soprattutto per quanto riguardava l’utilizzo dell’acciaio nello scafo.

Fu soprattutto per questa innovativa caratteristica che Chay Blyth, noto per essere un avventuriero/imprenditore, sempre molto attento al budget, riuscii a convincere la British Steel Corporation (di proprietà statale) a sponsorizzare il suo progetto e la barca.

Espressamente costruita per raggiungere un obiettivo che all’epoca era considerato pressoché impossibile, il suo design e la costruzione costarono 20.000 sterline di allora. Pensate che nemmeno i costruttori della barca credevano nella buona riuscita del progetto: inizialmente avevano pensato di installare sottocoperta una scatola in cui mettere alcuni giocattoli dei loro bambini, sperando di poterli restituire a loro accompagnati da un biglietto che ceritifcava che fossero stati “in giro per il mondo”. Ma poi decisero di non farlo, perché avevano paura che sarebbero potuti andare perduti!

E invece. Invece Blyth riuscì nella sua impresa, a lui tutte le glorie. La barca gli era stata donata, ma poi venne venduta e passò di mano tra diversi armatori, tra cui l’avventuriero Pete Goss. Attualmente è ormeggiata a Dartmouth.

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