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Damien, ovvero il sogno sessantottino di due giovanissimi marinai francesi

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Vi stiamo presentando, in ordine di tempo, quelle che secondo noi sono le 30 barche mitiche della storia della vela. Hanno fatto imprese, riuscite e non, hanno segnato la storia dello yachting moderno, hanno stupito perché hanno osato anticipare i tempi. Non le troverete mai esposte in un museo reale, noi ve le mostriamo, vi raccontiamo le loro incredibili storie e vi invitiamo a votare online la vostra preferita.

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Conoscete la storia del Damien? Il 10 metri autocostruito con cui Gerard Janichon e Jerome Poncet si imbarcarono un una avventura incredibile e “post-sessantottina”?

SALPA, SE VUOI TROVARE TE STESSO (1969)
Salpa, per trovare la pace con te stesso. In puro spirito sessantottino, Gerard Janichon e Jerome Poncet si imbarcarono sul Damien, uno sloop autocostruito di dieci metri, per un giro del mondo lungo quattro anni (1969-73). Dai ghiacci all’Equatore, furono tra i primi a dimostrare che con audacia, sacrifici e spregiudicatezza i sogni si possono realizzare. La barca fu dichiarata monumento nazionale.

La loro navigazione ha avuto anche momenti difficili, come quello che loro stessi raccontano, sul Giornale della Vela, nel 1976.

damien
I navigatori francesi Jerome Poncet e Gerard Janichon attraversano una tempesta forza 10 al 56° parallelo sud con il Damien, un 10 metri in legno con cui hanno percorso 55.000 miglia

Damien è capovolto per la terza volta, imbarca acqua e resta a testa in giù, ecco le sensazioni che i due marinai francesi provano, intrappolati sottocoperta, inermi nel pieno della tempesta:

Per un marinaio è una bella fine. Finire con la propria barca. Abbiamo pronunciato il nostro addio, parole di amicizia.

Le lunghe frasi sono inutili fra noi e non siamo qui par fare del cinema…A poco a poco il torpore ci avvolge…mi addormento. Non possiamo agire o reagire perchè non c’è nulla da fare con una barca che ha la chiglia per aria, con l’acqua che penetra non si sa da dove, con la volontà che non esiste già più…Nella cabina del Damien c’è un senso di estranietà. Un senso capovolto. Provate a immaginare il vostro mondo di tutti i giorni, rovesciato: e voi che camminate sul soffitto, al buio…Come può una barca vela con una zavorra di 1600 kg rifiutarsi di recuperare immediatamente il suo equilibrio normale? Basterebbe un’inezia affinché il braccio di leva della zavorra entrasse in funzione e facesse ritrovare allo scafo la logica del centro di gravità…la barca si agita: l’acqua che c’è all’interno si mette a sciabordare.

E poi il tumulto e Damien ridiventa Damien e si raddrizza sulla sinistra. è durato un secondo solo, con aggressività selvaggia, come per il grido del neonato all’atto di nascita.

Ed è una nascita! Lottiamo febbrilmente contro l’annegamento, l’acqua ghiacciata s’insinua dappertutto. Ci vogliono alcuni secondi per renderci conto che siamo vivi, che la barca galleggia”.

CHI SONO JEROME PONCET E GERARD JANICHON
Jerome Poncet_fotoNel 1969, dopo essersi costruiti con le loro mani il 10 metri Damien partono per il Giro del mondo. Resteranno per mare 5 anni e 50.000 miglia passando dai ghiacci della Groenlandia alle calde acque delle Antille. Damien è monumento storico francese. Nella foto, Jerome Poncet nato nel 1945 a Grenoble (Francia).

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