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Fenomeno Esse: tre monotipi da famiglia per regatare e divertirsi

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Lo sapevate che in giro per i mari e i laghi del mondo ci sono circa duecentotrenta imbarcazioni della classe Esse disegnate dalla “nostra” Felci Yacht Design? Si tratta di tre “monotipi da famiglia” (Esse 850, Esse 990 e Esse 750), imbarcazioni per divertirsi in regata a livello amatoriale senza l’obbligo di avvalersi di velisti professionisti per avere delle possibilità di portare a casa qualche risultato. Un fenomeno prettamente extra-italiano, nelle nostre acque navigano infatti solo cinque imbarcazioni, che cerchiamo di analizzare insieme alle menti che lo hanno progettato, quella di Umberto Felci e quella dello svizzero Josef Schuchter, che ha chiesto al progettista italiano un’imbarcazione sportiva, adatta a regatare ma semplice da portare con poco equipaggio, sicura e stabile, ma con prestazioni al di sopra della media.

J: Perché hai scelto la Felci Yacht per disegnare il primo Esse 850?
Nel 2003 ho deciso definitivamente di lanciare una barca sportiva anche per regatare. Era evidente che il mercato richiedeva una barca semplice da portare con poco equipaggio, sicura e stabile, ma comunque con delle prestazione al di sopra della media. Con queste idee e avendo in mente la dimensione finale della barca, ma soprattutto il rapporto/peso chiglia-scafo di 60:40%, mi sono rivolto allo studio Felci, che ha tradotto le mie richieste in un progetto geniale. Abbiamo lanciato le prime Esse 850 ottenendo subito un bel successo grazie al lavoro di squadra tra lo studio di progettazione Felci Yacht Design, il cantiere Proteus Yachts e la Schuchter Sportboot AG.
U: Quale è il segreto di tanto successo?
Innanzitutto la tipologia della barca stessa. Stretta, con tanta percentuale di zavorra e una più che discreta superficie velica. Questo ha reso le barche veloci e nello stesso tempo sicure e con la possibilità di essere condotte in pochi. Seguendo questa filosofia le manovre sono state pensate semplici, ma allo stesso tempo complete ed eleganti. Credo che la capacità di unire una bella carena, veloce ed equilibrata, a un’estetica sobria e senza forzature modaiole, abbia pagato. Anche l’amore per il dettaglio, per l’oggetto ben progettato e ben costruito è stato certamente una delle chiavi di volta. Questo secondo me traspare e in un certo senso è quello che fa la differenza, dato che l’offerta in questo settore è comunque tanta. Ancora una volta posso dire che l’equilibrio del progetto è stato il segreto di base. Talvolta non è semplice rinunciare a prendere strade più estreme (dal punto di vista del design intendo). Il restare con i piedi per terra proponendo una imbarcazione vera, direi quasi “senza tempo” ha permesso di allargare il bacino di utenza e di allungare il periodo vitale della barca stessa.

U: Perchè si tratta di un fenomeno extra-italiano?
Credo essenzialmente per motivi di costo e di mercato di base al quale si è rivolto la Schuchter Boot. Ad esempio il cliente tipo della 850 non è solo l’accanito regatante, come avviene in Italia nel mondo monotipi, ma spesso è la famiglia che vuole regatare assieme e utilizzare la barca anche per divertirsi, oppure i tre/quattro amici che amano condurre l’imbarcazione in autonomia.

Umberto Felci e Lorenzo Giovannozzi Soci fondatori della Felci Yacht Design

U: Dopo l’850 arrivano la 990 e la 750: quale è stata l’idea alle spalle di questi due progetti?
Mantenendo forte l’engineering del progetto, punto centrale per la Felci Yachts, si è potuto garantire a Schuchter di realizzare prodotti altamente sofisticati ed eleganti a costi di produzione adeguati, la cui economicità ed efficienza costruttiva gli consentissero lo sviluppo della gamma. Con la 990 si sapeva di affrontare una cerchia più ristretta di clienti, quella desiderosa di una barca concettualmente simile alla 850, ma con maggiori dimensioni e anche con un po’ più di abitabilità interna. Ovviamente un oggetto più lussuoso, anche più costoso e sofisticato (vedi alcuni dettagli tipo ponte in teak, vernici metallizzate, chiglia lifting idraulica, entrobordo). Con la 750 invece il desiderio era semplificare ulteriormente la gestione (numero di persone) e di migliorare ancora il prodotto, rendendolo un vero e proprio gioiello di tecnologia, a partire dalla realizzazione del composito, full carbon, epoxy, infusion, per arrivare alla qualità della finiture e degli assemblaggi e finire poi con attrezzatura full carbon (albero-boma-bompresso).

Josef Schuchter, Fondatore della Schuchter Sportboot AG

J: Quali sono i principali risultati nelle regate di flotta “open” e a rating IRC e ORC? Gli Esse hanno vinto numerose regate sia open che in rating IRC e ORC. Per citarne alcune: l’European Champion ORC, il Round Funen (Baltic Sea) e il Great Lake District Champion USA. Colgo l’occasione per ricordarvi che dal 13 al 16 luglio a Malcesine (VR) ci sarà l’Euro Cup Esse 850.

U: Quali sono i vostri principali competitors? I competitors sono molti, primo fra tutti il trittico dei Melges. L’impostazione amatoriale, non quella di un armatore e tre professionisti con lui, fa la differenza. Ho visto famiglie regatare nel circuito 850 con padre, madre e figli, con vero spirito “corinthian” e anche la velleità di fare qualche risultato, proprio perché tendenzialmente regatano con equipaggio di impostazione simile. Credo che nella categoria degli one design questa impostazione sia abbastanza una rarità.

www.felciyachts.com
www.esseboats.ch

 

 

 

 

 

 

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